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Orari negozi, Confcommercio Trentino: “Bene la lettera di Rossi e Kompatscher al premier Gentiloni”

venerdì, 28 luglio 2017

Trento – Confcommercio Trentino, per voce del presidente vicario Massimo Piffer, plaude alla lettera che il presidente della provincia autonoma di Trento Ugo Rossi ha inviato, insieme al suo omologo dell’Alto Adige Arno Kompatscher, al primo ministro Gentiloni per sollecitare un suo intervento in materia di apertura ed orari dei negozi.

piffer«La nostra posizione – spiega Massimo Piffer – è chiara da sempre: abbiamo sostenuto la filosofia della legge 17 e della sua revisione, che andava nell’ottica di una maggiore flessibilità coniugata però alle specifiche ed alle vocazioni dei territori. Il Trentino, nella sua peculiarità alpina e turistica, ha delle caratteristiche che lo distinguono da altri territori italiani e che lo accomunano, invece, agli altri territori della macroregione alpina. Bene hanno fatto i presidenti delle province di Trento e Bolzano a raccogliere l’invito dell’Assessore Alessandro Olivi e a sollecitare il governo Gentiloni, assieme alla Commissione dei 12, affinché venga affrontata la questione della liberalizzazione. In questi anni di deregulation totale abbiamo visto che gli effetti, almeno per la nostra provincia, non solo quelli sperati; anzi, hanno indebolito significativamente il tessuto imprenditoriale composto per la maggior parte di imprese di piccole e medie dimensioni, spesso a conduzione prevalentemente familiare, che offrono un valore aggiunto alle località turistiche».

«L’auspicio, naturalmente, è che il governo affronti l’argomento e riveda completamente l’impianto delle liberalizzazione. Il contenuto della legge provinciale 17/2010, alla cui stesura abbiamo collaborato attivamente, per noi è sostanzialmente valido ancora oggi: già a suo tempo avevamo dato merito all’Assessore Olivi di aver lavorato ad una legge che potesse rendere conto delle diversità del nostro territorio, delle vocazioni turistiche e, nello stesso tempo, della tutela della dignità e del lavoro degli imprenditori, dei loro collaboratori e delle loro famiglie».


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