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Trento, la V commissione approva il Ddl Mellarini sulla cultura. Le novità

martedì, 2 maggio 2017

Trento – In Consiglio provinciale la quinta commissione ha approvato il ddl Mellarini sulla cultura che prevede l’Ente unico museale trentino. Lucia Maestri ha ritirato le dimissioni da presidente della Quinta commissione. Viola: l’assessore si è rimangiato un accordo che era stato preso in una sede istituzionale.cogolo di pejo, mellarini

Dopo le tensioni della scorsa settimana sull’istituzione del Cda unico dei musei provinciali, la Quinta commissione ha approvato con 4 sì e il no di Walter Viola (PT), il ddl 162 di Tiziano Mellarini (primo da sinistra nella foto) che introduce cambiamenti nella legge sulla cultura del 2007. Con un emendamento di Mellarini all’articolo 15 è stato introdotto l’Ente unico museale trentino; abrogato invece, sempre con un emendamento dell’assessore l’articolo 17 che prevedeva la costituzione dei poli museali. In apertura della seduta Lucia Maestri, ha annunciato il ritiro delle dimissioni da Presidente della commissione avvenute in seguito alle tensioni scaturite dall’intesa, che sembrava ormai chiusa tra l’assessore e Viola, che aveva l’obiettivo di cancellare l’ipotesi del Cda unico dei musei provinciale. Lucia Maestri ha spiegato di aver ritirato le dimissioni in seguito ad un accordo nella maggioranza e con Mellarini che ha portato ad un emendamento che prevede la costituzione dell’ente unico museale. Walter Viola (PT), da parte sua, ha detto che l’accordo con l’assessore alla cultura era stato raggiunto in una sede istituzionale qual è il gruppo di lavoro. Il consigliere d’opposizione ha detto che la scelta della maggioranza di mantenere la linea originaria sui musei, tradendo un accordo raggiunto in una sede ufficiale, avrà conseguenze politiche su questo e su altri ddl.

Lucia Maestri: in seguito all’emendamento Mellarini ritiro le dimissioni.

In Quinta commissione è ripresa, quindi, la discussione sul ddl 162 di Tiziano Mellarini sulla cultura. In apertura della seduta Viola ha chiesto alla presidente Maestri di spiegare il perché, nella sede istituzionale, delle sue annunciate dimissioni. La Presidente della Quinta ha detto che le dimissioni sono state presentate formalmente la scorsa settimana in seguito all’emendamento che, se approvato, avrebbe stralciato il cda unico dei musei provinciali. Successivamente alle dimissioni, ha aggiunto, nella maggioranza si è aperta una discussione che ha portato ad un emendamento condiviso dalla maggioranza e dall’assessore. Un emendamento sui poli museali, che, ha detto Lucia Maestri, ragiona in termini di ente unico museale e che prevede una pariteticità tra musei provinciali e non. Contestualmente al deposito del nuovo emendamento a firma Mellarini, la Presidente ha detto di aver comunicato al Presidente del Consiglio il venir meno delle ragioni delle sue dimissioni. Viola (PT), ribadendo che è grave in fatto che la Presidente abbia aperto la seduta senza spiegare il perché delle dimissioni, ha ribattuto che, su questa vicenda, si è parlato troppo sui giornali e poco nelle sedi istituzionali. Una pratica, ha aggiunto, nefasta che gioca contro le istituzioni. Civettini (Civica Trentina) ha chiesto se il ruolo del presidente della Quinta è di garanzia di tutti i commissari o se invece si continua lavora per sacristie. Viola ha aggiunto di aver reso pubblico l’accordo con Mellarini perché è stato preso in un gruppo di lavoro, quindi, anche in questo caso, istituzionale (un’affermazione contestata invece da Mellarini, secondo il quale i gruppi di lavoro hanno solo un ruolo informale); un accordo preso davanti a testimoni in sede istituzionale che poi è stato rimangiato dall’assessore sulla stampa. Un fatto imbarazzante che, ha affermato, crea un precedente che mette le minoranza nella condizione di non fidarsi più della maggioranza. Quindi, da parte di Viola, non si può far finta di nulla e questo passaggio, ha detto ancora, non può essere indolore. “Non si può pensare di riprendere il filo del discorso facendo finta che nulla sia accaduto. Una scelta – ha detto – che rischia di lasciare il segno in questa ultima pare di legislatura”. La proposta di Viola, alla fine, è stata questa: visto che non si può tornare indietro sarebbe il caso di stralciare la norma sul cda unico dei musei; un passo importante per riportare la nave del Consiglio su una rotta meno burrascosa. Dopo un incontro dei consiglieri della maggioranza in Quinta commissione, Mellarini ha affermato che la valutazione della maggioranza è quella di andare avanti con il ddl così com’è stato impostato. Viola ha ribattuto affermando che mai, assolutamente mai, c’è stata una richiesta di riservatezza per l’attività svolta nei gruppi di lavoro e di aver parlato con i giornali solo di cose decise. Inutile e fuori luogo quindi cercare di addossare a lui la responsabilità delle tensioni che hanno portato Lucia Maestri ha dimettersi dalla presidenza della Quinta. Tutti i presenti al gruppo di lavoro, ha affermato, hanno capito che c’era un accordo con l’assessore per rimettere nel cassetto l’idea di un cda unico per i musei. L’accordo, quindi, c’è stato ed è stato accolto da tutti i presenti senza proferire parola, quando, invece, tutti avrebbero potuto presentare altri emendamenti. “Quindi – ha concluso – vi intestardite su un vulnus che d’ora in poi mette in dubbio la credibilità della maggioranza. D’ora in poi non ci potremmo più fidare di nessuna proposta proveniente dalla maggioranza”. Infine, il consigliere, ha detto da questo momento PT utilizzerà ogni metodo nei confronti di questo e di altri ddl proposti dal centro – sinistra.

