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Allevatori trentini in assemblea, bilancio negativo e preoccupazione per il futuro

giovedì, 5 maggio 2016

Trento – Assemblea degli Allevatori, tra tante incertezze. Il fatturato 2015 è in calo per effetto di un quadro generale difficile per l’intero comparto. Non ha avuto compito facile Mauro Fezzi, alla sua prima assemblea da presidente, nel presentare all’affollata assemblea della Federazione Allevatori i risultati di un’annata difficile.

Il 2015 ha riservato problemi e preoccupazioni ai produttori di latte, ma anche per la carne il bilancio è negativo. I soci della Federazione Provinciale Allevatori sono circa 1200, 800 producono latte. Il valore della produzione 2015, ha riferito il direttore degli allevatori Claudio Valorz, ammonta a 15,8 milioni di euro, in flessione rispetto all’esercizio precedente (16,2 milioni).
La contrazione del fatturato è la conseguenza di un quadro generale difficile per l’intero comparto delle produzioni zootecniche.
Nel settore delle carni rosse si è assistito a fine 2015 ad una campagna mediatica aggressiva che ha determinato pesanti riduzioni dei consumi (circa l’8% su scala nazionale), non rientrate nei mesi successivi. Ne ha risentito il punto vendita al dettaglio di via delle Bettine che ha fatto segnare un calo nel fatturato pari al 4%.

allevatori 1

Un dato positivo arriva dalla gestione con il Sait delle carni confezionate in vaschetta in atmosfera protettiva utilizzando prodotti forniti dalla Federazione Allevatori. Questa attività, avviata nel 2015, potrebbe dare in prospettiva buoni risultati. Mauro Fezzi (nella foto a sinistra con Claudio Valorz) ha quindi affrontato nella sua relazione la situazione di grande debolezza del mercato del latte.

Nonostante i costi dell’alimentazione e dell’energia siano stati in generali contenuti, il prezzo del latte ha raggiunto quotazioni «difficilmente immaginabili» con valori che, in alcune situazioni, sono scesi sotto i 30 centesimi il litro, un livello che non consente nemmeno di coprire i costi di produzione.

Per i 100 produttori trentini che conferiscono ad aziende private la situazione ha risvolti drammatici. E’ andata meglio agli allevatori associati ai Caseifici sociali, che hanno chiuso i bilanci 2015 in modo soddisfacente.

«La grande fortuna per il nostro territorio – ha commentato il presidente della Federazione Allevatori – è rappresentata dall’organizzazione cooperativa che ritira quasi il 90% del latte prodotto in Trentino contribuendo, da un lato ad ammortizzare le punte negative diluendo le difficoltà su periodi più lunghi e, dall’altro, indirizzando il prodotto alla trasformazione in formaggi o in latte confezionato, da destinare al mercato locale per consumatori particolarmente fedeli.»

IL MESSAGGIO
In questo scenario ricopre un ruolo fondamentale la qualità, intesa non solo in termini di contenuti chimico-microbiologici del latte prodotto: «Il legame con il territorio, l’utilizzo delle malghe, la diversificazione dei prodotti trasformati, l’attenzione al turismo, la promozione attenta dell’immagine, costituiscono le uniche strategie che gli allevatori hanno per potersi difendere nel futuro.»

La Federazione Allevatori continuerà a fare la sua parte – ha assicurato Fezzi – avendo cura di fornire servizi sempre più qualificati nei campi del miglioramento genetico degli animali allevati, dell’attenzione alla loro longevità e al loro stato sanitario, della qualità del latte prodotto per affrontare con successo le sfide che attendono il mondo zootecnico.

Non è facile immaginare soluzioni in una situazione di mercato sempre più globalizzato e caratterizzato ad ogni livello da grandi incertezze. I costi della zootecnia di montagna non sono compatibili con questo modello di mercato e di economia.

«La nostra strada – ha concluso Fezzi – deve essere un’altra e la dobbiamo perseguire con caparbietà, con fantasia, senza arrenderci di fronte a qualche difficoltà che può apparirci insormontabile».

In aiuto agli allevatori interverrà la Provincia, ha assicurato l’assessore Michele Dallapiccola presente all’assemblea. Gli interventi dell’Unione Europea – i premi Pac e i premi Psr che saranno liquidati entro giugno – saranno integrati con fondi della Provincia finalizzati ad incentivare le manifestazioni e il marketing a tema agro-alimentare.

L’assessore ha quindi invitato gli allevatori a curare più convintamente le relazioni con i turisti, «che rappresentano un patrimonio per tutta la nostra comunità», e ad essere attivi nella promozione del territorio e dei suoi prodotti.

Rinnovo cariche sociali
Dopo l’approvazione del bilancio, l’assemblea è stata chiamata a votare per il rinnovo delle cariche sociali scadute per compiuto mandato. Su proposta delle Unioni di Valle o delle Sezioni di razza sono stati confermati nel cda i consiglieri uscenti: Giacomo Broch, Mario Carli, Mauro Fezzi, Alberto Mazzola e Francesco Paternoster. Un nuovo ingresso: Manuel Cosi è subentrato a Fabio Maffei.

Il primo consiglio di amministrazione, che sarà convocato nei prossimi giorni, dovrà eleggere il presidente e un vicepresidente.


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