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Incontro fra il presidente Ugo Rossi e la delegazione parlamentare trentina

sabato, 31 marzo 2018

Trento – Primo, costruttivo incontro fra il presidente della Provincia autonoma di trento Ugo Rossi e la nuova delegazione parlamentare trentina. Il governatore ha ringraziato gli onorevoli presenti per avere accolto l’invito nonostante le giornate dense di impegni e ha formulato loro un sincero augurio di buon lavoro. “Il mandato conferito dagli elettori al parlamentare di una provincia autonoma come la nostra – ha sottolineato – si arricchisce di ulteriori responsabilità, oltre a quelle, di per sé estremamente importanti, che investono ogni membro delle assemblee legislative di Camera e Senato”.

parlamentariRossi ha espresso la piena disponibilità delle strutture tecniche della Provincia a relazionarsi con gli onorevoli per tutto quanto concerne il confronto istituzionale fra Stato e Provincia, e ha successivamente esposto i temi principali all’ordine del giorno, nel quadro più generale .dei rapporti finanziari, che poggiano su una buona base di partenza ma che vanno sempre monitorati con attenzione.

La delegazione parlamentare ha espresso a sua volta piena consapevolezza delle responsabilità derivanti dalla rappresentanza degli interessi dell’Autonomia speciale a Roma, a prescindere dalle differenti valutazioni politiche, e ha a sua volta assicurato il proprio impegno ad alimentare un proficuo dialogo e una fattiva collaborazione con le autorità provinciali, nell’interesse comune ad un tempo del Paese e di tutti i trentini.

Vediamo brevemente i temi illustrati dal presidente Ugo Rossi.

Concessione A22: l’art. 13bis della legge 4 dicembre 2017, n. 172 prevede, tra le altre cose: “le convenzioni di concessione per la realizzazione delle opere e la gestione delle tratte autostradali (tra cui A22) hanno durata trentennale e sono stipulate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti con le regioni e gli enti locali (tra cui la Regione Trentino Alto Adige/Sudtirol e le Province di Trento e Bolzano) che hanno sottoscritto gli appositi protocolli di intesa in data 14 gennaio 2016, che potranno anche avvalersi di società inhouse, esistenti o appositamente costituite, nel cui capitale non figurino privati”.

Sono in corso in queste settimane le interlocuzioni con i Ministeri coinvolti (Economia e Trasporti) e sono state avviate le procedure previste dal predetto articolo al fine di dare attuazione alla disposizione ed ottenere quindi la concessione. Il termine di legge entro il quale devono concludersi le procedure è fissato al 30 settembre 2018.

Tunnel del Brennero e tratte di accesso: il tunnel del Brennero e le relative tratte di accesso sono opere importantissime, che beneficiano di finanziamenti da parte dell’Unione europea, dello Stato, della Regione e delle due Province, anche attraverso l’accantonamento di parte dei proventi derivanti dalla gestione dell’A22.

C’è quindi la necessità che lo Stato confermi la volontà e l’impegno alla realizzazione dell’opera, nonché i relativi finanziamenti (corridoio del Brennero, tunnel del Brennero, tratte di accesso a sud), sostenendo in tal modo anche il trasferimento del traffico merci dalla gomma alla rotaia e garantendo collegamenti ad alta velocità sul nostro territorio.

Punti nascita: è necessario che lo Stato riconosca la valenza di modelli organizzativi relativi ai punti nascita situati in zone orograficamente disagiate e svantaggiate, tenendo conto anche degli esiti di salute e della qualità delle prestazioni e non solo degli standard quantitativi.

Inoltre, lo Stato deve esprimersi in merito alle richieste di deroga già formulate e formalizzate in riferimento, nello specifico, al punto nascita di Cavalese.

Norma di attuazione sui grandi carnivori: si tratta di attribuire alla Provincia la competenza ampia e complessiva in materia di programmazione e gestione dei grandi carnivori (orso e lupo), tra cui la responsabilità relativa alla gestione delle situazioni problematiche riferite ai comportamenti pericolosi dell’orso e del lupo, anche al fine di definire un contingentamento del numero totale degli esemplari. Ciò, riconoscendo alla Provincia prerogative che attualmente sono dello Stato, anche applicando direttamente quanto disciplinato dalla normativa europea.

Norma di attuazione in materia di catasto dei terreni e urbano: la proposta è diretta a consentire alla Provincia di poter intervenire con proprie norme a disciplinare e definire i criteri per le revisioni degli estimi e delle classificazioni dei terreni del catasto fondiario e degli immobili del catasto fabbricati.

Norma di attuazione sulle fasce di rispetto stradali: la proposta è diretta ad attribuire alla Provincia la competenza a definire la misura delle fasce di rispetto stradali (strade comunali, provinciali e statali), riaffermando una competenza esercitata fino ad un decennio fa e successivamente compressa dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale.

Ambiente: si tratta del riconoscimento alla Provincia di un’ampia competenza in tema di ambiente, non solo valorizzando le competenze settoriali già previste dallo Statuto in materia di paesaggio, governo del territorio, beni culturali, acque, caccia e pesca, alpicultura e parchi ecc., ma anche attribuendo ulteriori potestà quanto alla definizione di standard e procedure valutative, in relazione alle peculiarità e alle caratteristiche del territorio provinciale.

Definizione tecnica delle modalità di quantificazione e pagamento da parte dello Stato di spettanze della Provincia: sulla base di accordi con lo Stato e delle disposizioni statutarie, sono state riconosciute alla Provincia – e rientrano pertanto nella sua disponibilità finanziaria – le spettanze riferite ai giochi (circa 200 milioni) e alle accise sul riscaldamento (circa 160 milioni). E’ quindi necessario che lo Stato proceda alla esatta quantificazione e al trasferimento delle suddette spettanze.

E’ altresì necessario che lo Stato – come previsto dallo Statuto – garantisca il rimborso degli oneri arretrati relativi alle funzioni delegate (viabilità statale, motorizzazione civile, collocamento al lavoro, catasto e opere idrauliche) dall’anno 2003 all’anno 2009 (7 anni), quantificati in 350 milioni.


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