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Giro d’Italia: il comitato di tappa al lavoro a Trento, Rovereto e Riva del Garda

mercoledì, 21 marzo 2018

Trento – Il Trentino ospiterà un’importante tre giorni del 101esimo Giro d’Italia. Dal 21 al 23 maggio la corsa rosa torna in Trentino: dopo l’ultima giornata di riposo si corre contro il tempo da Trento a Rovereto nella prova a cronometro e il giorno successivo la corsa riparte da Riva del Garda (Trento) con destinazione Iseo (Brescia). La primavera è sinonimo di grande ciclismo sulle strade della provincia trentina. Un mese dopo il Tour of the Alps ecco il Giro d’Italia: con la corsa a tappe più popolare d’Italia il Trentino ha sempre avuto un feeling speciale. Tra le montagne del Trentino, sulle strade che salgono verso i passi dolomitici, tra veri e propri muri di folle incitanti i loro campioni, il Giro ha scritto alcune delle sue pagine più memorabili.  Epiche sfide entrate di diritto nell’immaginario collettivo degli appassionati del pedale (nella foto a lato il successo di Valverde ad Andalo nel Giro d’Italia 2016).Giro d'Italia 2016

In molte delle 100 edizioni del Giro i passaggi in territorio trentino, tra scatti improvvisi sui tornanti delle Dolomiti o adrenaliniche discese prese a rotta di collo, sono stati decisivi per lanciare i protagonisti nella storia della gara e del ciclismo. Uno spettacolo amplificato dalla bellezza dei paesaggi montani e delle valli nel pieno della fioritura, lo stadio naturale nel quale celebrare la bellezza e la fatica di questo sport.

Pur senza scalare le Dolomiti, le strade del Trentino saranno ancora una volta determinanti per designare il vincitore finale del 101° Giro. La carovana rosa, infatti, arriverà nel pomeriggio di domenica 20 maggio per trascorrere in Trentino la giornata di riposo di lunedì 21, mentre il 22 maggio fra Trento e Rovereto si correrà l’unica cronometro in programma, a parte la tappa di avvio a Gerusalemme. Un percorso di circa 35 chilometri che sembra disegnato apposta per celebrare la bellezza del territorio, tra i frutteti, i vigneti, i borghi del vino e all’ombra degli antichi manieri della Valle dell’Adige e della Vallagarina.

Per il Trentino saranno ancora un volta due giornate sotto i riflettori dei media e delle telecamere che rilanceranno le immagini della gara in tutto il mondo. Nel 2017 l’audience complessiva mondiale relativa alla corsa rosa ha toccato i 777 milioni di spettatori con ben 194 paesi collegati in cinque continenti. La copertura relativa all’Italia ha fatto registrare una media giornaliera di ascolto di 2 milioni e 33 mila telespettatori.

LE TAPPE IN TRENTINO
22 maggio Trento – Rovereto 34,5 km

Cronometro per specialisti quasi completamente pianeggiante con lunghi rettilinei raccordati da ampie curve dove la velocità di fatto non diminuisce. La partenza nella scenografica cornice di Piazza Duomo per infilare subito i lunghi rettilinei cittadini che portano verso la periferia sud, sotto il quartiere di Madonna Bianca e fino al sobborgo di Mattarello.
Da qui il tracciato piega verso destra, tra i frutteti della valle dell’Adige per raggiungere Aldeno (primo punto di rilevamento tempo). Qui avviene l’immissione sulla provinciale della Destra Adige fino a Nomi dove i frutteti lasciano il posto ai vigneti del «Gentile Marzemino», il vitigno autoctono di questo territorio che ricoprono il fondovalle spingendosi fin sotto il colle che, a oriente, accoglie il monumentale Castel Beseno.

