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Universiade, Italia ancora a segno nello sci alpino: Bosca argento nel gigante

martedì, 17 dicembre 2013

Pozza di Fassa – Prosegue la sfida tra Francia-Italia nelle gare di sci alpino in Val di Fassa. Dopo essersi contesi i podi nelle discipline veloci maschili, i due team si sono spartiti le medaglie anche nel gigante che oggi ha aperto il programma delle prove tecniche nella XXVI Winter Universiade Trentino 2013. La medaglia d’oro dello slalom gigante disputato sulla pista Alloch di Pozza di Fassa è andata al collo del transalpino Jonas Fabre con il tempo di 1:47.74, davanti al compagno di squadra Thibaut Favrot e all’italiano Giulio Bosca, appaiati in seconda piazza con l’identico tempo, staccati di 28 centesimi dal vincitore.bosca

Il successo di Fabre poteva essere prevedibile, considerato il valore internazionale del 20enne francese. Tanto più dopo una prima manche davvero convincente che l’ha piazzato subito in testa alla gara. Posizione poi riconfermata nella manche decisiva, durante la quale Giulio Bosca, appena laureatosi in Economia Europea all’Università di Milano, ha recuperato dal nono posto (4° tempo di manche), mentre Favrot con il sesto tempo di manche è risalito dal quinto al secondo posto.

Questa edizione della Winter Universiade Trentino 2013 si sta distinguendo anche per la sfida in famiglia fra i milanesi fratelli Bosca. Il 23enne Giulio, il maggiore dei due, ha colto oggi l’argento in gigante, mentre il 20enne Guglielmo aveva ottenuto due bronzi in superG e discesa libera a Passo San Pellegrino. E all’appello manca ancora lo slalom speciale in notturna di giovedì sera, sempre allo Skistadium Alloch di Pozza di Fassa.

Delusi di giornata sono invece lo statunitense Hig Roberts e l’olandese Maarten Meiners, secondo e terzo a metà gara e poi scivolati rispettivamente in settima e quarta posizione, con Meiners a mancare il podio per soli 4 centesimi.
Buona prova anche per l’atleta di casa Francesco Romano, che sta recuperando la forma dopo l’infortunio al ginocchio della scorsa stagione. Il poliziotto di Canazei, grazie ad una buona seconda manche, è riuscito a recuperare cinque posizioni, centrando l’undicesimo posto finale.

Uno dei favoriti, lo slovacco Adam Zampa, ha invece rovinato tutto nella prima manche con un grave errore che non gli ha consentito di andare oltre la 23ima posizione. Meglio è andata nella seconda discesa, ma la sua rimonta si è fermata in nona piazza.
Per quanto riguarda gli altri italiani il veneto Emanuele Buzzi ha chiuso sedicesimo e il poliziotto emiliano Rocco Del Sante diciannovesimo. Fuori gara Guglielmo Bosca, e Michelangelo Tentori. Domani largo alle donne, con il gigante femminile: prima manche alle 10, seconda alle 13.

LE INTERVISTE
Jonas Fabre: “Ci tenevo a vincere e ci sono riuscito. Sono felicissimo per il mio risultato personale, ma soprattutto per il nostro team francese che sta andando davvero forte a queste Universiadi. Pur avendo partecipato a tante gare di Coppa Europa è la prima volta che gareggio su questo tracciato, davvero impegnativo e preparato in maniera ottimale. Ora spero di ripetermi nello slalom, anche se sarà più difficile vista la presenza di tanti specialisti fra le porte strette. Dedico la vittoria a mia madre e alla squadra”.

Giulio Bosca: “Sono felicissimo. Ho fatto una grande seconda manche, anche se potevo fare anche meglio. Nel finale ho avuto due piccole indecisioni, ma sono riuscito a mantenere le linee. Nei giorni scorsi vedere mio fratello sul podio mi faceva tanto piacere, ma volevo lasciare il segno pure io e ci sono riuscito. Ci proverò anche in slalom per chiudere in bellezza questa fantastica esperienza che mi sta dando tanta carica ed entusiasmo per il resto della stagione”.

Thibaut Favrot: “Nella prima manche non sono riuscito a trovare il giusto ritmo nella parte centrale del tracciato, ma nella seconda frazione ho dato il tutto per tutto, riuscendo a recuperare e a salire sul podio. Ancora un ottimo risultato di squadra: è una medaglia fantastica”.

