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Mori, sul caso “diedro” interviene l’associazione Trentino 5Stelle

mercoledì, 10 maggio 2017

Mori – Dopo la presentazione del progetto di demolizione del “diedro pericolante” sulla parete di Montalbano di Mori, l’associazione Trentino 5Stelle è intervenuta sui questioni tecniche.

Ecco il testo: “Prima: il “diedro” si può e si deve stabilizzare. Il progetto presentato dal geologo Nardin lo prevede espressamente. Tempi: 15 giorni di cantierizzazione preventiva. 15 giorni di lavori di imbrigliamento e di stabilizzazione della sezione inferiore. Esattamente né più né meno di quanto proposto fin da subito dal buon senso dei cittadini e dai tecnici del comitato per evitare lo scempio dei terrazzamenti e dare risposta immediata alla “Somma urgenza” decretata dai vertici della Provincia di Trento Seconda cosa chiarita dall’ingegner Cristofori, dirigente Pat: il vallo-tomo non serve specificamente per proteggere durante la demolizione in “somma urgenza di lungo corso” del “sempre pericolante” “diedro”! No! I lavori previsti sono stati interrotti lasciando numerosi punti di rimbalzo atti a scavalcare il tomo (massi ciclopici e manufatti provvisori realizzati durante la costruzione del vallo-tomo). Punti di rimbalzo di migliore efficacia rispetto a quanto offerto dai terrazzamenti demoliti. Cristofori, interrogato sul punto, ha candidamente chiarito che il progetto vallo-tomo sarà ultimato, e svolgerà quindi appieno la funzione attesa, al termine della completa demolizione del “diedro”. Terza cosa eclatante: le dimensioni del “diedro problematico”. Fino ad oggi si è discusso, simulato, progettato, elaborato, per un’ipotesi di 500 metri cubi. Solo oggi scopriamo che si parla di 1360 metri cubi. Dopo aver realizzato opere con calcoli che oggi certificate sbagliati nei presupposti fondamentali. Oggi, a buon senso, sembra siano stati certificati quantomeno un abuso d’ufficio o un falso in atto pubblico nell’utilizzo della procedura di somma urgenza, un disastro ambientale per la demolizione dei terrazzamenti storici, un danno erariale per spreco di risorse pubbliche. La magistratura finora, pur interessata alla questione, è stata silente, forse per la procedura di somma urgenza che taglia tante procedure di controllo. Alcune delle ipotesi di reato da noi intraviste sono sicuramente perseguibili d’ufficio e chissà quanto altro potrebbe trovare un magistrato che volesse un po’ indagare la faccenda”.


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