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Orsi: in Trentino ne sono presenti 60. L’assessore Dallapiccola: “Prosegue il monitoraggio”

giovedì, 9 luglio 2015

Pinzolo – In Trentino potrebbero esserci una sessantina di orsi. Lo ha detto l’assessore Dallapiccola in risposta a un’interrogazione del consigliere Giacomo Bezzi.

Il dato emerge dalla risposta che l’assessore all’Agricoltura, Foreste, Turismo, Promozione, Caccia e Pesca Michele Dallapiccola ha dato in questi giorni a un’interrogazione, la 1691, presentata dal consigliere provinciale Giacomo Bezzi.
Nell’anno in corso infatti, segnala l’assessore, “Oltre ai 12-13 piccoli nati da 7 cucciolate, si registrano almeno due esemplari morti (M6 e BJ1)”.

Dallapiccola aggiunge che circa ilOrsi ripresi durante la stagione degli amori nel Brenta meridionale. VIDEO 25% dei 12-13 orsetti “non è però destinato statisticamente a raggiungere il secondo anno di età”. Nel 2017 dovrebbero quindi restarne una decina.

L’assessore ricorda poi che l’ultimo dato ufficiale disponibile, di fine 2014, riferisce di 41-51 orsi presenti nelle Alpi Centrali, la maggior parte dei quali in Trentino. In particolare nelle valli Rendena, Sole, Rabbi e Pejo.

I NUMERI 
Ciò significa che complessivamente il numero di orsi che in base alle dichiarazioni di Dallapiccola popola esclusivamente nella parte occidentale della nostra provincia (a ovest dell’asta dell’Adige) oscilla tra i 51 e i 61 elementi, cuccioli compresi.

Dallapiccola avverte che il prossimo dato riguardante il numero di orsi presenti nel territorio della provincia di Trento e nelle Alpi centrali, “per ragioni tecniche legate alle modalità di esecuzione dei monitoraggi, sarà disponibile solo alla fine del 2015″.

“Gli orsi che l’interrogante definisce in eccedenza – precisa concludendo la sua risposta Dallapiccola, – vale a dire gli orsi problematici che vanno rimossi, per motivi di ordine tecnico e sociale non potranno essere spostati in territorio in cui non siano una minaccia per la popolazione come proposto da Bezzi, bensì messi in cattività o abbattuti, in conformità alla normativa vigente e al Piano Pacobace, relativo alla gestione del plantigrado nell’area alpina”.


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