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Gestione associata, patto di stabilità e finanziamenti: ecco le decisioni delle autonomie locali trentine

giovedì, 15 ottobre 2015

Trento – Via libera ad alcune importanti decisioni sugli enti locali. Con l’ausilio del voto elettronico (23 voti a favore e 1 astenuto) il Consiglio delle autonomie locali ha dato parere positivo alla proposta inerente i criteri di riparto delle decurtazioni previste a valere sul fondo perequativo per l’anno 2015.

Il tutto si inserisce nel Protocollo d’intesa di finanza locale che – ha precisato il Presidente Paride Gianmoena – per il 2015, individua un percorso di compartecipazione del sistema delle autonomie locali alla riduzione delle spese correnti, quantificata in 30,6 milioni di euro per il periodo 2013-2017. Gianmoena ha anche sottolineato come si sia condiviso di allineare il livello di spesa standard a quello di efficienza e di come sia stato introdotto il fondo di solidarietà deciso di concerto con la Provincia. Gianmoena Rossi Daldoss

Ai lavori era presente anche l’Assessore provinciale agli Enti Locali Carlo Daldoss. È stato chiarito anche che l’introduzione dell’Imis, in sostituzione di Imu e Tasi, ha reso necessaria la ridefinizione dell’ammontare complessivo dei criteri di riparto del Fondo perequativo. Tutto ciò ha comportato una revisione del programma di stima tramite l’acquisizione di dati da parte dei Comuni (Nella foto Rossi, Gianmoena e Daldoss).

La proposta si compone della decurtazione prevista dal protocollo d’Intesa (6,1 milioni di euro); la decurtazione dovuta per il gettito derivante da immobili di categoria D (50milioni di euro) da riservare allo Stato e della decurtazione che fa seguito all’incremento di entrate da parte dei Comuni per effetto del passaggio dall’ICI all’IMUP (67milioni di euro).

La decurtazione prevista dal Protocollo d’Intesa per il 2015, è di 6.1 milioni di euro ripartita per il 40 per cento tra i Comuni di Trento e Rovereto (2.440.000 euro).

Il 60 per cento viene, invece, suddiviso in 1.760.00 euro tra tutti i Comuni (esclusi Trento e Rovereto e i Comuni fusi a partire dal 2015 o che lo saranno nel 2016) in proporzione allo scostamento positivo tra spesa corrente effettiva pro capite e livello standardizzato di spesa; 900.000 euro, tra gli stessi Comuni, in proporzione alla dimensione demografica. Infine 1 milione di euro viene ripartito tra i Comuni con popolazione inferiore ai 3mila abitanti facendo riferimento ai criteri di efficienza.

È stato precisato, inoltre, che i Comuni interessati da processi di fusione dal 2015 o che lo saranno nel 2016, sono esclusi dal riparto della decurtazione. Numerosi i chiarimenti chiesti all’Assessore Carlo Daldoss soprattutto sulla spalmatura della decurtazione nel caso di nuovi processi di fusione e sul tema della previsione di entrate proprie (in calo nei Comuni di Trento e Rovereto). Sempre sul tema delle entrate è stata chiesta una ridefinizione della definizioni degli Enti Strumentali. Osservazioni che l’Assessore ha colto e che, ha assicurato al Presidente Gianmoena, verranno approfondite nel prossimo Protocollo.

PATTO DI STABILITÀ PER I COMUNI TRENTINI CON POPOLAZIONE SUPERIORE AI 1.000 ABITANTI
Parere favorevole del Cal alla proposta di deliberazione della Giunta provinciale concernente “Patto di stabilità per i Comuni trentini con popolazione superiore ai 1.000 abitanti. Determinazione obbiettivi di saldo finanziario di competenza mista per l’esercizio finanziario 2015″.

Il saldo obbiettivo complessivo per il 2015 è pari a 38.294 milioni. L’obbiettivo di competenza dei singoli comuni ammonta a 33.753 milioni. Sono esclusi dal patto di stabilità per 5 anni i Comuni istituti a seguito di fusione nel 2015. Entro il 15 ottobre i Comuni potranno attivare compensazioni finanziarie orizzontali tra di loro. Entro il 2 dicembre i Comuni che prevedono di non raggiungere il saldo obbiettivo 2015 potranno acquisire spazi finanziari nell’ambito della quota di riserva del fondo di solidarietà. Viste anche le trattative con il Governo l’Assessore Daldoss ha chiesto ai Comuni di segnalare eventuali spese non effettuate.

