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Calcio – Atalanta, Brescia, Milan e Inter: il primo bilancio per le squadre lombarde nella nuova stagione

giovedì, 10 ottobre 2019

Per le squadre di Serie A i bilanci sono si stilano soltanto alla fine del campionato ma, in occasioni particolari, come lo stop delle partite in concomitanza con gli impegni della nazionale maggiore, è utile fare un obiettivo esercizio di critica rispetto al cammino sinora percorso. In questo senso, il bicchiere delle squadre lombarde del massimo campionato di calcio in Italia può dirsi mezzo pieno. Può sorridere l’Atalanta. Il club orobico tallona i piani alti della classifica, a dimostrazione ulteriore che l’exploit dell’ultima annata non è stato un caso fortuito. I nerazzurri di Bergamo sinora hanno perso un solo incontro in campionato e sono a soli tre punti dalla Juventus capolista. Gira discretamente bene anche per l’Inter, protagonista assoluta di questo inizio di stagione con sei vittorie di fila.

Ma il primo stop in campionato per i nerazzurri di Milano è arrivato proprio prima della pausa per gli impegni della Nazionale, con la Juventus campione d’Italia che ha vinto il testa a testa superando l’Inter a San Siro (2-1) e ritrovandosi ancora una volta in vetta alla classifica della Serie A. Le noti dolenti arrivano da Milan e Brescia. Se per quest’ultima, le difficoltà erano state messe in preventivo vista la condizione di neopromossa dalla Serie B, per il Milan le cose si sono messe male sin dalle prime battute e sono culminate con l’esonero del tecnico Marco Giampaolo. Foto @Pixabay.

milan curvaPartiamo da quest’ultimo dato. Il bilancio dell’ex tecnico della Sampdoria sulla panchina rossonera parla chiaro: in sette gare il suo Milan ha conquistato tre vittorie, perdendo però quattro volte, andando in gol solo sei volte (meno di un gol per partita). Troppi passi falsi, troppi errori che sono costati carissimo all’allenatore nativo di Bellinzona. La “cacciata” è arrivata al termine di una lunga analisi da parte della dirigenza rossonera (ovvero, solo dopo la vittoria ritrovata in quel di Genova contro il Genoa). Il duo Paolo Maldini-Zvonimir Boban alla fine ha optato per un radicale cambio nell’assetto tecnico della squadra, scegliendo un “normalizzatore” in panchina come Stefano Pioli. Ripartire sarà difficile ma al neo tecnico del Milan spetterà recuperare quei giocatori, come Piatek e Paquetá, che sono mancati in questo inizio di campionato. A gennaio, poi, con il mercato di riparazione invernale, si vedrà.

interDall’altro lato del Duomo, invece, l’Inter di Antonio Conte continua a lavorare, dopo la bruciante sconfitta contro la Juventus. Il dato della classifica sorride ai nerazzurri (la vetta è a un punto) che però dovranno fare mea culpa rispetto a quanto visto nelle ultime settimane. E non parliamo solo di campionato. L’Inter è impegnata anche in Champions League: il bilancio sinora non è positivo, con una sconfitta e un pareggio in due gare giocate in un girone durissimo (con Barcellona e Borussia Dortmund).

Probabilmente, l’inesperienza di alcuni giocatori unita ai nuovi concetti e alla mentalità voluta dall’ex tecnico della Juventus hanno reso difficile lo svolgersi di alcune sfide. Paradossalmente, a Conte toccherebbe un lavoro più difficile di quello che attende Pioli sulla panchina del Milan. I nerazzurri sono partiti con i galloni della favorita, visti i sontuosi investimenti che hanno portato alla Pinetina in estate, oltre al nuovo allenatore, nomi del calibro di Romelu Lukaku e Alexis Sanchez, solo per citarne alcuni. Ma è ancora troppo presto per far partire i processi, anche perché il campionato è ancora lungo e in Europa, nonostante due prestazioni non proprio esaltanti dl punto di vista del risultato, i discorsi qualificazione restano ancora tutti aperti.

atalantaDal nerazzurro dell’Inter al nerazzurro dell’Atalanta, quest’anno esordiente in Champions League dopo la cavalcata vincente che ha portato la Dea a chiudere al terzo posto l’ultima annata in Serie A. Gli orobici sono attualmente in terza posizione in classifica, proprio alle spalle di Juventus e Inter. Gli uomini di Gasperini giocano senza dubbio il miglior calcio in questo momento in campionato, tanto che tra i tifosi, nei bar e nelle valli della bergamasca, si parla addirittura di lotta scudetto. Una utopia? Chissà. Intanto, ragionando a mente fredda, si può dire che questa squadra potrebbe essere capace di tutto. I giocatori si conoscono a memoria e questo è visibile nettamente in campo.

L’Atalanta ha il miglior rendimento offensivo del campionato (diciotto gol), grazie alla buona vena realizzativa del solito Zapata, a cui si aggiungono anche Gomez e Gosens. Ma a fare la differenza è la coralità e la determinazione con cui vengono affrontate tutte le partite, che si giochi contro una formazione considerata minore, come il Lecce, o contro una big, come la Roma. Molto del destino della Dea in questa stagione si deciderà però entro la fine dell’anno, con una serie di scontri diretti (tra cui il Napoli) che potrebbero dare un peso specifico diverso al cammino dei nerazzurri orobici. Nonostante l’invidiabile posizione in classifica e l’onore di prendere parte alla Champions League, dalle parti di Bergamo il mantra che si ripete ogni volta è lo stesso: l’obiettivo principale della stagione è la salvezza. Semplice strategia o oculatezza? Per arrivare in alto anche al termine del lungo ed estenuante viaggio del campionato italiano, occorre ben altro e altri elemento che questa Atalanta ancora non ha. Come riuscire a giocare sotto pressione, come l’esperienza o la consapevolezza di poter essere tra le grandi e lottare alla pari con le big. Ma è giusto crederci. In Inghilterra, la favola del Leicester qualche anno fa ha insegnato a tutti che, alla fine, al netto delle previsioni e delle statistiche, il mondo del calcio è fatto anche di occasioni uniche e coincidenze irripetibili. Staremo a vedere.

Chiudiamo con il Brescia che al suo ritorno in Serie A ha raccolto sino ad ora due vittorie in sei gare disputate (manca all’appello la sfida contro il Sassuolo, rinviata a causa della scomparsa del patron Squinzi). Le rondinelle hanno meritato il rientro tra le grandi, ma per mantenere la categoria servirà gettare il cuore oltre l’ostacolo. Toccherà soprattutto all’astro nascente Tonali e al figliol prodigo Balotelli trascinare i bresciani in quella che si prospetta diventare una delle lotte salvezze più agguerrite degli ultimi anni.



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