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Olimpiadi di Rio, trampolino sincro 3 metri: argento per l’altoatesina Cagnotto in coppia con la trentina Dallapé

domenica, 7 agosto 2016

Rio de Janiero –  Tania Cagnotto e Francesca Dallapè hanno conquistato per la prima volta una medaglia olimpica. L’argento vinto nel trampolino sincronizzato è per le azzurre un traguardo inseguito da tempo.

cagnottodallape Rio 1

Alla quinta edizione olimpica Tania Cagnotto sale sul secondo gradino del podio dopo tanti piazzamenti dal trampolino: 18^ a Sydney 2000, 8^ ad Atene 2004, 5^ a Pechino 2008, 4^ a Londra 2012 sia dai tre metri che nel sincro. Francesca Dallapè invece ha iniziato a rincorrere il podio a Pechino 2008 con il 6° posto nel sincro e insieme a Tania aveva ottenuto il 4° posto a Londra.

Le due azzurre (nella foto) hanno totalizzato 313,83 punti e si sono piazzate dietro le cinesi Shi e Wu (345,60). Al terzo posto le australiane Keeney e Smith (299,19).

I COMPLIMENTI DI KOMPATSCHER 

“L’argento alle Olimpiadi è il coronamento di una grande carriera – così il presidente della Proovincia di Bolzano, Arno Kompatscher congratulandosi con Tania Cagnotto – Grande Tania, finalmente è arrivata la meritatissima medaglia olimpica. Un tuffo nella storia che corona una carriera lunga e eccezionale”.

“Tania Cagnotto ha vinto la prima medaglia mondiale nel 2005, in tutti questi anni ha saputo mantenersi ad altissimi livelli grazie alle enormi potenzialità, a un grande talento e ai molti sacrifici. Davvero un esempio per lo sport e i giovani”, ricorda Kompatscher. A nome della Giunta e degli altoatesini, il Presidente vuole subito congratularsi con Tania Cagnotto e con la sua compagna nel sincro Francesca Dallapé, “un duo affiatato, un simbolo di quella collaborazione che Alto Adige e Trentino stano attuando nell’Euregio.”

Dopo il podio olimpico di Rio, ricorda anche l’assessora allo sport Martha Stocker, “è difficile trovare le parole per descrivere Tania. La sua grinta, i suoi risultati e il suo sorriso sono uno dei migliori biglietti da visita dell’Alto Adige. La medaglia alle Olimpiadi, così prestigiosa per ogni atleta, assume tanto più valore se si pensa che arriva in una disciplina dove non basta il talento, ma servono nervi saldi e tenacia.”

L’augurio, conclude Kompatscher, “è che questo grande risultato faccia da apripista ad altre medaglie della forte pattuglia altoatesina impegnata alle Olimpiadi di Rio”.


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