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Madonna di Campiglio: comitato no tassa soggiorno in Provincia

lunedì, 17 luglio 2017

Madonna di Campiglio – No alla tassa soggiorno. Questa mattina la commissione presieduta da Luca Giuliani ha incontrato il Comitato “No tassa ingiusta”, Comunità delle Giudicarie e Azienda di promozione turistica di Campiglio per le consultazioni in merito all’imposta di soggiorno, prevista dagli articoli 16bis e ter della legge sulla promozione turistica.

Dellapiccola trento 1Sull’imposta di soggiorno ai proprietari di appartamenti turistici: una patrimoniale mascherata, audizione del Comitato No tassa ingiusta.

Luciano Imperadori, portavoce del Comitato spontaneo apolitico No tassa ingiusta, composto da cittadini che “spontaneamente si oppongono all’ingiusta, affrettata e non equa tassa sugli alloggi turistici del Trentino” ha spiegato che si tratta di “una vera e propria patrimoniale mascherata” introdotta in sostituzione dell’imposta di soggiorno. E’ il primo caso di quella che Imperadori ha definito “tassa sulle intenzioni” perché colpisce chi affitta e chi non affitta: mancano i criteri di progressività previsti dalla Costituzione, senza contare che il Censimento alloggi turistici (CAT) era nato a fini statistici e non tributari e a questo elenco, si sa, è iscritta solo una minoranza dei proprietari. Ancora: mentre la tassa di soggiorno è pagata dall’ospite come in tutta Italia, qui è totalmente a carico del proprietario e non può essere recuperata e, anche pensando alla politica degli affitti attraverso i grandi portali, questa tassa non potrà essere fatta pagare direttamente al cliente, come in molte città italiane, perché non legata ai giorni di effettivo utilizzo dell’appartamento. La richiesta del Comitato è quella di portare in Consiglio, approfittando dell’assestamento di bilancio, un provvedimento che ponga rimedio a queste gravi ingiustizie e che riporti la tassa almeno ai 25 euro a posto letto, salvo poi cambiare la logica della tassa che dovrebbe essere a carico dell’ospite. La posizione è stata sottolineata da altri componenti del Comitato. Mauro Mancina ha evidenziato la mancanza di condivisione e fiducia radicata attorno a questo provvedimento legislativo che non tiene conto dell’importanza del settore extra alberghiero e del suo ruolo importante nell’economia trentina. Pio Maturi ha aggiunto che questa tassa, che è a tutti gli effetti una patrimoniale, è stata imposta senza alcun confronto con il territorio: chiediamo che venga modificata, che sia pagata dal turismo e solo da coloro che effettivamente utilizzano gli immobili a fini turistici. Sono intervenuti brevemente ad argomentare la questione anche gli altri componenti del Comitato Manuela Bonfioli, Modesto Povinelli, Maria Maffei, Silvio Viviani.

Il consigliere Nerio Giovanazzi (AT) ha notato che “si è instaurato un braccio di ferro su una questione ridicola e una sostanza minima”. Mi meraviglio che i Comuni dicano di non poter fare il censimento degli alloggi, ha aggiunto: io credo che sia giusto che tutti paghino e assieme ai colleghi presenteremo un emendamento alla finanziaria in questo senso. Pietro Degodenz (UpT) ha detto di aver già sollevato la questione che la tassa esclude molti proprietari e in questo senso è ingiusta ed ha chiesto se nel territorio in questione la tassa sia collegata a servizi aggiuntivi offerti (card). Claudio Civettini (Civica) ha chiesto come il Comitato intenda portare avanti la questione, supposto che sussistono dei rilievi di incostituzionalità e quali siano i rapporti con l’assessore Dallapiccola sull’argomento. Massimo Fasanelli (Misto) ha notato che la ratio della tassa di soggiorno prevedeva che tutto l’incasso derivante sarebbe dovuto essere tramutato in servizi. Ha chiesto se ciò avvenga e se da questo si registri un vantaggio per i proprietari. Ci sono tre piani diversi su cui ragionare, ha detto Alessio Manica (PD): la tassa di soggiorno, il quantum di questa tassa (aspetto demandato all’autonomia del territorio), la richiesta di cambio della logica di questa tassa. Walter Kaswalder (Misto) ha citato la cifra consolidata di bilancio della Provincia di 7 miliardi e 47 milioni di euro a dimostrazione che i soldi ci sarebbero. Il problema grosso è la filosofia provinciale che ci amministra, ha chiarito: il patrimonio non può essere toccato e questo cercherò di dirlo, sottoscrivendo e collaborando alla scrittura di modifiche in aula. Anche Rodolfo Borga (Civica) ha detto di voler collaborare alla ricerca di una soluzione condivisa da discutere in aula. Maurizio Fugatti (Lega) ha chiesto quali siano i rapporti con i comuni della valle e l’Azienda di promozione turistica.