LA RUSSIA VOLA SULL’ORO NELLA PROVA MISTA DI SALTO

Russia imprendibile sul trampolino HS106 di Predazzo, nella prova mista a squadre di salto della XXVI Winter Universiade Trentino 2013.

La coppia formata da Irina Avvakumova e Mikhail Maksimochkin ha infatti conquistato il successo con 508.1 punti, tre in più rispetto alla Finlandia (in gara Julia Kykkanen e Sami Niemi) e 7.5 in più della Slovenia (Katja Pozum e Mitja Meznar).

Una curiosità: Finlandia e Slovenia hanno schierato i vincitori delle due prove individuali sin qui disputate, Niemi e Pozum, competizioni in cui i due russi in gara oggi si erano piazzati terzi. Lo stesso Niemi è stato autore dei migliori salti di giornata, ma la grande prestazione del finlandese non è stata sufficiente per acciuffare l’oro.

A fine gara, questo il commento dell’Avvakumova: “Non potevamo schierare una squadra migliore; sia io che Mikhail Maksimochkin eravamo ben preparati. Conoscevo già i trampolini di Predazzo perché qui ho saltato ai Campionati del Mondo di Fiemme ed ho un bel feeling con loro”.

L’Italia ha schierato la gardenese Lisa Demetz ed il friulano Alessio De Crignis che hanno chiuso la prova in nona piazza con 446 punti.
“La gara non è andata secondo i piani – ha commentato De Crignis – non ho saltato particolarmente bene. Adesso spero di fare meglio sul trampolino grande il prossimo 20 dicembre”.

SABLIKOVA DA RECORD NEI 5000 METRI DI SPEED SKATING, QUARTA L’ITALIANA FRANCESCO LOLLOBRIGIDA

Martina Sablikova ha conquistato la medaglia d’oro nei 5000 metri di pattinaggio di velocità alla Winter Universiade Trentino 2013. Sulla pista dell’Ice Rink di Baselga di Piné, la ventiseienne pattinatrice della Repubblica Ceca (campionessa olimpica dei 3000 e 5000 metri a Vancouver 2010 e detentrice del primato mondiale sulla distanza) non ha avuto rivali nella prova più lunga del programma femminile della velocità su ghiaccio, stabilendo con 7’05”17 il nuovo record delle Universiadi (il precedente, 7’14”72, era stato stabilito nel 2007 dall’austriaca Anna Natalia Rokita, oggi settima).

Per la Sablikova, già medaglia d’oro nei 3000 metri alle Universiadi trentine, è arrivato anche il record della pista dell’Ice Rink Piné, che resisteva dal lontano 2001 e apparteneva alla campionessa tedesca Gunda Niemann Stirnemann.

La pattinatrice della Repubblica Ceca, nata a Nové Mesto nel 1987 e studentessa dell’Università Sportiva di Praga, ha tenuto a distanza le avversarie, con la coreana Kim Bo Reum – inserita in ultima batteria con Sablikova – che è giunta seconda ad oltre 12 secondi dalla vincitrice (7’17”82), conquistando un’altra medaglia dopo l’oro nei 1.500 metri e l’argento nei 3000 metri.

Terzo posto e medaglia di bronzo per l’altra coreana Park Doyoung (bronzo anche sui 3.000 metri) che ha concluso la propria prova in 7.26.58 (+21”41). La coreana nella sua batteria ha battuto la 22enne italiana Francesca Lollobrigida, che ha dovuto accontentarsi del quarto posto in 7.28.58 (+21”41) dopo il 7° posto sui 1.500 metri ed il 5° sui 3.000 metri.

“E’ davvero strepitoso aver ottenuto questo tempo su una pista scoperta ed aver migliorato un record che risaliva a tanto tempo fa – spiega la medaglia d’oro Martina Sablikova – la mia condizione sulle lunghe distanze è buona, mentre soffro i 500 e i 1.500 metri. Proprio per questo non so ancora se disputerò gli Europei Allround di Hamar: il mio vero obiettivo sono le Olimpiadi di Sochi. La Winter Universiade Trentino 2013 è un grande spettacolo: tanti atleti di molte nazioni diverse, un tempo favoloso ed un’ottima organizzazione”.

“Ci ho provato sino alla fine, ma davanti alla forza di queste campionesse di più non potevo fare – spiega Francesca Lollobrigida – sono partita bene ma ho commesso qualche errore tecnico in curva, subendo alla fine la rimonta della coreana inserita nella mia batteria. Giovedì sarò al via della Team Pursuit per dare il mio contributo alla causa azzurra”.


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