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Ghiacciai: presentato il “Nuovo catasto”. Smiraglia: “In 50 anni ridotta del 30% la superficie glaciale”

sabato, 31 ottobre 2015

Roma - La scienza: strumento fondamentale per le istituzioni pubbliche, guardando con occhi nuovi le montagne. Claudio Smiraglia e Guglielmina Diolaiuti del Dipartimento di Scienze della Terra “Ardito Desio” dell’Università di Milano hanno presentato alla Camera dei Deputati il lavoro condotto in questi anni insieme al loro team “Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani”, e hanno fornito – a pochi mesi dalla pubblicazione un aggiornamento importante sullo “scioglimento” e la trasformazione sempre più veloce dei ghiacciai presenti nelle Alpi: nell’arco di 50 anni la superficie glaciale italiana si è ridotta del 30%, un’area vasta come il lago di Como è sparita per sempre.

Il Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani, realizzato nell’ambito di un progGhiacciaietto sviluppato e coordinato dall’Università Statale di Milano, ha visto la partnership dell’Associazione EvK2CNR e il supporto di sponsor privati, oltre al contributo scientifico del Comitato Glaciologico Italiano.

La presentazione di lavori scientifici quale supporto tecnico-scientifico alle istituzioni pubbliche – in linea con quanto richiesto dall’accordo di programma siglato con il MIUR -, ha lo scopo di informare i policy makers con autorevolezza rispetto alla gravità di fenomeni come quello dello “scioglimento”, causa già oggi di ripercussioni importanti sull’entità delle risorse idriche e sull’estinzione di un elemento del paesaggio naturale – importante risorsa turistica e paesaggistica.

Sono intervenuti sul tema Ermete Realacci (Presidente VIII commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici), Umberto Martini (Presidente generale Club Alpino Italiano), Erminio Quartiani (Vicepresidente generale Club Alpino Italiano con delega all’ambiente), Edoardo Zanchini (Vicepresidente nazionale di Legambiente), Pippo Onufrio (Direttore Greenpeace Italia), Maria Grazia Midulla (Responsabile Clima ed Energia WWF Italia), Enrico Borghi (Presidente di UNCEM e dell’Intergruppo Parlamentare per lo Sviluppo della Montagna), Giampiero Dalla Zuanna, Alberto Laniece, Mirko Busto, Marina Berlingheri, Serena Pellegrino, Salvatore Matarrese, Samuele Segoni, Anna Giorgi (nella foto sotto).

L’Università della Montagna (UNIMI) insieme al Dipartimento di Scienze della Terra hanno sottEdolo Unimont - Romaolineato come oggi sia urgente per le politiche prendere consapevolezza, essere aggiornati sulla veloce trasformazione del territorio e attivare progetti integrati e di squadra che sfruttino il potenziale delle montagne. Roma è lontana dalle cime, ma la necessità di considerare città e montagna come un sistema unico diventa indispensabile per affrontare problematiche che legano indissolubilmente queste due dimensioni nella catena produzione e consumo – dalla risorsa idrica alla produzione di energia, dalla gestione del rischio al ripopolamento e creazione di posti di lavoro.


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