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Basket, Leonessa Brescia al giro di boa. Bartocci: “Entusiasmo e spirito di squadra i segreti di una grande Leonessa”

venerdì, 9 gennaio 2015

Brescia – Secondo posto in classifica, striscia aperta di sei vittorie consecutive e una semifinale di Coppa Italia già in cantiere. Quali sono i segreti di questo Basket Brescia Leonessa? Lo abbiamo chiesto, approfittando del giro di boa del campionato (domenica comincerà il girone di ritorno con la trasferta a Jesi), a uno dei volti nuovi di questa stagione, il general manager Ferencz Bartocci.leonessa basket brescia

“Alla base del nostro ottimo girone d’andata, sia sul campo sia nel coinvolgimento dei tifosi e degli sponsor, c’è innanzitutto il grande entusiasmo che abbiamo saputo creare attorno a questa squadra. Certo, i risultati aiutano, anzi sono fondamentali, ma dai miei primi giorni a Brescia mi sono accorto di come questa città avesse una gran voglia di basket. Dal capitano ai nostri giovani, dal coach a tutti i collaboratori, remiamo nella stessa direzione con grande determinazione e unità d’intenti e tutto questo si riflette nella voglia che mettiamo in campo il giorno della partita. Ho ancora in mente la gara interna con Agrigento: una partita stupenda, vinta con un tiro all’ultimo secondo, davanti a un Palazzetto stracolmo di gente come se fosse una finale playoff. Tutto questo ci fa capire che stiamo lavorando bene, a 360 gradi”.

Un girone d’andata dai grandi numeri: dove vuole arrivare questa Leonessa? “Dobbiamo volare basso e pensare soltanto a noi stessi, una partita alla volta. Siamo partiti con l’obiettivo di qualificarci per i playoff e quello dobbiamo avere ben in testa fino al termine del campionato. Tutto ciò che otterremo in più sarà un premio al nostro lavoro quotidiano e ci ripagherà degli sforzi fatti. Ma, ripeto, noi continuiamo a lavorare sapendo che ci sono squadre che hanno mezzi economici incredibili e ricordandoci sempre da dove siamo partiti”.

Impossibile non rivolgere un pensiero alla Coppa Italia. O all’Europa? “L’unica certezza che abbiamo è che siamo in semifinale in una competizione bellissima: ho avuto la fortuna di parteciparvi con Montegranaro in serie A e Veroli (vincendo in due occasioni) e posso dire che si tratta di qualcosa di unico, che arricchisce il gruppo di giocatori, la società e i tifosi. Ma come general manager spero che, comunque vada sul campo, siano tre giorni importanti per la Leonessa e tutte le realtà economiche che le gravitano attorno e che ci accompagneranno in Romagna”.

In attesa di Rimini, la società si gode un coach diventato grande a Brescia. Quanto c’è di Andrea Diana in questa prima parte di stagione? “C’è molto, moltissimo: Andrea ha avuto il grande merito di accettare con grandissima serenità l’incarico che gli è stato assegnato in estate. La pressione era tanta, ma lui è rimasto sempre tranquillo, come quando era un assistant coach, e fiducioso che il lavoro quotidiano di tutto il suo staff e una grande attenzione ai dettagli avrebbe pagato. Credo che essere sempre se stesso sia stata una delle sue armi più importanti per ottenere determinati risultati”.

Passando al campo, c’è un giocatore che possiamo eleggere a simbolo di questo girone d’andata? “Il primo pensiero va a Federico Loschi, come capitano ma anche come unico rappresentante della formazione dell’anno scorso: lui ha trasmesso sicuramente agli altri cosa volesse dire essere a Brescia e vestire questa maglia. Ma non penso si possa identificare un protagonista unico: le nostre partite dimostrano davvero che la forza di questa squadra è il gruppo. Sembra retorico e banale, lo so, ma non lo è. Prendete la partita contro Trapani: Benevelli, uno dei grandi protagonisti di questa striscia di vittorie, ha giocato solo una decina di minuti perché un suo compagno, nella fattispecie Brownlee, era in serata di grazia. Non ci sono gelosie o invidie: tutti danno il proprio contributo con l’unico obiettivo di conquistare la vittoria e questo atteggiamento porta inevitabilmente a grandi risultati. Ma non dimentichiamoci che siamo soltanto a metà del cammino e che proprio adesso viene il difficile. Certo siamo contenti di quello che abbiamo fatto, ma siamo altrettanto consapevoli che il percorso è ancora lungo”.

Infine un pensiero alla prima gara del girone di ritorno, la trasferta di Jesi. “Per me, da fabrianese, si tratta di un derby. Insieme a coach Lasi, poi, ho vinto un campionato che ci ha permesso di conquistare la promozione in Serie A: sarà quindi una gara particolare per me. Per quanto riguarda Brescia, so che i ragazzi scenderanno in campo concentrati e determinati al massimo per conquistare i due punti e continuare quest’ottimo momento”.


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