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Pallanuoto, Serie A1: nella penultima giornata l’An Brescia vince a Napoli col Posillipo

sabato, 5 aprile 2014

Napoli – Un’An Brescia non in perfette condizioni, esce indenne dalla “tana” del Posillipo: nella ventunesima, e penultima, giornata di A1, alla piscina Scandone di Napoli, finisce 9 a 10 (1-2, 3-4, 3-2, 2-2, i parziali) per la formazione di Sandro Bovo.pallanuoto brescia

Come previsto alla vigilia, s’è trattato di un match molto combattuto, con qualche eccesso di nervosismo, nel quale Presciutti e compagni hanno dato prova di saper reagire a più situazioni sfavorevoli: innanzitutto, allo stress da affaticamento – considerati i pesanti allenamenti sostenuti nell’ultimo periodo -, e poi, al fatto di dover fare a meno di un elemento strategicamente importante come Michael Bodegas (fermo per problemi alla schiena), al fatto di dover fare i conti con un avversario di valore, fermamente deciso a conservare il terzo posto in classifica (traguardo, comunque, raggiunto visto il contemporaneo, e sorprendente, pareggio tra la diretta concorrente, Savona, e la già retrocessa Promogest). E ancora, al fatto che, a metà del secondo tempo, è arrivata l’espulsione per proteste di un’altra pedina importante come Nicholas Presciutti.

Da parte An, dunque, una prova di carattere, da considerare come significativa tappa di avvicinamento alla fase cruciale della stagione; con grande determinazione, i biancazzurri sono sempre stati avanti nel punteggio (a parte l’inizio del secondo periodo), trovando, nella seconda metà dell’incontro, le energie e la lucidità per rintuzzare le sortite dei padroni di casa. Guardando la statistica, un solo gol è stato segnato a uomini pari, 7 le superiorità sfruttate (su 15), più due rigori (per il Posillipo, 5 su 12 l’uomo in più, e 4 centri in parità).

«Col Posillipo – dichiara Willy Molina, oggi a segno per due volte – è sempre dura, e anche la sfida odierna è stata difficile. Sono una squadra ordinata e, per averne ragione, occorre lottare, non a caso sono la terza forza del campionato. La chiave del match è stata la nostra capacità a tenere alto il ritmo di gioco: abbiamo nuotato tanto, più di loro, e, nell’ultimo tempo, abbiamo mantenuto la concentrazione necessaria a contenere la loro aggressività. In qualche situazione di uomo in più, siamo stati un po’ precipitosi, ma ci può stare, 7 su 15 non è così male».


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