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Pane trentino, una legge per garantire il consumatore e tutelare il mestiere del fornaio

venerdì, 29 settembre 2017

Trento – Tutela dell’attività di panificazione, del consumatore e la promozione di due autentici prodotti trentini: il Pantrentino e il Pane delle Dolomiti. L’Associazione panificatori della provincia di Trento, guidata dal presidente Emanuele Bonafini, si appresta a vivere una stagione intensa, impegnata sia sul fronte dell’attività professionale, formazione inclusa, che sul fronte dei prodotti, alla ricerca di una qualità sempre maggiore e di un legame con il territorio sempre più prolifico. Mario Tonina, Alessandro Olivi, Emanuele Bonafini, Franco CaminNella foto, da sinistra, Mario Tonina (consigliere provinciale), Alessandro Olivi (assessore provinciale), Emanuele Bonafini (presidente Aspan) e Franco Camin (segretario Aspan)

Nel corso della conferenza stampa tenuta stamattina nella sede di Confcommercio Trentino, il presidente Aspan Emanuele Bonafini ha illustrato i contenuti della nuova legge sulla tutela dell’attività di panificazione recentemente approvata dal Consiglio provinciale trentino: «Lo scorso 13 settembre il Consiglio provinciale di Trento ha approvato una importante Legge Provinciale che va a promuovere e tutelare l’attività di panificazione. Uno strumento normativo che mette un po’ d’ordine nel settore della panificazione, poiché va a regolamentare importanti aspetti del nostro mestiere, consentendo al consumatore di compiere una scelta corretta e consapevole sulla qualità del prodotto panario o dolce da forno che va ad acquistare».

La legge è nata dalla necessità di definire in modo chiaro ed inequivocabile che cosa si intenda per “pane fresco”, su proposta del consigliere Mario Tonina, presente alla conferenza stampa. Una proposta che l’assessore provinciale allo sviluppo economico Alessandro Olivi ha subito appoggiato e sostenuto.

«Si tratta – spiega Bonafini – di un importante dispositivo normativo che va a regolamentare l’attività delle imprese di panificazione, ma si pone anche l’obiettivo di permettere ai consumatori di accedere a informazioni corrette sulla qualità del pane in commercio.  Fino ad oggi le leggi in vigore non garantivano appieno il consumatore nell’immediato riconoscimento del pane fresco, prodotto in maniera tradizionale, rispetto al pane conservato. Oggi, con l’entrata in vigore di questa Legge Provinciale, sarà migliorato il messaggio al consumatore e lo metterà nelle condizioni di capire e conoscere subito se sta acquistando un prodotto fresco, realizzato quotidianamente dal panettiere, o un prodotto che è stato solo cotto nel punto vendita. Una norma che regolamenta in modo organico il nostro settore, e trasmette informazioni efficaci e veritiere agli acquirenti».

«Come già evidenziato in Commissione – ha detto il consigliere Mario Tonina nel suo intervento -  ricordo l’obiettivo della proposta legislativa: quello di promuovere e sostenere, nell’ambito di un processo di valorizzazione del comparto agroalimentare, le imprese operanti nel settore della panificazione anche mediante certificazione di qualità, lo sviluppo delle diverse tipologie produttive e di vendita del pane, nonché il diritto all’informazione dei consumatori, garantendo a questi ultimi informazioni corrette sui diversi prodotti panari e dolciari da forno oggi in commercio, mettendoli, così, nelle condizioni di distinguere il pane fresco da quello congelato o surgelato, di cui spesso non si conosce il processo produttivo. A mio avviso è importante, anche in un’ottica di tutela dell’attività di panificazione, quale settore di nicchia di peculiare rilievo nell’economia locale, evidenziare la tipologia e le caratteristiche del prodotto venduto nei panifici, permettendone il riconoscimento attraverso un marchio di qualità. La legge vuole essere anche il riconoscimento di una categoria che ha saputo fare della produzione del pane non solo un mestiere o un’attività produttiva nel senso commerciale del termine, ma un’arte capace di assicurare anche solidità economica grazie all’assidua dedizione degli operatori e alla loro inclinazione, all’evoluzione nel rispetto delle tradizioni e della qualità dei prodotti, attraverso un costruttivo e fattivo coinvolgimento degli altri settori dell’economia locale».