Si è passati quindi all’esame dell’articolato. Breve discussione sull’articolo 15 nel quale è stato inserito da Mellarini anche l’Ente unico museale trentino. Lucia Maestri, su questo articolo, ha presentato un emendamento per riconoscere un ruolo istituzionale al Coordinamento teatrale trentino, anche se Mellarini, con un suo emendamento approvato con l’astensione di Maestri, ha voluto invece allargare il campo ad una rete di coordinamento. Soppresso, con un emendamento dell’assessore, l’articolo 17 sui poli museali.

Viola: l’Ente unico apre la strada al museo unico

In dichiarazioni di voto, Viola ha sottolineato il fatto che sulla costituzione dell’Ente unico non c’è stata neppure la presentazione da parte dell’assessore. Il consigliere ha ricordato che l’Ente unico venne proposto da Margherita Cogo, e venne bocciato anche per l’opposizione di Lucia Maestri, allora assessora alla cultura a Trento. Tutto ciò dimostra che i musei sono sempre una questione interna al Pd. Viola ha poi ricordato che la sua proposta era di costituire una rete dei musei lasciando i cda autonomi. Una scelta fatta in Friuli dalla Serracchiani, presidente del Pd. Nel merito dell’Ente unico museale, il consigliere di PT, ha detto che si è aperta la strada perché l’Ente unico diventi un museo unico. Del resto, ha detto ancora, se la cultura non viene interpretata come valorizzazione dele diversità ma appiattimento, la scelta è giusta. Del resto, ha consluso, dalla sanità, alle case di riposo, alle amministrazioni locali questa maggioranza non fa che accentrare. Al punto che un giorno o l’altro qualcuno ci chiederà se siamo davvero in grado di gestire e promuovere la nostra autonomia.

Aperto il ddl Baratter per ricordate i caduti trentini nella Grande Guerra.

In Quinta commissione, sempre oggi pomeriggio, si è aperto anche il ddl 151 di Lorenzo Baratter del Patt sugli interventi per valorizzare la memoria dei caduti trentini nella Prima guerra mondiale. L’evento più tragico della storia trentina, ha ricordato il consigliere, che ha comportato migliaia di morti civili deceduti nei campi profughi e un numero complessivo di caduti che collocano il Trentino tra i primi posti in termini di mortalità nella Grande Guerra. Il ddl prima di tutto ha l’obiettivo di ricordare i nomi dei morti sui campi di battaglia dalla parte imperiale e italiana e quelli civili, con un lavoro di scavo e memoria. Il ddl non indica un luogo preciso per ricordarli, ma chiede di ricostruire questa tragica memoria, anche istituendo una giornata del ricordo. Questo anche a vantaggio delle nuove generazioni. Solo in due casi in Trentino, ha ricordato inoltre Baratter, vengono ricordati i trentini che sono morti profughi. Quindi, il ddl prevede, nel concreto, un memoriale con i nomi dei caduti militari e civili, una giornata del ricordo e la costituzione di un archivio.


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