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Questione sicurezza autobus, Pacher difende i trasporti trentini

domenica, 4 agosto 2013

Trento- ”Abbiamo avuto modo di precisare, anche in occasioni recenti di interrogazioni presentate in Consiglio provinciale che vanno distinti i profili della sicurezza da quelli del confort e della qualità dei mezzi”. E’ questo il senso della precisazione del presidente della Provincia autonoma di Trento, Alberto Pacher su un tema che il recente drammatico incidente accaduto in Irpinia ha reso attuale.images

Nel ricordare che quello di un’età media non superiore ai 10 anni è obiettivo che da sempre la Provincia si è data (ed in tal senso sono commisurati i contributi in conto impianti a Trentino trasporti spa, che detiene il materiale rotabile e lo affida a Trentino trasporti esercizio con atti di usufrutto) il Presidente ha chiarito che età superiore, alla stessa stregua di quanto avviene con le autovetture private, non è “sinonimo” di assenza di sicurezza.

“Trentino trasporti annovera nel parco 150 bus circa che hanno superato i 15 anni, che sono in ogni caso oggetto di periodici interventi che ne garantiscono la assoluta sicurezza, ma soprattutto va detto che la generalità dei mezzi di Trentino Trasporti arriva al compimento dell’età di usura con un chilometraggio spesso lontano da quello indicato dalla manualistica (40.000 km all’anno per 10 anni di impiego) in quanto il modello di esercizio (che da noi prevede l’impiego di più mezzi nelle ore di punta) evidenzia non più di 130 km/giorno di percorrenza medi per i bus interurbani, e una media di circa 160 km/giorno di percorrenza per quelli urbani.  Con questa risposta il presidente Pacher esprime il suo pensiero su un tema che ha scaturito in media e opinione pubblica qualche dubbio anche sulla sicurezza dei mezzi trentini dopo quanto successo in Irpinia.


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