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Passo Tonale: il recupero dei forti austroungarici nel libro della Soprintendenza ai Beni culturali

venerdì, 20 marzo 2015

Passo Tonale – Un volume sul recupero dei forti austroungarici trentini. I forti di Cadine, Colle delle Benne, Pozzacchio, Dossaccio, Corno, Tenna, nonché la batteria Roncogno e i sistemi fortificati del Tonale e del Brione.

A queste macchine da guerra del Primo conflitto mondiale è dedicato il volume “Il recupero dei forti austrungarici trentini”, curato dalla Soprintendenza provinciale per i Beni culturali che sarà presentato il lunedì 23 marzo alle 17.30 presso lo Spazio archeologico sotterraneo SASS, in piazza Cesare Battisti a Trento.

Alla conferenza interverranno: l’assessore alla cultura Tiziano Mellarini, il soprintendente Sandro Flaim, il provveditore del Museo storico italiano della Guerra di Rovereto Camillo Zadra e la professoressa dell’Università di Trento Alessandra Quendolo.forte Tenna 1

“Il Trentino – spiega l’assessore provinciale Tiziano Mellarini nella prefazione al volume – ha sentito come un dovere morale il recupero di questo pezzo di memoria, rendendolo disponibile per visite e momenti di diffusione culturale e riflessione. Un’opera impegnativa, realizzata attraverso il ‘Progetto Grande Guerra’, che ha comportato un vasto disegno di ristrutturazioni architettoniche e di ripristino ambientale, in un’ottica di valorizzazione complessiva che trova ulteriore slancio nella ricorrenza dei cento anni dal Primo conflitto mondiale”.

“Il grande sforzo culturale promosso in quest’ultimo decennio dalla Soprintendenza – aggiunge Sandro Flaim – ha permesso il recupero fisico e sociale di un numero considerevole di forti trentini, una selezione dei quali è riproposta in questo volume. Un impegno che non ha inteso proporre l’impossibile recupero di tutto il patrimonio architettonico della Grande Guerra, piuttosto si è intervenuti su alcuni brani significativi dell’ingente sforzo costruttivo dell’Impero austro-ungarico che sapessero, far rivivere questo sofferto momento della storia trentina”.

E così, nel libro “Il recupero dei forti austrungarici trentini”, ecco che si scopre il forte di Cadine, il cui intervento di restauro si è concluso con la ricomposizione perfetta della forma fortificata della tagliata stradale; quindi il forte Colle delle Benne, posto su un terrazzamento naturale affacciato sul lago di Levico; la macchina da guerra incompiuta di forte Pozzacchio; forte Dossaccio nel parco di Paneveggio; forte Corno, disteso lungo la morfologia del terreno; la batteria Roncogno a passo Cimirlo all’inizio del frequentato percorso di visita del monte Celva; forte Tenna, che non ha mai partecipato ad azioni belliche; i forti Presanella, Tonale e Mero che sbarravano il passo del Tonale; e infine la fortezza Brione, al centro della piana del Sarca, un sistema complesso affacciato sul Garda.


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