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Il “Parco che vorrei”: continua il percorso partecipativo. Le idee emerse a Rabbi e Cogolo

sabato, 8 luglio 2017

Rabbi – La Provincia autonoma di Trento – servizio sviluppo sostenibile e aree protette e unità di missione strategica -trasparenza, partecipazione ed elettorale- e la parte trentina del Parco dello Stelvio sono i promotori di un percorso partecipativo denominato “Il Parco che vorrei” per definire il piano del Parco e promuovere nuove occasione di sviluppo sostenibile. Amministratori, operatori economici, culturali e sociali dei Comuni del Parco, Peio e Rabbi, stanno rispondendo con entusiasmo. Ieri si sono svolti due incontri, partecipati sia a Cogolo sia a Rabbi. Il confronto era su mobilità sostenibile -Val del Monte e Val de la Mare- e valorizzazione del bramito del cervo nell’area del Comune di Peio; sulle valorizzazione del bramito del cervo e delle aree Plan, Piazzola e Somrabbi, a Rabbi.

davIl dirigente del servizio sviluppo sostenibile e aree protette Claudio Ferrari, nei due appuntamenti di ieri a Cogolo e a Rabbi, aiutato da Giovanna Siviero e Mauro Pancheri, facilitatori dell’unità di missione strategica trasparenza, partecipazione ed elettorale, ha fatto il punto sul confronto e sulle discussioni emerse nei precedenti incontri del percorso partecipativo.

A Cogolo il tavolo del confronto ha visto emergere diversi punti di vista sul progetto che dovrebbe sperimentare (già quest’estate, con due o più giornate, a fine mese e ad agosto) una diversa mobilità rispetto all’uso dell’auto privata in Val del Monte e in Val de la Mare. Se, sulla sperimentazione, in attesa della definizione dettagliata del progetto di mobilità sostenibile, c’è forte consenso, diverse sono le modalità scaturite dal dibattito. Albergatori, referenti turistici di diversi ambiti, amministratori locali di vario livello, hanno animato per più di un’ora e mezzo la discussione. L’uso della navetta a pagamento e quello di biciclette e mountain bike sono stati posti come mezzi da preferire. Il confronto poi, si è sviluppato sulla valorizzazione del bramito del cervo in percorsi predefiniti da percorrere sia a piedi sia, eventualmente, in mountain bike. Ad “orientare” i partecipanti alla discussione in merito alla valorizzazione del bramito del cervo, Elena Guella e Natalia Bragalanti. Emersa la necessità di accompagnare la valorizzazione del cervo con una campagna educativa per evitare una fruizione non corretta. Per la valorizzazione del bramito del cervo è stata individuata la zona Verdignana-Levi, per questo è stato suggerito “è utile intensificare la manutenzione dei sentieri e sistemata Malga Verdignana.

A San Bernardo di Rabbi, le persone intervenute sono state ancora più numerose che a Cogolo e, fra queste, il sindaco Lorenzo Cicolini che riveste anche il ruolo di presidente del comitato provinciale di coordinamento e indirizzo del Parco nazionale dello Stelvio Trentino. La Val Maleda, una delle zone, a detta di alcuni residenti della bella valle trentina, “fra le più selvagge” è stata individuata come luogo adatto per la sperimentazione e la regolamentazione della valorizzazione turistica del bramito del cervo. Nella discussione e nel confronto è emerso un atteggiamento consapevole anche in merito alle piccole rinunce che, magari gli abitanti della valle, dovranno fare rispetto alla fruizione della zona, specie riguardo al raggiungimento di qualche cima già, di per sé poco frequentata. In sala erano presenti anche i rappresentanti della SAT, Società Alpinisti Tridentini, che hanno proposto la loro piena collaborazione per individuare e indicare i sentieri adatti alla valorizzazione del bramito del cervo in Val Maleda. All’incontro ha partecipato anche Luca Pedrotti, faunista del servizio sviluppo sostenibile e aree protette che ha proposto alcune riflessioni per aiutare la discussione e il confronto in merito alla valorizzazione del bramito del cervo.

Il secondo argomento di discussione nonché ipotesi di progetto di valorizzazione e quindi – di nuovo sviluppo – delle aree Plan, Piazzola e Somrabbi (già al centro di una prima discussione in incontri precedenti, così come per il bramito del cervo), ha sortito, prima di tutto, la volontà di mettere in rete e promuovere le opportunità del territorio, creando collegamenti con il prospettato centro visitatori, la foresteria, le terme, il sentiero del latte, il caseificio turnario. Individuata anche l’opportunità di collegare le zone con ad esempio, le località Stablùm e Cavallar. Fra gli obiettivi anche quello di rifuggire da scelte che siano incompatibili con l’identità del territorio rispettando e collegando “l’insediamento sparso” di cui si compongono le zone individuate creando una sorta di “paese del parco”. A fine incontro sono stati proposti due tavoli di lavoto specifici per rendere più concrete le proposte individuate.


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