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Decreto sicurezza, intervento in aula del senatore Panizza: “Provvedimento necessario”

giovedì, 13 aprile 2017

Trento – Confronto aperto sul decreto sicurezza in città. Messaggio del senatore Franco Panizza (PATT). “Quello sulla sicurezza dei centri abitati è un provvedimento utile, a condizione che si prosegua con determinazione su questa strada, senza pensare d’aver risolto tutto con una legge”, in sintesi l’intervento in aula del segretario politico del PATT, senatore Franco Panizza (nella foto).

Franco Panizza 1

“L’azione delle forze di polizia – ha detto Panizza – è fondamentale. Occorre aumentare risorse, strumenti e personale, se vogliamo far sentire i cittadini davvero sicuri. I furti negli appartamenti che restano impuniti nel 97% dei casi, la prostituzione lungo le strade, gli scippi, i borseggi, l’attività di spaccio che sequestra intere piazze e strade delle nostre città. Sono problemi che bisogna affrontare con decisione e con il contributo di tutti, perché, da sole, le forze dell’ordine non ce la possono fare”.

“Per questo bene aver dato nuovi strumenti ai sindaci, dalle ordinanze dirette rispetto a situazioni di degrado e contrasto a situazioni di illegalità come, ad esempio, l’occupazione illecita degli spazi, fino al Daspo per gli spacciatori – prosegue il senatore trentino -: i sindaci sono quelli su cui ricadono le preoccupazioni dei cittadini ma sono anche quelli che hanno la maggiore conoscenza del territorio, in grado quindi di individuare la tipologia d’interventi necessari”.

Panizza ha voluto menzionare il piazzale della stazione a Trento: “Grazie al controllo delle forze dell’ordine è stata ripristinata una parziale e molto fragile legalità, non solo dai ripetuti furti, ma anche dalle spese per pulire le vetrine del proprio negozio o le proprie abitazioni prese di mira da qualche writer”.

“La sicurezza – ha continuato Panizza – è un diritto che si conquista con il contributo di tutti, delle istituzioni e delle forze di polizia, ma anche dei cittadini che devono avere cura del loro territorio e operare, nel loro piccolo, per favorire la loro azione: in questo senso bene il coinvolgimento attivo del volontariato per contrastare il disagio sociale e favorire l’integrazione. Questo provvedimento guarda ai più deboli ed esposti, perché i soggetti forti la sicurezza sono in grado di assicurarsela privatamente. A condizione naturalmente che, anche nei prossimi interventi normativi, si proceda lungo la strada che è stata tracciata e non si facciano retromarce, come troppe volte abbiamo visto fare in questo nostro Paese”.

“Un provvedimento che apprezziamo – conclude Panizza -, anche perché giunge a poche settimane da quello sull’immigrazione. L’Italia, come abbiamo detto più volte, non ce la può fare da sola ad affrontare un fenomeno così grande ed epocale. Accelerare le procedure di rimpatrio per chi non fugge dalla guerra, vuol dire anche prevenire l’insorgere di possibili tensioni sociali, vuol dire anche diminuire la pressione su quei territori che sono più esposti al fenomeno. Insomma, noi crediamo che i due provvedimenti viaggino assieme, in una strada che va perseguita senza tentennamenti, con determinazione, per aumentare la sicurezza delle nostre città, dei nostri paesi”.


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