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Montagna e produzioni di qualità, il viceministro Olivero risponde a Panizza: “Grande attenzione”

mercoledì, 6 luglio 2016

Roma – Il confronto sull’agricoltura e le aree di montagna, dopo la presa di posizione del senatore Franco Panizza (PATT), prosegue. Il vice ministro Olivero: dal Governo attenzione alle aree montane e produzioni di qualità.

“Vi sono, infine, attesi interventi per alcuni specifici settori, anche a tutela delle realtà più piccole e fragili della nostra agricoltura, ma non per questo meno pregiate per qualità. Penso alle aree interne e montane. Bene ha fatto il senatore Panizza a ricordarci la necessità di avere provvedimenti peculiari a questo riguardo”, così il viceministro dell’agricoltura Andrea Olivero rispondendo al senatore Panizza che ieri era intervenuto nella discussione generale sul collegato agricolo.

Panizza (nella foto), nel suo intervento, aveva ribadito come “la burocrazia, soprattutto per le piccole aziende di montagna, costituisce un vero e proprio ostacolo per la crescita. Bisogna invertire la prospettiva: la sostenibilità delle aziende agricole riguarda da vicino anche quello della tenuta ambientale, sociale e identitaria dell’intero territorio di montagna”.

In tal senso aveva espresso apprezzamento per la norma che unifica i controlli, “ma anche l’impulso che con il Provvedimento viene dato al ricambio generazionale. Perché i giovani possono portare nel settore competenze non solo tecniche – e il mercato delle birre artigianali è lì a dimostrarlo – per esprimere tutte le potenzialità sociali, turistiche o legate all’affermazione di nuovi prodotti e segmenti di mercato: in Trentino sono nate 20 aziende che producono birra artigianale di ottima qualità e con promettenti prospettive di crescita. Abbiamo il dovere di sostenerle”.

Panizza si era poi soffermato su altri punti: “condividiamo le nuove norme che danno la possibilità di integrare il finanziamento statale finalizzato alle attività gestionali dei libri genealogici, con fonti di autofinanziamento delle associazioni riconosciute, in particolare per le razze autoctone di montagna, il tutto con l’obiettivo del miglioramento genetico. Così come l’inclusione dei danni causati dalla fauna selvatica tra le compensazioni previste agli agricoltori assieme a quelle derivanti dalle avversità atmosferiche, dalle epizoozie, dalle fitopatie”.

Non era mancato un riferimento all’Europa: “deve farsi un serio esame di coscienza, perché ha fatto di tutto per essere percepita come un’istituzione distante, per non dire vessatoria: basta pensare all’eliminazione delle quote latte o all’ipotesi, che siamo riusciti a scongiurare, di liberalizzare l’utilizzo dei nomi dei vini, con cui si sarebbe spianata un’autostrada alla contraffazione dei nostri marchi più pregiati”.

Panizza aveva poi parlato dei pesticidi: “ci vuole grande cautela. Se da un lato dobbiamo lavorare per diminuirne l’utilizzo, dall’altro si possono verificare delle situazioni eccezionali, legate a particolari congiunture climatiche e atmosferiche, nelle quali non se ne può fare a meno. Pensiamo a quello che sta accadendo in Trentino con la diffusione della Drosophila Suzuki, un insetto che sta distruggendo il raccolto dei piccoli frutti per le basse temperature e l’alta umidità. Su questo mi appello al Governo affinché si faccia qualcosa e in fretta, perché, in casi come questi occorre permettere in via del tutto eccezionale l’uso di quei pesticidi che possono contrastare il moscerino senza compromettere la salubrità del prodotto”.

“Abbiamo chiesto – aveva concluso Panizza – al comparto di essere multifunzionale, come dimostrano le recenti leggi sull’agricoltura sociale e la biodiversità. Il Governo approvi i decreti attuativi e metta finalmente le aziende, soprattutto quelle più piccole, nella possibilità di operare e di essere competitive. Facciamo in modo che questa sia una legislatura nella quale l’agricoltura diventi protagonista”.


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