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Stop al consumo del suolo, la Provincia di Trento approva la nuova legge urbanistica. Tutti i cambiamenti

giovedì, 23 luglio 2015

Trento – Stop al consumo del suolo. Approvata dal Consiglio provinciale di Trento la nuova normativa in materia di urbanistica. Fermare il consumo del suolo e riqualificare l’esistente, confermare e potenziare la centralità del paesaggio e migliorare la qualità del costruito, semplificare le procedure, ridurre e coordinare al meglio gli organismi esistenti e assicurare tempi certi di risposta ad imprese e cittadini.

Sono questi i principali obiettivi della nuova legge in materia di governo del territorio, approvata nel pomeriggio dal Consiglio provinciale. “Ringrazio i consiglieri di maggioranza e di opposizione per l’impegno e l’attenzione con cui hanno seguito i lavori dell’aula – ha commentato subito dopo l’approvazione l’assessore provinciale alla coesione territoriale Carlo Daldoss – anche per le proposte emendative avanzate nel corso della discussione, che hanno permesso di migliorare ulteriormente la legge, rafforzandone i criteri di trasparenza e le possibilità partecipazione dei cittadini”.

Questa legge, che intende rispondere concretamente alle esigenze del Trentino, è stata costruita attraverso un percorso partecipato – ha aggiunto l’assessore – al quale hanno contribuito varie realtà, pubbliche e private e ci permette di valorizzare le esigenze e le esperienze maturate sul territorio, in continuità con il Piano urbanistico provinciale del 2008. “Si tratta di una scelta di responsabilità verso il futuro della comunità trentina, – sottolinea l’assessore – che punta a valorizzare il paesaggio attraverso la riqualificazione, anche energetica, del patrimonio esistente, attraverso demolizioni e ricostruzioni per arrivare, nel 2020, all’obiettivo del consumo zero di territorio”. “Nei prossimi mesi – ha concluso l’assessore nelle dichiarazioni di voto finali – lL'assessore Carlo Daldoss2‘obiettivo che ci dobbiamo prefigurare è quello di far conoscere sul territori questa legge in modo tale che diventi un patrimonio condiviso da tutti”.

La nuova legge provinciale per il governo del territorio sposta la prospettiva delle politiche territoriali, puntando sul recupero e la riqualificazione del costruito rispetto all’espansione insediativa e alla realizzazione di nuovi interventi edilizi. Il tema della riduzione del consumo di suolo, che nella legge trova uno specifico articolo di riferimento, si configura come il centro della riforma, e trova ulteriore rafforzamento dal contributo emerso nella discussione consiliare attraverso l’apporto di gran parte dei gruppi consiliari.

La nuova impostazione si rifà ai principi del Piano urbanistico provinciale e li declina ulteriormente sia a livello urbanistico – attraverso gli strumenti di pianificazione chiamati all’analisi prioritaria della disponibilità di utilizzo del patrimonio edilizio esistente – sia a livello edilizio, mediante la nuova definizione di ristrutturazione edilizia che amplia le possibilità di intervento sul patrimonio esistente, l’incentivazione volumetrica anche da utilizzare mediante crediti edilizi ed economica attraverso la determinazione del contributo di costruzione che risulta differenziato tra un’aliquota minima per gli interventi di recupero e invece massima per la nuova costruzione.

Nell’ottica della riduzione del consumo di suolo è confermata la disciplina in materia di residenza ordinaria e per tempo libero e vacanze, riducendo della metà il contingente per alloggi tempo libero e vacanze già contenuto nei PRG vigenti e non assegnato a specifiche previsioni e prevedendo che possa essere utilizzato anche per il cambio d’uso degli edifici esistenti.

Il tema della riduzione del consumo di suolo trova diretta applicazione negli strumenti di pianificazione territoriale (piano territoriale della comunità, piani regolatori generale e piani attuativi) che sono rivisti nei contenuti e nelle procedure secondo il principio guida di un’ulteriore semplificazione, partendo dalle modifiche del procedimento del PRG condotte con la l.p. n. 3/2014. In particolare è:

- prevista l’efficacia diretta delle previsioni del PTC che non richiederanno quindi ulteriori procedure di conseguente adeguamento dei piani regolatori generali;

- semplificata la procedura di approvazione del PTC, in modo da assicurare la certezza dei tempi della programmazione territoriale;

- rivista l’articolazione dei piani attuativi, prevedendo in particolare i piani di riqualificazione urbana, proprio nell’ottica di assicurare uno strumento coerente per l’approfondimento della pianificazione urbanistica relativa al patrimonio edilizio esistente.

Importanti contenuti della nuova legge, specificamente disciplinati e trasversali rispetto all’intero impianto sono:

- la responsabilità, per rimarcare ruoli e compiti dei professionisti incaricati di piani e progetti e delle amministrazioni pubbliche cui spetta l’approvazione dei medesimi piani e progetti; viene inoltre introdotta la SCIA obbligatoria per specifiche tipologie di intervento;

- la partecipazione, prevedendo l’opportunità di attivare ulteriori forme di partecipazione a seguito dell’adozione dei PRG, una fase di deposito dei piani attuativi di iniziativa privata preliminarmente alla loro approvazione, la necessità di pubblicare sui siti internet istituzionali di Provincia, comunità e comuni dei rispettivi strumenti urbanistici adottati e vigenti;

- la semplificazione dell’articolazione della legge e dei suoi provvedimenti attuativi (la legge unifica in aree tematiche le disposizioni urbanistiche ed edilizie riguardanti specifici settori quali quello agricolo, produttivo, turistico). È previsto in particolare il regolamento urbanistico-edilizio provinciale quale strumento unico di attuazione della legge, avente immediata efficacia e che non richiede adeguamenti da parte di comunità e comuni, configurandosi quindi come strumento unitario sull’intero territorio provinciale;

l’introduzione di uno specifico articolo sull’informatizzazione delle procedure urbanistiche ed edilizie vuole infine contribuire a sburocratizzare l’attività istruttoria di piani e progetti e ad agevolarne la gestione e consultazione. La semplificazione delle procedure edilizie specifica termini e contenuti obbligatori, al fine del rilascio del titolo edilizio.


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