L’Assessore Alessandro Olivi ha esordito ringraziando il consigliere Tonina per l’impegno e la dedizione profusi nell’iter legislativo, frutto di un lavoro attento e paziente: «La politica – ha detto – deve tornare a fare cose semplici, percepibili, complete. Il tema della qualità e del consumo responsabile rientra tra questi e la sfida è riuscire a tenere insieme tradizione con modernità, innovazione con autenticità. La Giunta provinciale ha sostenuto il progetto con grande convinzione. Personalmente credo che questo argomento si inserisca in una tema più ampio che è quello del rapporto tra globalizzazione e territori. Credo che dalla globalizzazione possano nascere anche dell’opportunità nel momento in cui essa stimoli il territorio ad un’attenzione più responsabile nei confronti della propria identità, che sappia riscoprire quei tratti che rendono un territorio unico al confronto con gli altri. La globalizzazione, in questo senso, obbliga le comunità locali ad essere promotrici di politiche di sviluppo che coniughino la difesa di valori fondanti la propria identità – e le pratiche di produzione del pane fresco sono tra queste – e la necessaria innovazione costruita però attorno ad una dimensione che valorizzi la persona, la manualità e il saper fare».

Il Pantrentino

L’Associazione Panificatori ha presentato stamane anche il Pantrentino, un nuovo prodotto panario sul mercato trentino da poco tempo, che va a valorizzare in tutti i sensi i sempre più ricercati prodotti a KM “0”.

«Questo pane – spiega il presidente – viene realizzato con farina bianca di tipo “1” nata da coltivazioni selezionate della zona del Basso Chiese. Una farina che, mantenendo intatta la genuinità del chicco di grano, fa riscoprire il sapore autentico del pane. La farina è ottenuta dalla macinazione a pietra del frumento tenero che viene coltivato con metodi tradizionali principalmente nella piana di Storo.

La caratteristica più apprezzata di questa farina è l’utilizzo di tutte le componenti del chicco compresi il germe e la crusca, che la stabilizza e ci consente di avere un pane con “alveolature” piuttosto piccole, una buona colorazione, profumi molto marcati e gustosi sapori. Lo sviluppo di questo specifico percorso, che consente ai nostri panifici di avere farine autoctone per offrire al consumatore, come avviene in altre regioni d’Italia (Alto Adige insegna), un pane con cereali e materie prime provenienti dalle produzioni agricole locali, è un obiettivo che l’associazione ha sempre perseguito. Questa opportunità ci è sembrata l’occasione migliore per poter avviare una sperimentazione che a tutt’oggi sta dando interessanti riscontri e molta attenzione da parte del consumatore».

Il Pane delle Dolomiti

Assieme al Pantrentino l’intenzione dell’Associazione è quella di rilanciare e promuovere anche il Pane delle Dolomiti che ha conservato, fin dall’occasione per il quale era stato ideato (i Mondiali di Sci nordico in Val di Fiemme), un’attrattiva notevole sui consumatori. «È un prodotto – ha osservato Bonafini – che parte da una miscela di cereali (Farro, Segala, Avena, Orzo), che per molti anni hanno fatto parte della cultura e tradizione agricola della Provincia di Trento, riempivano i terrazzamenti della nostra povera terra di montagna e erano una fonte di reddito integrativo importante per le famiglie contadine. Da questi presupposti abbiamo pensato di studiare e realizzare un pane particolare che contenesse fibra alimentare, il giusto equilibrio di carboidrati complessi e un mix di proteine che mescolate aumentano il loro valore biologico e anche gusto e sapore.  In fine si aggiunge il grano saraceno, cereale povero della tradizione rurale trentina, usato in chicchi per dare una sfumatura cromatica. Un pane fragrante, gustoso e energetico, valido per tutte le famiglie, che allieta i 5 sensi e che permette una certa conservazione poiché lo si può utilizzare anche il giorno successivo alla produzione; la sua buona umidità gli consente una certa conservazione.

Un prodotto che attualmente ha avuto una flessione nella produzione ma che è nostra intenzione rivalutare e offrire nuovamente al consumatore trentino».


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