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Catalogna, interpellanza urgente degli autonomisti in Senato

sabato, 23 settembre 2017

Trento – “Abbiamo presentato in Senato un’interpellanza urgente al presidente Gentiloni, primo firmatario il capogruppo Zeller e sottofirmata anche dai colleghi Berger, Laniece e Fravezzi, con cui chiediamo che il Governo italiano intervenga su quello spagnolo affinché avvii una trattativa politica con le istituzioni della Catalogna, con lo scopo di riformulare lo stato di autonomia per concedere più ampie forme di autogoverno”, così il segretario politico del PATT e vicepresidente del Gruppo per le Autonomie, senato Franco Panizza (primo a destra nella foto).incontro Svp - Patt 1

“Come PATT e SVP – prosegue il senatore trentino – abbiamo incontrato in Parlamento il delegato del Governo catalano in Italia per esprimere la nostra solidarietà alle istituzioni catalane e la nostra forte preoccupazione per gli arresti e per il clima di tensione che si è creato. Con l’interpellanza urgente, chiediamo che si ritrovi la strada del dialogo, che il Governo di Madrid conceda alla Catalogna maggiori spazi di autogoverno. Nel 2010 il Tribunale Costituzionale ha riscritto 14 articoli dello statuto vigente da 4 anni e ne ha reinterpretati 27, cancellando il riferimento alla Catalogna come nazione e riducendo le competenze legate alla lingua, alla giustizia e al fisco, minandone così l’impianto autonomistico e di autogoverno. Da allora il Governo di Madrid non ha più voluto riaprire una trattativa. Eppure quello Statuto era già in una versione riduttiva e nasceva dalla volontà di superare l’impasse che si era venuto a creare dopo la caduta del franchismo per l’applicazione del primo statuto di autonomia del 1979.

Da allora si è ingenerata così una situazione di radicale conflittualità, che abbraccia tutti i livelli istituzionali e i cui esiti possono rivelarsi imprevedibili.

Per questo è importante ritrovare la strada del dialogo, rispettando la storia e la specificità della Catalogna e riconoscendo quegli spazi di autogoverno che i cittadini chiedono a gran voce”.


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