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Trento, energia idroelettrica: approvato dal Consiglio provinciale il ddl Tonina

mercoledì, 7 ottobre 2020

Trento - Approvato con 22 voti a favore e 7 di astensione il ddl dell’assessore Tonina sull’utilizzo dell’energia idroelettrica. Nel tardo pomeriggio il Consiglio provinciale di Trento ha approvato con 22 voti favorevoli e 7 di astensione espressi da Pd, Futura, Degasperi di Onda Civica e Marini dei 5 Stelle, il disegno di legge 49 proposto dalla Giunta con l’assessore Tonina per aggiornare l’ordinamento provinciale in materia di utilizzo dell’energia idroelettrica.

Aula Consiglio provinciale - TrentoLe dichiarazioni di voto finali

Paolo Ghezzi (Futura) ha espresso tutta la propria soddisfazione per aver visto la maggioranza “andare sotto” sull’ordine del giorno da lui presentato con la collega Coppola che impegna la Giunta considerare l’acqua un “bene comune da valorizzare in modo sostenibile”. “Il fatto che l’odg approvato preveda di privilegiare i criteri di sostenibilità ambientale alla mera redditività economico-finanziaria”, ha commentato Ghezzi, “è per noi un grande incoraggiamento a lavorare ancora in questa direzione”. Ciò non toglie che al ddl mancano, a suo avviso, quelle componenti che Futura aveva cercato di introdurre per migliorare la norma. “Talloneremo quindi la Giunta – ha concluso – quando verranno indette le gare perché non prevalga solo il criterio di natura economica rispetto a quelli di rilevanza ambientale”.

Luca Guglielmi (Fassa), prima di dichiarare il proprio voto favorevole al ddl, ha ricordato a Ghezzi che “se l’acqua va considerata bene pubblico non è grazie a Futura ma a quella maggioranza da lei sostenuta che aveva regalato quel bene pubblico a delle lobby che stanno facendo un sacco di soldi”.

Pietro De Godenz (UpT) ha giudicato importante questa legge perché “rappresenta interessi veri del Trentino”. “La sensibilità per l’acqua nel Trentino, dov’è stata costruita la prima centrale in Europa, ci spinge tutti a condividere in modo trasversale il concetto del valore ambientale ed economico di questo bene”. De Godenz ha ringraziato Manica per aver contribuito alla legge con alcuni suggerimenti che alla fine sono stati accolti dall’assessore. La nuova legge a suo avviso recepisce anche le istanze emerse sul tema delle concessioni dai soggetti ascoltati in Commissione.

Claudio Cia (Agire) ha concordato sull’esigenza di valorizzare l’acqua come bene comune in modo sostenibile. Tuttavia a suo avviso “non occorreva scomodare per questo – come qualche consigliere di minoranza ha fatto – l’enciclica di papa Francesco presentata il 4 ottobre scorso. “Se noi in Trentino non facessimo questo da sempre, oggi non potremmo vantare la ricchezza del nostro territorio”. Ben venga quindi per la “svista” con cui la maggioranza ha approvato il punto dell’odg di Ghezzi in cui si afferma una cosa ovvia. Tanto più che la risorsa idroelettrica è già riconosciuta come patrimonio storico del Trentino. “Oggi questa legge conferma l’attenzione dei trentini a questo patrimonio, garantendo sì risorse economiche ma anche ambientali”.

Alessio Manica (Pd) ha negato di aver mai citato papa Francesco nella discussione del ddl. Ma ha aggiunto di non trovare nulla di strano nel richiamarne l’insegnamento. Quanto all’odg approvato per sbaglio, per Manica non è così irrilevante perché impegna la Giunta a privilegiare criteri di sostenibilità ambientale e non di mera redditività. Non è un impegno insignificante. Il vicepresidente avrà quindi per Manica qualche problema a gestire l’attuazione di questo odg. Il consigliere ha poi motivato l’astensione del Pd sul ddl con due ragioni. La prima: “approviamo una norma-quadro che lascia alla Giunta il compito di decidere quale strada imboccare, senza sapere quale sarà né quali strategie verranno adottate”. La seconda ragione è che “nel dibattito avevamo proposto alcuni emendamenti che non sono stati accolti che chiedevamo di considerare nel rinnovo delle concessioni”. Manica ha comunque riconosciuto che nel ddl vi sono temi importanti sui quali lavorare verificando l’operato della Giunta anche grazie ai passaggi da lui ottenuti in Commissione. Ancora, il consigliere ha giudicato positive le norme introdotte sull’azionariato popolare e sulle comunità energetiche, elementi importanti che raccolgono in parte anche il lavoro della Commissione e il dibattito in aula.

L’assessore Tonina ha ringraziato i consiglieri per i loro interventi sottolineando che l’assenza di voti contrari “indica l’importanza accordata da tutti al ddl e il buon lavoro svolto anche con alcuni emendamenti molto significativi che sono stati introdotti. “Sono convinto – ha concluso – che questo sia uno dei provvedimento più importanti approvati in questa legislatura”. Tonina ha ringraziato dell’impegno profuso per questo ddl anche i dirigenti dei vari settori della Pat, a partire da Livia Ferrario del suo dipartimento.

