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Emergenza orsi in Trentino: ordinanza del presidente Rossi per intervento di monitoraggio, identificazione e rimozione

lunedì, 24 luglio 2017

Terlago – Il presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi ha firmato stamani l’ordinanza che segue all’attacco di un orso bruno ai danni di una persona avvenuto sabato in località Predera, nel territorio di Terlago, Comune di Vallelaghi, L’ordinanza prevede un “intervento di monitoraggio, identificazione e rimozione di un orso pericoloso per l’incolumità e la sicurezza pubblica”.

L’ordinanza contingibile e urgente è, lo ricordiamo, il principale strumento di cui l’amministrazione provinciale dispone per la gestione di eventi straordinari come quello di due giorni fa.

Domani si riunirà la Commissione dei 12 per l’esame della norma di attuazione depositata dalla Provincia autonoma, che, se approvata, consentirebbe alla Provincia autonoma di gestire in via ordinaria, e quindi in maniera diretta e più rapida, nel rispetto del quadro normativo nazionale ed europeo, tutto quanto concerne la presenza dell’orso in Trentino.

Continua nel frattempo l’attività di monitoraggio e presidio della zona con personale forestale sia nei 5 punti di accesso principali, anche con il compito di informare le persone che vi transitassero, sia con una squadra di emergenza di quattro persone e due cani finalizzata anche alle attività di cattura previste dall’ordinanza.

Il presidente, esercitando i poteri contingibili e urgenti attribuitigli dalla legge, e visto quanto disposto dal Pacobace (Piano di azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno sulle Alpi centro-orientali) ha ordinato con l’atto firmato stamani al Servizio Foreste e Fauna, tramite il personale del Corpo forestale trentino, di procedere, nel più breve tempo possibile, ad eseguire nell’ordine le seguenti attività:

1) monitorare in maniera intensiva l’area ove si è verificato l’incidente e gli areali potenzialmente interessati dall’animale, al fine di assicurare la massima prevenzione possibile a tutela dell’incolumità e della sicurezza pubblica;

2) procedere nel più breve tempo possibile, a mettere in campo le azioni necessarie all’identificazione genetica ed al riconoscimento dell’esemplare che si è reso protagonista dell’incidente in oggetto, compatibilmente con i limiti tecnici insiti in tale tipo di attività;

3) procedere, ad avvenuta identificazione e riconoscimento dell’animale, alla rimozione dello stesso, applicando le misure alternativamente previste dalle lettere j) e k) del medesimo Piano, che saranno disposte in relazione alle circostanze di tempo e luogo sussistenti al momento, avuto riguardo al fatto che la fattispecie comportamentale dell’animale integra il massimo livello della scala di pericolosità prevista dal Pacobace.


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