ILLUSTRAZIONE CONTENUTI PROTOCOLLO D’INTESA IN MATERIA DI FINANZA LOCALE PER IL 2016
La riunione del Cal ha visto oggi la prima illustrazione dei principali contenuti del Protocollo d’intesa in materia di finanza locale per l’anno 2016. È stato l’Assessore Daldoss che ha illustrato le linee guida della Proposta per il 2016. Una Proposta che in alcuni ambiti non è definita, vista la necessità di confrontarsi con le politiche finanziare dello Stato, ma che prevede una compartecipazione al contenimento della spesa pari a 9milioni di euro, tenendo presente che la Provincia si accolla 3milioni150mila euro di interessi passivi sull’estinzione anticipata dei mutui dei Comuni.

Daldoss ha sottolineato, ancora, che il contesto attuale vedrà il bilancio della Pat in diminuzione, nonostante l’incremento del Pil. Ciò rende necessario agire sulla spesa corrente.

Tutto sarà più definito in occasione della Legge di Stabilità che darà indicazioni sulle politiche fiscali del Governo e di conseguenza sulla finanziaria della Pat. Daldoss ha quindi precisato che l’intenzione, in virtù delle competenze fiscali della Provincia, è quella di non abolire la tassa sulla prima casa, ma di alzare la quota di esenzione. Come precisato si agirà sulla spesa corrente. Strada virtuosa che per i Comuni è già stata intrapresa negli scorsi anni. L’obbiettivo è dirottare maggiori risorse negli investimenti sul territorio. Per il 2016 è prevista, inoltre, una riduzione del turn over e cioè la sostituzione di un lavoratore per ogni 10 che vanno in pensione. Anche in merito alle gestioni associate sono previsti obbiettivi di risparmio di spesa. Caleranno anche i segretari comunali stimati in un numero massimo di circa 25 con un segretario ogni 3 Comuni per quelle municipalità che non vanno a fusione. Per le Comunità si prevede una riduzione del 5 per cento del Fondo attività istituzionali.

Il Presidente Gianmoena, dati alla mano, non ha nascosto come il peso per i Comuni sia considerevole: “L’impegno sulla riduzione della spesa corrente rimane prioritario – ha detto – ma l’impianto generale necessità di ulteriori approfondimenti, soprattutto sugli ulteriori 9milioni di euro richiesti”. è stata ribadita la necessità di allentare il Patto di stabilità per greare budget: una manovra inserita nella partita fra Provincia e Governo nazionale.

Numerosi gli interventi con richieste precise di un confronto nel merito dei diversi aspetti del documento illustrato. Particolarmente sentita la questione personale. Su questo punto è stata chiesta la possibilità per i Comuni di ricorrere a personale pubblico qualificato attualmente in forza all’Itea.

Gianmoena ha auspicato un confronto attento, a 360 gradi, tra i vari Comuni per valutare meriti e necessità. In seguito agli interventi Daldoss ha precisato che le scelte sul fondo perequativo vanno decise in seno al Consiglio delle autonomie, ma che non bisogna dimenticare il suo obbiettivo di solidarietà territoriale. Prioritaria rimane l’efficienza dei servizi destinando le risorse risparmiate agli investimenti. Sarà comunque – ha concluso Daldoss – un protocollo impegnativo.

GESTIONI ASSOCIATE OBBLIGATORIE
Approfondimento del Consiglio delle autonomie locali, con l’Assessore agli Enti Locali della PAT Carlo Daldoss, in merito al tema delle gestioni associate obbligatorie. Un punto che è arrivato in discussione dopo che nei giorni scorsi il Presidente Gianmoena si è confrontato con i territori in una serie di incontri da dove è emersa la necessità di avere maggiore chiarezza sugli obbiettivi delle gestioni associate. Il Presidente Gianmoena e i rappresentanti del Cal hanno condiviso la necessità di raggiungere gli obbiettivi. L’Assessore ha fornito elaborazioni precise e puntuali che, sulla base spesa standard, fissano un risparmio di 18 milioni di euro sui 3 anni per le gestioni associate con abitanti con un minimo di 5mila abitanti.

Per quanto riguarda le gestioni associate si prevede la costituzione di una quarantina di ambiti coinvolgendo 143 Comuni e una popolazione di oltre 220 mila abitanti.

In merito il Sindaco di Cavedine, Maria Ceschini, ha espresso la sua assoluta contrarietà alla proposta illustrata il 23 settembre scorso che prevede la costituzione di un ambito unico Cavedine – Dro – Drena senza possibilità di deroga, come, invece, risulterebbe in altre situazioni. Su questo tema il Presidente Gianmoena ha annunciato un incontro per la prossima settimana.


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