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Passo Tonale: i luoghi della Grande Guerra, Albiolo e Presanella, in una mostra al Palazzo delle Albere

giovedì, 5 maggio 2016

Passo Tonale – La «Guerra Bianca» in una mostra al Palazzo delle Albere a Trento, fino al 25 settembre, con oltre 70 foto in grande formato per ripercorrere i luoghi e la storia del fronte d’alta quota della Grande Guerra.

Albiolo con il fotografo torrione 1

Trento ospita «La Guerra Bianca», una grande mostra fotografica ideata e realizzata da National Geographic Italia con la Provincia Autonoma di Trento, la Regione Autonoma Trentino – Alto Adige e Trentino Marketing. Oltre 70 immagini in grande formato, realizzate dal fotografo Stefano Torrione, per immergersi nei luoghi teatro di un tragico capitolo della storia italiana, la Grande Guerra sul fronte dei ghiacciai.

La Prima Guerra Mondiale non doveva essere una guerra di montagna. Il generale Cadorna aveva disposto che le truppe della Prima Armata, dislocate nel settore orientale e meridionale del Trentino, al comando del generale Pietro Brusoni acquartierato a Verona, non attivassero iniziative di una certa importanza. Al massimo potevano essere compiute piccole operazioni militari per migliorare le posizioni o metterle in sicurezza.

Anche il generale Conrad aveva istruito il generale Dankl, acquartierato a Bolzano, affinché si mantenesse sulla difensiva. Il vero fronte era altrove. Per attivare operazioni di valenza strategica avrebbe avuto bisogno dell’aiuto tedesco o dell’alleggerimento del fronte orientale. La Strafexpedition sarebbe stata scatenata sugli altipiani nel 1916, ma era destinata a fallire comunque.
Insomma, il fronte dallo Stelvio alla Croda Grande avrebbe dovuto essere esclusivamente sulla difensiva. E invece, per volontà di alti ufficiali che volevano a tutti i costi la loro parte di gloria, si è compiuta una guerra assurda, fatta di sofferenze inenarrabili e di combattimenti assurdi.

In un habitat dove sarebbe stato difficile vivere in tempo di pace, si consumarono combattimenti disumani. Mai prima di allora, e solo rarissimamente dopo, l’uomo ha combattuto a quote così alte, fino a 3.000 metri e più sul livello del mare. Gli eserciti del Regno d’Italia e dell’Impero Austro-Ungarico si scontrarono anche tra le cime e i ghiacciai dell’Ortles-Cevedale, dell’Adamello e della Marmolada, tra Lombardia, Trentino Alto-Adige e Veneto.

Stefano Torrione ha dedicato tre anni a ripercorrere questa linea del fronte. Con la guida di Marco Gramola, presidente della Commissione storica della SAT, ha raggiunto luoghi dai nomi evocativi per chi ha studiato le cronache della guerra o letto i diari dei soldati – Scorluzzo, Cavento, Lagoscuro, Presanella, Albiolo – alla ricerca delle tracce lasciate da quelle migliaia di uomini scaraventati a vivere, combattere e morire in condizioni proibitive, estate e inverno, a temperature che superavano i 30 gradi sotto zero.

E ha trovato scheletri di baracche, trincee, gallerie scavate nella roccia, passerelle affacciate sul vuoto, reticolati, scale di pietra e di legno, cannoni, fucili, persino scarponi che riaffiorano con il ritiro dei ghiacciai; ma anche oggetti più personali dei combattenti, fotografie di fidanzate o scatolette di sardine, preservati per cent’anni dal ghiaccio e dalla neve.

Il reportage nato dal viaggio di Torrione, pubblicato da National Geographic Italia nel numero di marzo 2014, è stato il primo servizio di un’edizione straniera a essere tradotto e ripreso dal sito internazionale nationalgeographic.com, ottenendo oltre 200 mila visualizzazioni da tutto il mondo.  La mostra amplia e completa quel lavoro, presentando oltre 70 immagini in grande formato, accompagnate da foto d’epoca e mappe esplicative.


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