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Tonalestate 2014: l’intervento del cardinale Tauran e il messaggio conclusivo della presidente Azzali

giovedì, 7 agosto 2014

Ponte di Legno (Al. Pa.) – Chiusura con il botto a Tonalestate dove in mattinata si sono alternati nella sala consiliare di Ponte di Legno (Brescia) in qualità di relatori Kamel Meziti, professore di storia all’università Paris-Sorbonne sul tema <Le croyant, acteur positif de l’histoire dans une vision islamique>,  Yeshaya Dalsace, rabbino, su <De la suspicion à la réconciliation>, Dalil Boubakeur, rettore dell’istituto musulmano Moschea di Parigi su <L’histoire> e  del cardinale Jean-Louis Tauran presidente del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso su <La memoria: una dimensione della fede cristiana (Evangelii Gaudium n.13)>.

Interventi toccanti da parte dei quattro relatori sulla storia, mentre il cardinale Tauran ha ricordato il tempo in cui viviamo, con paragoni al passato e ha concluso con una frase che ha colpito il pubblico: <Il tempo non è qualcosa che passa, ma qualcuno che viene senza fretta>.

ALTRE TESTIMONIANZE Tonalestate relazione finale

Tra gli interventi e le testimonianze di Tonalestate vanno evidenziate  quelle di Mario de Marchi, l’Associazione dei parenti delle vittime della strage di Bologna del 2 agosto 1980. La stazione di Bologna è squassata dall’esplosione che soffia via 85 persone e ne ferisce quasi 200. Mario de Marchi ha ricordato la memoria di quanto accaduto e di coloro che ne furono vittime e costituirsi parte civile nel processo “per cercare verità e giustizia”, sottolineando: <Il cammino processuale durato fino al 2005 è stato irto di difficoltà e depistaggi. La brutalità del fatto non è stata mitigata dalle sentenze ma certo lo è dalla umanità che De Marchi ha detto di aver ricevuto da parte di soccorritori, amici del paese, istituzioni della città emiliana>. Le ragioni della sua tenacia sono state illustrate nel messaggio che ha lascia a Tonalestate: <alle vostre spalle speriamo che troviate non una palude ma solide fondamenta per costruire un futuro valido e più umano>.

Altro intervento: Renato Migotti dell’Assoociazione dei superstiti del Vajont ha ricostruito quanto avvente nel 1963: <Il paese sparisce in una notte portando con sé 1910 vittime. L’ondata causata dal crollo del monte Toc nel lago artificiale costruito dalla Diga del Vajont disperde totalmente l’identità anche geografica del Paese come nemmeno i bombardamenti della seconda Guerra avevano potuto fare sulle città d’Europa. Di Longarone non rimane alcuna impronta, né naturale né urbanistica. La tragedia toccò tre comunità del Bellunese e parte degli sfollati non hanno fatto più ritorno. La tragedia si era annunciata fin dall’inizio dell’esecuzione dei lavori di costruzione della diga che doveva fornire le grandissime quantità d’energia che servivano al polo industriale di Marghera e all’agricoltura trevigiana. Renato Migotti ha sostenuto che quella che iniziò come Associazione dei superstiti è stata rinominata “Associazione Vajont: <il futuro della memoria perché questa storia fa parte della costruzione del futuro ed è perciò eredità delle nuove generazioni>.

La terza testimonianza è di Claudia Pinelli che ha raccontato come venne data la notizia alla moglie e alla madre delle morte di Pino. Il racconto di Claudia è stato supportato dallo spezzone di un video girato da Pier Paolo Pasolini nel quale la moglie riferisce che all’una di notte, al telefono, per aver chiesto come mai non fosse stata avvisata per tempo viene apostrofata dicendo che <in questura c’era molto da fare>.  Nel 2009, il Presidente Napolitano, ricevendo la famiglia assieme a quella del Commissario Calabresi che si occupava dell’interrogatorio, riconobbe Pinelli come la 18esima vittima di piazza Fontana.

CONCLUSIONE DELLA PRESIDENTE AZZALITonalestate applauso finale

La rassegna Tonalestate è stata chiusa con gli interventi di Eletta Leoni e Maria Paola Azzali. La presidente di Tonalestate si è soffermata su due parole: umiltà e dignità. <Due parole – ha affermato Maria Paola Azzali – su ciò che siamo e su ciò che potrebbe accadere>. Il messaggio che giunge al termine di Tonalestate è la speranza di contribuire alla crescita di una comunità. L’intervento conclusivo di Maria Paola Azzali è stato applaudito da cinque lunghissimi minuti e poi è arrivato l’arrivederci al 2015.(nella foto l’atto finale e il lungo applauso)


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