Il percorso fin qui pianeggiante lascia spazio nel finale ad una serie di saliscendi e brevi strappi nel tratto tra Piazzo, Nogaredo (secondo punto di rilevamento tempo), Brancolino e Isera, i territori a più spiccata vocazione enologica della Vallagarina.
Da Isera, la capitale del Marzemino, il percorso si sposta nuovamente sulla sponda sinistra del fiume Adige per fare l’ingresso nella città di Rovereto. Finale cittadino un po’ complesso, ma sempre molto veloce fino al traguardo collocato su Corso Bettini a due passi dal MART. Medie previste attorno ai 50 km/h.

23 maggio Riva del Garda – Iseo 155 km

Dopo la partenza dalla centrale Piazza Garibaldi la strada inizia subito a salire.  Un’ascesa costante, mai troppo dura, e con alcune lunghe gallerie per raggiungere l’imbocco della Val di Ledro e quindi toccare Molina, Bezzecca, fino al Lago di Ampola, un biotopo ricco di biodiversità dove spiccano le bellissime ninfee.  Subito dopo ha inizio la discesa verso il lago d’Idro.

Dopo Storo e Ponte Caffaro la lunga e colorata carovana del Giro lascerà il Trentino e sfilando lungo la sponda occidentale del lago d’Idro toccherà Anfo, Vestone.  Anche in questa seconda parte non mancheranno le brevi salite e tra queste il GPM di Lodrino, 736 metri. Finale in circuito di quasi 20 km tra il Lago d’Iseo e l’area del Franciacorta nell’ultima tappa per velocisti prima della passerella finale di Roma (sotto la presentazione del Giro d’Italia 2018 a Trento con Vegni e i promotori).

Comitato tappa - Trento

LA STORIA  

A distanza di cinque anni il Trentino ospita nuovamente la prova a cronometro del Giro d’Italia, che spesso si rivela decisiva ai fini della vittoria finale nella gara rosa. Nel 2013 si era trattato di una cronoscalata – dal velodromo di Mori alla Polsa di Brentonico – e su quei 20 chilometri che risalgono i versanti orientali del Monte Altissimo, correndo contro il tempo, il siciliano Vincenzo Nibali ipotecò la vittoria finale rifilando un minuto di distacco al secondo classificato, lo spagnolo Samuel Sanchez Gonzales, e quasi tre minuti al suo avversario più diretto in quel Giro, l’australiano Cadel Evans. Negli anni successivi il Giro è sempre approdato in Trentino con gli arrivi in salita della Panarotta (2014), di Madonna di Campiglio (2015), Andalo (2016) e Canazei nel maggio 2017.

Andando ancora più a ritroso nel tempo si arriva al Giro del 1988. E anche in questa edizione, la numero 71, il Trentino fu teatro di una gara contro il tempo tutta in salita, da Levico al Valico di Vetriolo.
Quel 9 giugno, con il sole a illuminare la tappa e il caldo estivo a rendere ulteriormente impegnativa la prova contro il tempo dei corridori, a vincere fu l’americano Andy Hampsten, davanti a Roberto Visentini e Flavio Giupponi. E anche Hampsten, primo americano nella storia, avrebbe poi conquistato il successo finale in quel Giro.

E al di fuori della corsa rosa, a proposito di prove contro il tempo, meritano di essere sicuramente ricordate le sette edizioni del Trofeo Baracchi (prova a cronometro a coppie) ospitate in Trentino dal 1984 al 1990 con partenza da Borgo Valsugana e arrivo a Trento dopo il passaggio intermedio a Rovereto. Le prime due edizioni furono vinte da Francesco Moser in coppia con Hinault (1984) e Oersted (1985).

LE INIZIATIVE DEI COMITATI DI TAPPA
A Trento, Rovereto e Riva del Garda si sono già insediati e sono al lavoro i Comitati di tappa che oltre a organizzare e gestire la complessa logistica di una tappa del Giro si stanno muovendo anche per predisporre sui rispettivi territori le iniziative che accompagneranno la due giorni in Trentino della corsa rosa: allestimenti in tema, tour in bicicletta, mostre, proposte per bambini e studenti e molto altro ancora.



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