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Trentino, la Congiuntura economica del primo trimestre 2018: i dati

martedì, 12 giugno 2018

Trento – Presentati i dati sull’andamento della congiuntura economica in Provincia di Trento, elaborati dall’Ufficio studi e ricerche della Camera di Commercio e riferiti al primo trimestre di quest’anno. Per la prima volta da lungo tempo a questa parte, la congiuntura economica descrive un sistema produttivo che mostra segnali di vivacità e dinamismo.

Il fatturato complessivo realizzato dalle imprese esaminate nell’indagine aumenta del 6,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Prosegue e si rafforza ulteriormente quindi la fase positiva che aveva caratterizzato in special modo l’ultimo trimestre dello scorso anno.

La domanda interna continua a crescere su buoni ritmi. In particolare nel periodo in esame si riscontra un rafforzamento della domanda locale, che aumenta su base annua del 4,6%, mentre, pur mantenendo una dinamica favorevole (+4,7%), rallenta leggermente la sua evoluzione la domanda nazionale rispetto alla fase finale del 2017.

Le esportazioni continuano a mostrare un andamento decisamente positivo, che nel periodo in esame assume un carattere eccezionale (+12,5%), e contribuiscono sensibilmente all’accelerazione della ripresa e al sostegno di quei comparti maggiormente export oriented.

I settori che si caratterizzano per una variazione decisamente positiva del fatturato su base tendenziale sono il manifatturiero (+10,0%), il commercio al dettaglio (+6,6%) e l’estrattivo (+14,6%). Quest’ultimo settore ha sperimentato però un forte ridimensionamento nel corso degli ultimi anni e i risultati economici sono spesso soggetti a una marcata volatilità.

I comparti dei trasporti (+4,8%), delle costruzioni (+3,9%) e del commercio all’ingrosso (+1,2%) si connotano per una dinamica positiva, ma più contenuta, mentre i servizi alle imprese propongono una variazione sostanzialmente nulla (+0,3%).

L’occupazione propone una crescita sostenuta (+2,8%) per la prima volta da circa un decennio. Le variazioni più marcate si rilevano nei settori dei trasporti e dei servizi alle imprese, mentre si evidenziano delle contrazioni presso i settori dell’estrattivo e, più debolmente, dell’edilizia.

L’andamento occupazionale presso le unità di più piccola dimensione (fino a 10 addetti) è sostanzialmente stagnante (+0,1%), mentre risulta in forte crescita tra le medie (tra 11 e 50) e le grandi imprese (oltre 50) con aumenti pari, rispettivamente, a +4,1% e a +4,6%.

I giudizi degli imprenditori sulla redditività e sulla situazione economica dell’azienda evidenziano una situazione in ulteriore lieve miglioramento rispetto a quella già piuttosto positiva evidenziata nello scorso trimestre e si confermano sui livelli antecedenti la crisi.

“Il quadro economico del primo trimestre di quest’anno – ha commentato Giovanni Bort, Presidente della Camera di Commercio di Trento – non è mai stato così positivo da almeno sette anni a questa parte. Tutti i settori indagati mostrano una crescita nei ricavi e quasi tutti evidenziano segnali incoraggianti sul versante dell’occupazione. Inoltre, il clima di fiducia degli imprenditori esprime un crescente ottimismo e il dato, decisamente positivo, sugli ordinativi per i prossimi mesi sembra confermare le prospettive favorevoli per le nostre aziende.

È però necessario precisare, con altrettanta obiettività e realismo, che questi risultati devono ora confrontarsi con un contesto nazionale e internazionale, che nelle ultime settimane si è fatto più incerto e che potrebbe rallentare questa fase di crescita”.

“I dati presentati – ha spiegato Alessandro Olivi, Assessore allo sviluppo economico e lavoro e Vicepresidente della Provincia autonoma di Trento – ci offrono indicazioni importanti. Il Trentino sta attraversando una fase favorevole sostenuta anche dalla sua capacità di aprirsi ulteriormente ai mercati internazionali e negli ultimi mesi evidenzia un incremento occupazionale in armonia con quello dello sviluppo economico. La ritrovata fiducia tra gli imprenditori permette inoltre di guardare avanti e fare progetti per il futuro. È dunque evidente che la nostra autonomia ci ha permesso di reggere bene la crisi e di impostare le politiche più utili a supportare il nostro tessuto imprenditoriale e a favorire una crescita sostenibile in grado di portare un benessere diffuso”.



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