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Bilancio 2018: proroga del certificato antimafia fino a 25mila euro. Panizza: “Vantaggi per le imprese agricole”

giovedì, 30 novembre 2017

Roma – Approvato da parte della Commissione Bilancio del Senato, del subemendamento che proroga l’obbligo del certificato antimafia per finanziamenti UE fino a 25mila euro.

“Nei giorni scorsi avevamo apprezzato l’impegno del Governo per l’introduzione della norma che esenta le imprese agricole che ricevono fondi Pac nell’ordine dei 5mila euro annui dalla presentazione del certificato antimafia. A maggior ragione oggi esprimo la mia soddisfazione per l’approvazione da parte della Commissione bilancio di un mio subemendamento, sostenuto dal Gruppo per le Autonomie, con il quale si proroga al 31 dicembre 2018 l’obbligo dell’acquisizione del certificato antimafia per gli imprenditori agricoli che usufruiscono di fondi europei di importo non superiore a 25.000 euro”, così in una nota il segretario della commissione Agricoltura e vicepresidente del Gruppo per le Autonomie Franco Panizza.
Panizza - Rai 1

“Un impegno – sottolinea Panizza – che va incontro alla nostra richiesta di arrivare ad un definitivo superamento del problema, che, come abbiamo più volte denunciato, preoccupa fortemente le organizzazioni agricole e la stessa provincia di Trento, giacché interessa un numero elevato di aziende determinando un forte ritardo nei pagamenti. Per la sola provincia di Trento, si tratta di migliaia e migliaia di aziende che andrebbero a intasare gli uffici giudiziari competenti per il rilascio del certificato”.

“In questi anni – prosegue Panizza – abbiamo lavorato per andare incontro a una maggiore semplificazione burocratica, che, soprattutto per le piccole e piccolissime imprese, costituisce un vero e proprio ostacolo per il lavoro e per la crescita. La richiesta accolta dal Governo guarda a questa realtà, ma risolve solo in parte il problema. Io credo ci sia lo spazio, prima della sua applicazione, di rendere definitivo l’esonero, aumentando anche la soglia di esenzione per escludere dalla richiesta del certificato antimafia tutta quella platea di soggetti, in particolare quelli che operano in zone di montagna e in condizioni disagiate, che fanno molta fatica a seguire tutte le incombenze burocratiche”.

“Il codice antimafia è uno dei provvedimenti importanti di questa legislatura. Le azioni di contrasto e di prevenzione non devono mai venire meno. Tuttavia è importante aver corretto una norma che, come ha riconosciuto il Governo, rischiava di compromettere l’accesso ai finanziamenti da parte di realtà su cui, comunque, l’autorità giudiziaria e le forze di polizia – ribadisce il segretario politico del PATT – sono sempre nelle condizioni di poter effettuare tutti i controlli e gli accertamenti che si reputano necessari. L’auspicio – conclude Panizza – è che ora sia il testo contenuto nel decreto fiscale che il subemendamento approvato ieri alla manovra di bilancio siano approvati da ambedue i rami del Parlamento”.


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