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Tour of the Alps, al via la quarta tappa da Bolzano a Cles

giovedì, 20 aprile 2017

Cles – Dal “salotto” di Bolzano ai meleti in fiore di Cles. Quarta tappa del Tour of the Alps, Bolzano-Cles di 165,3 chilometri. Ancora montagne, panorami incantevoli, storia e tradizione, fino in Val di Non.
(Nella foto il castello di Castelfondo e il lago di Santa Giustina, nella Val di Non)
La quarta tappa del Tour of the Alps, la Bolzano-Cles di 165.3 chilometri. E’ lo splendido “salotto” nella centralissima Piazza Walther, nell’elegante Bolzano, capoluogo della Provincia Autonoma, che accoglie la partenza. La città, con la sua storia, i suoi monumenti, la sua cultura, le sue varie e diffuse attività industriali e commerciali, la sua piacevole posizione in una conca contornata da montagne, i vari castelli, è il punto d’incontro fra le lingue, le culture, i costumi italiani e germanici.Cles lago Santa Giustina e castello Castelfondo

Il Duomo, vero gioiello romano-gotico del secolo XI, caratterizza con altri eleganti edifici e porticati che si diramano verso la parte medievale, la piazza che è dedicata a Walther von der Vogelweide, poeta-trovatore vissuto fra il 1100 e il 1200 della zona, con una sua statua al centro.

E’ città ricca di verde e impianti di pratica sportiva. In questo tema si possono ricordare i tuffi, serbatoio di medaglie di tutti i metalli, con Carlo Dibiasi, il figlio Klaus, Giorgio Cagnotto (bolzanino per matrimonio) e la figlia Tania. Gli sport della neve e del ghiaccio e molti loro protagonisti hanno qui particolare seguito.

Bolzano era un arrivo costante del Giro d’Italia delle tappe dolomitiche con vincitori di gran nome. Sono nativi di qui Antonella Bellutti (1968), due volte oro olimpico in pista e Manuel Quinziato (1979), fresco laureato in legge, passista di valore e lunga, onorata, carriera fra i professionisti tuttora in corso.

L’itinerario segue il corso dell’Adige per Laives, incontrando poi l’importante Centro di Sperimentazione Agraria e Forestale di Laimburg/Castel Varco e lo strappo di Novale al Varco che mette in comunicazione la Val d’Adige con la valle del lago di Caldaro, il più esteso della provincia, fra rinomati vigneti e pure frutteti. La corsa passa per i piacevoli centri di Caldaro e Appiano che, entrambi nella denominazione ufficiale, presentano “sulla strada del vino”. Ad Appiano vive Eva Lechner, titolata biker specialista che gareggia fuori strada e su strada, nata a Bolzano nel 1985. Si prospettano subito 14 km. in salita per il GPM di Passo Mendola, a m. 1363, storica via di comunicazione, con sviluppo a tornanti e spettacolare vista sulla valle dell’Adige, già rinomata località di villeggiatura, fra il monte Penegal e Roen. E’ il confine fra le province di Bolzano e Trento e conduce, in discesa, nell’Alta Val di Non per Ronzone, Cavareno, Romeno, Casez, Revò, Cloz e Fondo, piacevoli località con la catena della Maddalene sullo sfondo.

Sono zone e nomi, da qui all’arrivo, che si legano e richiamano il Trofeo Melinda che ha sempre avuto la Val di Non, con i suoi meleti e i suoi panorami, il teatro della sua lunga e importante storia sportiva. Fondo, con lo spettacolare Canyon del Rio Sass scavato dal fluire del torrente, la nota e frequentata “Ciaspolada” con racchette da neve, è il luogo di nascita nel 1890 del pittore e scultore futurista Fortunato Depero, morto a Rovereto nel 1960. Seguono Sarnonico, Sanzeno, Revò un balcone con spettacolare vista sul sottostante lago di Santa Giustina, invaso artificiale formato dal fiume Noce, Livo il paese del promettentissimo Gianni Moscon, classe 1994, salita verso Marcena di Rumo e seguente discesa ancora a Cloz. Da qui inizia la salita di 6 km. che offre il panorama della valle sottostante, definita “Terza Sponda”, e giungere al secondo GPM, la Forcella di Brez, a quota m. 1391. Salita vera, impegnativa, con pendenza costante. Discesa con brevissima escursione ancora in provincia di Bolzano per Lauregno, e ancora Marcena di Rumo e Livo, lo spettacolare e ardito ponte Castelaz sul lago di S. Giustina e quindi il passaggio da Cles per giungere a Tassullo e affrontare la salita di Nanno che ricorda Marco Brentari, anima e cuore del Trofeo Melinda fino alla sua scomparsa nel 2014.

Cles, capoluogo della Val di Non, disposta in posizione panoramica, è titolare di una lunga storia con edifici di valore come il Castello della casata Clesio, il Palazzo Assessorile e la chiesa di S. Maria Assunta nella piazza del Municipio. E’ il centro nevralgico e sede del Consorzio Melinda, volano economico del territorio e di varie attività nei differenti settori. A Cles sono terminate, oltre a una tappa del Giro d’Italia 1980 vinta da Giuseppe Saronni, molte edizioni del Melinda con la prima, nel 1992, vinta da Maurizio Fondriest, titolare di un’eccellente carriera fra i professionisti dal 1987 al 1998 illuminata dall’iride nel 1988 e dalla Milano-Sanremo del 1993 e altre vittorie di valore, nato proprio a Cles nel 1965.


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