Alex Marini (5 Stelle) ha ricordato le modifiche da lui proposte ma respinte per prevedere il rilevamento e la valutazione dei dati. Questo a suo avviso impedirà alla Pat di tener adeguatamente conto delle caratteristiche ambientali nell’assegnazione delle concessioni. A suo avviso respingendo i suoi emendamenti la Giunta ha perso un’occasione per non subordinare al criterio economico l’attenzione all’ambiente.

Ugo Rossi (Patt) ha dichiarato che il gruppo da lui guidato voterà a favore di questa legge, “ma ora la Giunta deve dire quale sia il suo disegno sul settore dell’energia”.

Filippo Degasperi (Onda Civica) ha osservato che con questo ddl non si affronta il tema dell’acqua pubblica ma ci si limita a regolare le modalità di utilizzo di questa risorsa, finora affidata alle concessioni, vero snodo del provvedimento, “che ci hanno portato ad assistere all’attribuzione di rendite importanti a soggetti privati, quasi privati, pubblici o quasi pubblici, comunque misti, tra i quali il privato ha sempre una parte rilevante”. Queste rendite, ha proseguito Degasperi, venivano integralmente assorbite da questi gestori e solo negli ultimi anni si è arrivati a una ripartizione più equa tra gestori e soggetti pubblici attraverso l’introduzione dei canoni ambientali. Il ddl traccia solo degli scenari e ora, ha aggiunto il consigliere di Onda, toccherà alla Giunta stabilire i contenuti dell’utilizzo, perché la gestione non viene attribuita né a privati né a soggetti pubblici o misti. Questo in quanto “l’Unione europea prevede che su questi temi si faccia mercato e si facciano affari. Anche i governi nazionali prevedono questo. Altro che acqua bene comune!”, ha tuonato. “E si tratta di governi che non hanno certo avuto una connotazione salvinista. Mi riferisco a Monti, Letta, Renzi, Gentiloni e oggi al Conte 2. Se sull’acqua si fa business la responsabilità va cercata a Bruxelles e a Roma. Piazza Dante cerca di barcamenarsi tra i vincoli imposti da Roma e Bruxelles”. Dove si arriverà? Si è chiesto alla fine Degasperi: “la gara, la società mista, la società in house? Vedremo”. Di certo, ha concluso, il ddl accorda la priorità del prezzo, “tuttavia consente di dare peso anche ad altri elementi di valutazione nell’assegnare le concessioni. Gli strumenti sono positivi. Toccherà alla Giunta usarli al meglio”. Il percorso del ddl per Degasperi è stato positivo permettendo di migliorare la versione iniziale. “Restano le criticità non solo sul tema del prezzo ma anche sul tema del lavoro”. Per questo l’esponente di Onda ha annunciato un voto di astensione.

L’esame degli articoli e degli emendamenti

Esaurita la discussione degli ordini del giorno collegati al disegno di legge il Consiglio ha votato i 27 articoli del provvedimento con i relativi emendamenti. In apertura Alessio Manica (Pd) ha annunciato il ritiro di alcuni suoi emendamenti, mentre altri da lui presentati e condivisi dall’assessore sono stati approvati. Manica ha apprezzato l’accoglimento delle modifiche da lui proposte per prevedere in legge il passaggio preventivo dalla Commissione consiliare competente delle delibere di Giunta riguardanti il rinnovo delle concessioni. Manica ha evidenziato invece in termini negativi la bocciatura di altri suoi emendamenti che miravano ad evitare il privilegio accordato al criterio del prezzo nell’assegnazione delle concessioni.

Manica: maggioranza poco presente, votazioni garantite dalle minoranze
Durante l’esame, Manica ha stigmatizzato le assenze nelle fila della maggioranza, tanto che sono le minoranze ad assicurare il numero legale necessario per votare il ddl. Claudio Cia (Agire) ha chiesto al centrosinistra di non mettersi sempre in cattedra mentre Luca Guglielmi (Fassa) ha ricordato che la capogruppo della Lega è assente perché in isolamento volontario a causa del comportamento di un collega della minoranza.

L’assessore Giulia Zanotelli ha spiegato un suo emendamento all’articolo 26, presentato fuori tempo grazie alla firma tecnica di alcuni capigruppo della minoranza e poi approvato dall’aula, con l’esigenza di consentire al consorzio di difesa Codipra di recuperare i dati pubblici necessari all’attivazione delle procedure necessarie per poter accedere agli aiuti. Sara Ferrari del Pd ha chiesto che la prossima volta sia la capigruppo per chiarire le ragioni di urgenza che motivano l’inserimento di un emendamento come questo, legato all’agricoltura, in un ddl che tratta invece di tutt’altra materia.



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