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Prima Guerra Mondiale, la proposta di legge per riabilitare i fucilati per insubordinazione ferma al Senato

venerdì, 6 gennaio 2017

Aprica – Deputato risponde al giornalista aprichese Antonio Stefanini sulla proposta di legge volta a riabilitare i fucilati per insubordinazione durante la Grande Guerra. Ecco le parole del deputato GianPiero Scanu venate di amarezza: ”Purtroppo la nostra proposta di legge è ferma al Senato dove, con la colpevole complicità della Commissione Difesa, si sta cercando di affossarla. In Italia si ha ancora paura di Cadorna! Grazie a Lei per avermi scritto”.

Non avendo più sentito parlare di un qualche seguito all’iniziativa, Antonio Stefanini ha di recente interpellato il parlamentare perché aveva citato la lodevole iniziativa legata al suo libro “Brillerà presto il bel sole della pace” (edito nella tarda primavera 2015). Nel libro parla di un circostanziato episodio avvenuto in Adamello nel 1916, riguardante il caporale Battista Rodondi, freddato – a quanto risulta dalle testimonianze – da un superiore per insubordinazione.

Ecco la richiesta espressa via Facebook da Antonio Stefanini al deputato Scanu: “Le chiedo cortesemente notizie della proposta di legge per riscattare la figura dei soldati italiani della Prima Guerra Mondiale fucilati con l’ingiusta accusa di insubordinazione, presentata a inizio aprile 2015 in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati a seguito di un appello di parlamentari e rappresentanti della società civile”.

adamello-1916

“Questa proposta di legge è un forte richiamo a leggere il segno dei tempi – ha detto il primo firmatario della proposta di legge, Gianpiero Scanu – mentre i media ci danno continuamente immagini dell’uso della pena capitale in aree di conflitto. Una situazione che ci deve far pensare anche alla nostra storia passata, che in alcuni casi non è stata meno colpevole. Mi riferisco ai soldati della Prima Guerra Mondiale e ai 750 militari italiani passati per le armi, in molti casi con processi sommari. Con questa proposta di legge si chiede alla Magistratura Militare di riesaminare le singole posizioni di ciascun soldato per restituire la riabilitazione a quelli ingiustamente giustiziati. A queste persone bisogna chiedere perdono”.

I due articoli indicati nella proposta di legge dei sessanta firmatari della proposta di legge riguardano la ricostruzione dell’’interpretazione dell’’obbedienza militare e del contesto socio-culturale in cui essa si è alimentata, oltre a rivedere i casi di eccessivo e ingiustificato esercizio del comando da parte degli ufficiali. “Ci auguriamo che questa proposta possa trasformarsi in legge entro l’’anno – ha detto il parlamentare Francesco Garofani Zanin – un perdono che vedo come un piccolo Giubileo civile”.


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