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Bolzano e Trento unite per rafforzare l’autonomia. Il messaggio dal convegno sullo Statuto

sabato, 12 dicembre 2015

Bolzano – Convegno sul 3° Statuto stamane al municipio di Bolzano, il monito di Dorigatti: «Trento e Bolzano unite o rischiano entrambe le autonomie». Il confronto attorno a un tema che terrà banco nel 2016: il processo di elaborazione della riforma dello Statuto speciale, la carta fondamentale su cui si reggono l’autonomia del Trentino e quella del Sudtirolo.

Il convegno promosso presso il municipio di Bolzano dal vicepresidente del Consiglio provinciale altoatesino, Roberto Bizzo, ha messo al tavolo oggi una fitta serie di autorità.
Per dare voce ai «cugini» del Trentino, è stato invitato il presidente del ConsQuestore Trento D'Ambrosio-Dorigattiiglio provinciale, Bruno Dorigatti (a sinistra nella foto sotto), che ha messo in chiaro tutte le preoccupazioni legate a questa nuova e delicata fase storica dell’autonomia speciale.

«C’è un insufficiente grado di sensibilità dei cittadini per questi temi – ha detto – e si sottovaluta ancora l’importanza strategica del nostro assetto istituzionale per il futuro di questa terra, per la sua economia e per la qualità di vita dei cittadini.

«Detto questo, dobbiamo fare i conti all’esterno con un Governo nazionale impegnato a riaccentrare poteri più che a riconoscerne di nuovi ai territori.

«In Parlamento è passato un ordine del giorno che addirittura ipotizza di ridurre il regionalismo a poche macroregioni.
La sensazione è che se si votasse per ridurre i nostri spazi di autogoverno, il 90% ci voterebbe contro.»

Si deve reagire allora con una forte azione culturale nelle scuole e nella società, ha detto il presidente. Venendo alla prospettiva ormai imminente di una Consulta trentina per la stesura di un progetto di riforma statutaria, Dorigatti ha detto che dobbiamo fare bene e anche in fretta, sfruttando la finestra che è stata aperta dall’articolo 39 della riforma costituzionale, quello che riserva alle autonomie speciali la particolarissima possibilità di modificare e anche incrementare le prerogative sulla base di un’intesa paritaria con lo Stato.

«Possiamo fare riferimento a un modello straordinario come la Commissione dei 19, che risolse la questione altoatesina in maniera esemplare e creativa. Si apre una grande stagione, io spero che già in gennaio la nostra assemblea legislativa possa discutere e votare l’istituzione della Consulta per lo Statuto, che deve servire anzitutto per allargare la consapevolezza e il consenso dei cittadini attorno alla costruzione autonomistica.»

Dal presidente del Consiglio è venuto anche un appello apertis verbis in favore dell’ente Regione: «Diciamolo chiaramente, così com’è non va avanti. Ma se la si chiude, crolla l’autonomia. Io dico: ripensiamola, diamole nuove e diverse competenze, ma soprattutto facciamolo assieme – Trento e Bolzano – perché la coesione tra i due territori è fondamentale. «È vero che Trento deve temere di più, ma non pensi Bolzano di godere di un’autonomia intoccabile e per sempre.»

Una richiesta forte di collegamento tra i due territori provinciali, dunque, coniugata con un forte investimento nell’Euregio.

«Non dev’essere un’alternativa alla Regione, tutt’altro. Ma è di certo una strada promettente: in aprile avremo a Trento il Dreier Landtag e c’è la possibilità di aprire da lì in poi un cammino che ne rafforzi il ruolo di organo assembleare operativamente raccordato all’esecutivo rappresentato dal Gect.»

Nel suo applaudito intervento, Dorigatti ha chiesto che il percorso sia coerente, sottolineando che la coerenza è mancata quando non si è riusciti a impostare un unico organismo regionale per il terzo Statuto, ma anche quando in Consiglio regionale si portano disegni di riforma costituzionale come quello firmato Zeller e Berger, scollegato dal percorso di revisione degli Statuti e capace di spaccare la maggioranza regionale.

Il convegno di stamane è stato aperto dal presidente altoatesino Arno Kompatscher, che ha illustrato il programma di lavoro incentrato sulla Convenzione per lo Statuto introdotta dalla l.p. 3 del 2015.

Si punta alla nuova competenza legislativa sull’ambiente, su una riformulazione di tutto il catalogo delle competenze delle Province e sull’adeguamento dello Statuto alla cornice europea e alla prospettiva di macroregione alpina.
Occorre anche affrontare il tema di nuovi strumenti di democrazia e partecipazione popolare, mentre secondo il presidente della Svp non dovranno essere messe in discussione le garanzie storiche che lo Statuto del ’48 ha impostato per il gruppo linguistico tedesco.

Il confronto è stato arricchito da articolari interventi di diversi oratori, tra cui il presidente della Commissione paritetica dei 12, Lorenzo Dellai, il senatore Francesco Palermo, la coordinatrice organizzativa della Convenzione altoatesina per lo Statuto, Elisabeth Alber.

Quest’ultima ha illustrato l’agenda: dal 16 gennaio al 5 marzo 2016 si svolgerà l’approfondita fase di ascolto della società e cittadinanza attorno ai temi della riforma, mentre l’intero lavoro della Convenzione dovrà durare un anno e mezzo.
Sarà formato un «Forum dei 100» proprio per garantire un largo apporto della società civile: 8 suoi membri confluiranno nella Convenzione dei 33 chiamata a stendere il progetto di riforma statutaria vero e proprio.


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