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Dopo la sentenza sul patto elettorale con gli Schützen, Fraccaro (M5S) chiede le dimissioni di Baratter

mercoledì, 22 febbraio 2017

Trento – Una sfida a testa bassa da parte del M5S con centrosinistra e PATT sul patto elettorale con gli Schützen,

L’intervento dell’onorevole Riccardo Fraccaro (M5S)
«Nonostante la chiara sentenza di condanna del patto elettorale con gli Schützen, il presidente Rossi e il segretario del Patt Panizza continuano scandalosamente a difendere Baratter. La maggioranza governa con un consigliere che ha deciso di sottrarsi all’accertamento giudiziario delle proprie condotte. Baratter ha schivato il processo chiedendo la messa in prova, ma il giudice ha stabilito che il patto elettorale da lui sottoscritto in vista delle provinciali 2013 era un accordo corruttivo. Rossi e Panizza liquidano questo enorme scandalo come una “leggerezza”. Uno schiaffo nei confronti dei cittadini, aggravato dal silenzio degli altri partiti della coalizione. Evidentemente, Patt, Pd e Upt condividono questo modo di fare politica e sono corresponsabili di una gravissima delegittimazione delle nostre istituzioni». Lo dichiarano il deputato Riccardo Fraccaro e il consigliere provinciale Filippo Degasperi del M5S, che non mollano la presa sul caso e chiedono con forza le dimissioni non solo del consigliere al centro della vicenda, ma dell’intero consiglio provinciale.

«Il presidente Rossi non può fare finta di nulla, il patto siglato tra Baratter e gli Schützen è un atto gravissimo che mina alle fondamenta la legittimità del Consiglio: la sentenza di condanna accerta infatti che la maggioranza è stata costruita anche grazie ai voti inquinati dalla corruzione elettorale. Baratter deve risponderne politicamente, non può restare in consiglio provinciale né tantomeno nella Consulta per il Terzo Statuto. Continuando a negare l’evidenza, Rossi e il Patt, ma anche il Pd e l’Upt gettano discredito sulle istituzioni e dimostrano di approvare un simile modo di raccogliere i voti».
«Il fatto che il giudice ci abbia riconosciuto la qualifica di persone offese – concludono i portavoce M5S – significa che qualunque cittadino ha diritto a chiedere alla classe politica contezza del proprio operato. Naturalmente devolveremo il ricavato in beneficenza. Abbiamo dimostrato che queste elezioni sono state falsate e non ci fermeremo finché non sarà garantito il rispetto nei confronti dei cittadini e degli elettori».

Il giudice smaschera il patto elettorale con gli SCHÜTZEN

“La sentenza del giudice è stata chiara e netta: l’accordo sottoscritto alla vigilia delle provinciali 2013 dal consigliere Baratter rientra nell’ambito della corruzione elettorale. In occasione della prima udienza, Baratter aveva chiesto la sospensione del processo con messa alla prova. Si tratta, sul piano politico, di un’ammissione di colpevolezza, che la sentenza di oggi non fa che confermare. Con la condanna di Dalprà e Corona il Patt, sedicente partito autonomista alleato del Pd, è stato colto con le mani nel sacco e smascherato: la sentenza di oggi mette in discussione la stessa legittimità del Consiglio provinciale. La giunta di centrosinistra non può continuare a governare se ci sono le prove che le elezioni sono state inquinate dal voto di scambio: chiediamo, pertanto, le dimissioni immediate non solo del consigliere Baratter, ma dell’intera giunta Rossi». Lo dichiarano il deputato Riccardo Fraccaro e il consigliere provinciale Filippo Degasperi del M5S, a margine della sentenza di condanna pronunciata oggi dal giudice Borrelli nell’ambito del processo per corruzione elettorale a Paolo Dalprà e Giuseppe Corona.

“Alla vigilia delle provinciali 2013 il consigliere provinciale Lorenzo Baratter, assieme a Giuseppe Corona e al comandante degli Schützen Paolo Dalprà, ha messo nero su bianco un accordo con cui si impegnava a versare 500 euro al mese alla Federazione degli Schützen, in cambio del loro pieno sostegno elettorale. Puntualmente, una volta eletto, Baratter ha cominciato a versare agli Schützen quanto promesso. Un fatto che il M5S ha denunciato immediatamente, opponendosi alla richiesta di archiviazione del giudice Amato. La sentenza di oggi, finalmente, getta piena luce su questo fatto politicamente vergognoso. Accogliendo la nostra richiesta di risarcimento come parte civile, il giudice ha anche riconosciuto il danno alla comunità arrecato da questo patto scellerato. Siamo soddisfatti della sentenza, ma non ci fermeremo: non possiamo lasciare che i partiti continuino a svendere le istituzioni al miglior offerente. La parola va restituita ai cittadini, che hanno il diritto di essere rappresentati da portavoce onesti. Baratter deve dimettersi e il Consiglio provinciale va sciolto immediatamente”.


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