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Passo Tonale: gli impianti di risalita hanno vita eterna. Lo ha deciso il decreto “Sblocca Italia”

mercoledì, 12 novembre 2014

Passo Tonale – Gli impianti di risalita potranno funzionare in eterno. Lo “Sblocca Italia” del governo Renzi, ha concesso l’immortalità agli impianti sciistici di risalita o, per meglio dire, gli impianti a fune non hanno più una scadenza di vita. Un emendamento al decreto, approvato il 6 novembre, ha praticamente cancellato il termine massimo – dai 30 ai 60 anni in base al tipo di impianto – oltre il quale era necessario sostituirli. In pratica potranno continuare a funzionare i vecchi impianti del Tonale, Ponte di Legno, Aprica e delle altre località sciistiche che avevano in programma un piano di ammodernamento. Un aiuto soprattutto alla stazioni sciistiche più piccole, ad esempio Borno, Montecampione, Val Palot, per fermarsi ai Bresciano, che negli ultimi anni – anche per carenza di neve – avevano attraversato delle difficoltà.

Una decisione storica che salva il futuro delle nostre montagne per i gestori degli impianti a fune. Il concetto di “vita tecnica” è stato introdotto dalla normativa italiana 30 anni fa (D.M. del 2 gennaio 1985) e nel 2000 l’Unione Europea ha varato una Direttiva per definire i requisiti di sicurezza obbligatori negli impianti a fune che trasportano persone.

L’Italia ha recepito la Direttiva nel 2003 (Decreto legislativo n. 210), eliminando la scadenza per gli impianti costruiti dopo tale data e dotati di marchio CE, ma mantenendolo per tutti quelli precedenti. ”La normativa UE non prevede il concetto di vita tecnica, che non esiste, infatti, negli altri Paesi europei – sottolineano all’Anef (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari) -. In pratica l’Italia ha mantenuto un vincolo introdotto quasi 30 anni fa, aggiungendo per il nostro Paese un ulteriore obbligo a quelli richiesti dall’Europa”. “Finalmente – aggiungono – le stazioni sciistiche del Nord Italia potranno concorrere alla pari con quelle svizzere, austriache e francesi: abbiamo eliminato un ostacolo che rischiava di far morire l’intero sistema della montagna”.

La modifica di legge introdotta nei giorni scorsi è una vittoria importante che contribuisce ad alleviare le difficoltà in cui si trovano a lavorare gli operatori del mondo dello sci: “Ora – precisano alla Federfuni, l’associazioneimpianti delle stazioni sciistiche di Veneto, Lombardia – sarà essenziale confrontarsi con gli operatori nella fase attuativa della norma di legge, che dovrà contenere indicazioni chiare e puntuali, che garantiscano la sicurezza ma evitino aggravi burocratici sulle imprese”.

Gli impianti a fune in Italia sono in tutto 444, la maggior parte dei quali concentrati nelle regioni del nord a servizio del turismo montano invernale ed estivo. Il giro d’affari degli impianti di risalita italiani che trasportano turisti sulle piste e in montagna è stimato, per il 2014/2015, in circa 940 milioni di euro.


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