QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Emergenza 112, arriva il nuovo numero unico europeo in Trentino

giovedì, 1 giugno 2017

Trento – Dal 6 giugno entrerà ufficialmente in vigore anche in Trentino il Numero Unico Europeo di emergenza 112. In caso di bisogno il cittadino dovrà comporre il numero di telefono 112 per contattare la Centrale Unica di Risposta (C.U.R.) che, secondo il tipo di emergenza, smisterà la chiamata alle centrali operative di secondo livello: Carabinieri, Polizia, Vigili del Fuoco e Soccorso sanitario.

t112 è un servizio gratuito, attivo 24 ore su 24 in tutti i Paesi dell’Unione Europea ed è disponibile sia da telefono fisso sia mobile. Il nuovo servizio garantisce vantaggi concreti al cittadino: riduzione dei tempi di attesa, localizzazione automatica del chiamante, accesso ad utenti diversamente abili (grazie all’app mobile) e servizio multilingue. Dove già attivo, 112 ha permesso di filtrare oltre il 50 per cento di chiamate inappropriate con la conseguenza di permettere agli operatori delle centrali di carabinieri, polizia, vigili del fuoco e sanità di ottimizzare e qualificare la gestione delle singole chiamate di emergenze del cittadino. A partire da giugno, inizierà in Trentino anche una campagna informativa su larga scala volta ad informare tutti i cittadini e i turisti sul nuovo servizio. La campagna informativa comprenderà spot radio e tv, inserzioni su quotidiani, materiale informativo (locandine e cartoline) presso tutti gli uffici della pubblica amministrazione trentina, ospedali, strutture sanitarie, farmacie, alberghi, strutture turistiche e rifugi.

L’introduzione del nuovo Numero Unico di emergenza Europeo 112 cambia le modalità di gestione delle emergenze: una centrale unica risponderà a tutte le chiamate e provvederà all’inoltro alle centrali operative di Carabinieri, Polizia, Vigili del fuoco e Soccorso sanitario.

Per il cittadino è tutto più semplice: l’emergenza avrà il solo numero 112 che sostituirà tutti gli altri, ovvero 112 (Carabinieri), 113 (Polizia), 115 (Vigili del fuoco) e 118 (Soccorso sanitario). Questi numeri rimarranno comunque attivi e indirizzati verso il 112.

In una situazione di emergenza il nuovo servizio funzionerà in questo modo: il cittadino chiama 112 e, in meno di un minuto, uno degli operatori della Centrale Unica di Risposta (C.U.R.) prenderà in carico la chiamata, identificherà il chiamante e localizzerà l’evento, compilerà la scheda contatto ed inoltrerà la chiamata, se di emergenza, alla centrale operativa di secondo livello competente per il territorio e la natura dell’emergenza.

La chiamata al 112 sarà possibile anche attraverso l’app “112 – Where are U” , consentendo la localizzazione puntuale del chiamante grazie al Gps presente su tutti gli smartphone. L’applicazione garantisce, inoltre, l’accesso al servizio ai diversamente abili permettendo di effettuare una “chiamata muta”.

112 garantirà un altro prezioso servizio di supporto alla chiamata di emergenza, ovvero la traduzione simultanea in 14 lingue differenti. Il cittadino che parla una lingua straniera o il turista in difficoltà potrà chiamare il 112 e parlare con l’operatore e contemporaneamente, avere in conferenza telefonica un interprete madrelingua. Il servizio di traduzione è garantito 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno.

112 seguirà il cittadino anche all’estero nei Paesi membri dell’Unione Europea, dove il servizio è già attivo e riconosciuto.

In Trentino, la Centrale Unica di Risposta è stata realizzata ed opera in via Giovanni Pedrotti 18 a Trento. L’introduzione del nuovo numero unico 112 in Trentino è fissata per il prossimo 6 giugno.

Sono intervenuti alla presenzatione del nuovo servizio l’assessore alla Protezione civile, Tiziano Mellarini, l’assessore alla salute, Luca Zeni, il Commissario del Governo, Pasquale Antonio Gioffrè, il Questore, Massimo D’Ambrosio, il Comandante provinciale dei Carabinieri, Tenente Colonnello Luca Volpi e Paolo BordonDirettore dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari. Presenti anche Stefano De Vigili, dirigente del Dipartimento della Protezione Civile e Luisa Zappiniresponsabile del Servizio Centrale Unica di Emergenza e Adriano Alimonta Presidente del Soccorso Alpino. 

Un’emergenza? Basta un numero. Chiama il 112

Alto Adige: assistenza d’emergenza anche nelle zone periferiche

Come è noto sino alla sentenza negativa della Cassazione, che ha interrotto questa prestazione, i medici di medicina generale in Val Gardena, Val Venosta e Val Pustera avevano sostenuto il Servizio di emergenza provinciale.

Anche questa tematica è stata discussa ne corso delle trattative contrattuali con i medici di medicina generale e, di comune accordo, si è deciso che i medici di famiglia debbano tornare ad occuparsi del Servizio di emergenza, laddove essi abbiano determinati requisiti.

Tra questi vi è l’acquisizione, da parte dei medici di famiglia, di una specifica formazione e del relativo aggiornamento nel campo della medicina d’urgenza, nonché la relativa dichiarazione di disponibilità da parte del medico di medicina generale. Nel corso del suo intervento il medico deve comunque provvedere ad assicurare la continuità assistenziale attraverso un suo sostituto.

“Abbiamo ritenuto opportuno” ha affermato l’assessora Martha Stocker al termine della seduta dell’Esecutivo “che il Servizio di emergenza possa essere coadiuvato dall’intervento preliminare dei medici di base presenti sul territorio.

In questo modo viene garantito il trattamento dei pazienti in maniera tempestiva e, nel contempo, si ottiene un risparmio di risorse”.

Il compenso per l’intervento del medico di medicina generale a sostegno del Servizio di emergenza provinciale, richiesto dalla Centrale provinciale di emergenza, viene erogato in maniera forfetaria.

“Grazie a queste misure siamo nuovamente in grado di garantire un’ulteriore sicurezza della medicina d’emergenza nelle zone periferiche” conclude l’assessora Stocker.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136