La replica del Comitato

“Siamo convinti fermamente dell’incostituzionalità di questa tassa, ma andare alla Corte comporta costi e tempi che purtroppo non sono alla nostra portata”, ha replicato Luciano Imperadori, osservando che della questione dovrebbero farsi carico la politica e le istituzioni. L’Apt è in ritardo con l’elaborazione delle guest card per l’accesso ai diversi servizi, ha notato Povinelli, mentre sul cambio della logica occorre fare chiarezza: suq questo l’assessore si è reso disponibile a fare chiarezza. I comuni si sono tutti resi disponibili ad apportare delle modifiche, anche se si rimpallano le responsabilità a vicenda.

Audizione della comunità di valle e Apt

Roberto Failoni, assessore alle attività economiche e turismo della Comunità delle Giudicarie ha detto di essere consapevole che ci sono delle criticità che andrebbero valutate e in base alle quali sarebbe opportuno apportare dlele modifiche. Il primo aspetto riguarda le differenze di velocità turistica dei diversi comuni, alle quali dovrebbe corrispondere una diversificazione. Inoltre alla tassa dovrebbe corrispondere un servizio. Inoltre occorrerebbe fare una valutazione perché molti degli appartamenti non sono censiti e questo crea un’altra ingiustizia.

Adriano Alimonta, presidente APT di Campiglio ha osservato che l’azienda per il turismo ha semplicemente utilizzato uno strumento che le è stato offerto per svolgere la propria attività di promozione del territorio. Il problema di fondo è stata la mancata condivisione.

Gianfranco Zanon (PT) ha osservato che la questione è da prendere in mano seriamente e il sistema è da rivedere, se si vogliono evitare questi problemi: o si fa un passo insieme e si va in Consiglio con una posizione condivisa che vada bene per tutti, o non si risolve nulla. Indispensabile l’autonomia dei territori nell’applicazione della tassa, ha osservato Pietro Degodenz che ha ribadito come il vero problema è che non tutti sono iscritti al CAT. Anche Rodolfo Borga ha detto che occorre ragionare insieme e trovare una soluzione: non vedo come non si possa fare nella prossima finanziaria. Alessio Manica ha espresso la sensazione che sia sbagliato il bersaglio di questa audizione: appartiene ai territori la riflessione sulle tariffe, ha detto. Diverse invece le obiezioni sullo strumento, sul quae dobbiamo ragionare assieme, rimuovendo l’iniquità della mancata iscrizione di tutti gli alloggi al CAT. Mario Tonina (UpT) ha convenuto che la Commissione ha competenze limitate ed occorrerebbe chiarirle meglio. Tuttavia, il nodo vero è a suo parere la mancata iscrizione di tutti gli appartamenti al Censimento alloggi turistici: se tutti partecipassero naturalmente gli importi di ridurrebbero. Il consigliere ha citato la disparità tra i territori producendo alcuni numeri: si passa dai 4 alloggi registrati a Spiazzo Rendena per arrivare ai 141 di Carisolo e 172 di Madonna di Campiglio, passando per i 15 di Pelugo e i 16 di Strembo.

L’assessore Michele Dallapiccola (nella foto) ha spiegato la ratio della tassa calcolata a forfait, in base alla media diviso i numeri di posti letto. Se la proposta non va bene, saremo felici di cambiare, ha rassicurato, notando che non andava bene nemmeno la soluzione applicata a centesimi. Occorre dunque valutare una terza ipotesi. Chi non è iscritto al Cat è un evasore fiscale e lavora in nero, ha detto e le amministrazioni comunali hanno tutti gli strumenti per esercitare controllo e autorità di vigilanza in proposito. Sulla tassa oggetto di dibattito, l’assessore ha comunicato che i comuni hanno serenamente deciso -con consenso di Apt e Comunità di valle- e si sono impegnati a tornare alla proposta di 25 anziché 50 euro a posto letto, mentre la proposta di utilizzare il provvedimento in forma retroattiva non si può tecnicamente praticare. In ogni caso due anni fa gli alloggi turistici censiti erano 4.500, mentre ora gli iscritti al Cat sono circa 9.000, ha notato l’assessore.

“Una questione complicata, delicata e che non vuole essere imposta a tutti i costi” ha concluso Dallapiccola: “siamo in una posizione di ascolto, ben felici di elaborare altre proposte, alla luce dei pro e contro che intendiamo valutare entro fine anno”.


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