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Congresso PATT 2016: intervista al segretario politico, il senatore Panizza

venerdì, 15 gennaio 2016

Trento –  Il PATT è avviato verso il congresso, in programma il prossimo 13 marzo al Palarotari di Mezzocorona. Quattro le tesi congressuali in discussione e in queste settimane si svolgeranno le assemblee territoriali con l’elezione dei delegati. Abbiamo intervistato il senatore Franco Panizza, segretario politico del PATT (Partito Autonomista Trentino Tirolese).

Senatore Franco Panizza 1

Senatore Panizza, il congresso del PATT è dietro l’angolo, quali novità ci sono rispetto a quattro anni fa?

C’è un partito in salute che è cresciuto in consensi e in importanza nel quadro politico. Un partito che è chiamato a onorare l’impegno degli elettori governando bene la Provincia e difendendo la nostra autonomia, mai così minacciata come in questa fase, come siamo riusciti a fare nel delicatissimo passaggio della riforma costituzionale. Un partito di popolo che deve guardare al futuro con la forza e l’ispirazione che proviene dalla nostra storia, dalla nostra identità, dai nostri valori di sempre.

Come segretario politico del PATT quali proposte ha portato avanti in questi anni e con quali risultati?

Io sono stato solo l’allenatore di una squadra forte che in questi anni ha giocato tante partite vincenti, a cominciare dalla prima, storica, elezione di un presidente autonomista da quando esiste l’elezione diretta. Una squadra che, come dicevo prima, è diventata centrale nella politica trentina perché ha lavorato con grande umiltà, pancia a terra, per rappresentare e difendere le istanze e i bisogni della nostra gente, in una fase storica complicatissima tra l’incudine della crisi economica e il martello dell’attacco all’autonomia. Un lavoro che ovviamente non è concluso e che deve essere la stella polare del nostro impegno anche negli anni a venire, per un Trentino che torni a guardare con fiducia al domani, coniugando sempre innovazione, competitività e coesione sociale.

Le scelte politiche e le alleanze sia a Roma che in Trentino  sono in discussione?

No, assolutamente. Siamo parte del centrosinistra, a Roma come a Trento, in un’alleanza basata su precisi impegni programmatici. In Trentino abbiamo vinto le primarie ed abbiamo la responsabilità e l’onore di guidare la coalizione con il Presidente Rossi. A Roma abbiamo siglato un preciso accordo programmatico, assieme alla SVP, con il Partito Democratico. Un accordo che ci ha permesso di chiudere due anni fa la nuova intesa finanziaria tra lo Stato e le Autonomie speciali e che ha visto il riconoscimento della nostra specificità nella nuova carta costituzionale.

In questi anni il PATT è cresciuto come iscritti?

Sì, oggi superiamo i tremila iscritti, un dato non da poco, soprattutto in una fase storica caratterizzata dalla disaffezione e dalla sfiducia verso i partiti. Un partito che oggi viene visto con simpatia e interesse e che ha ottenuto consensi anche da chi non si definisce autonomista. È la riprova di una forza in salute, in grado di dialogare con tanti Trentini ponendosi come forza credibile e autorevole per la guida della Provincia, della Regione ed ora anche dell’Euregio, per rappresentare il nostro territorio a Roma, una forza che è risorsa di tutto il Trentino.

Il PATT, nelle ultime tornate elettorali, si è affermato  sia a Trento che nelle realtà locali. Come si avvicinano i cittadini alla politica?

Con un grande lavoro quotidiano, in grado di unire visione e idealità con un’attenzione anche ai più piccoli problemi della gente. Se mi è consentita la battuta, tenendo in una mano il cannocchiale per avere una visione larga e lunga e nell’altra il cacciavite per aggiustare anche le più piccole cose che non funzionano. Oggi il nostro Partito è un interlocutore autorevole per la piccola e la media impresa, per i commercianti e gli artigiani, per gli agricoltori e il mondo della cooperazione, per tanti lavoratori, per giovani e donne che chiedono una politica attenta ai bisogni concreti delle persone, ma che hanno anche bisogno di una rotta, di una visione sul senso e sul valore della nostra comunità.

Al prossimo congresso, in programma  il 13 marzo, sono in discussione quattro tesi congressuali, la tesi Panizza- Marchiori su cosa punta?

A dare gambe e forza alla crescita e alla centralità che il PATT si è guadagnato in questi anni. Vogliamo rafforzare la centralità delle Sezioni nella nostra vita politica, perché siamo un partito popolare e radicato, laddove la partecipazione dei nostri militanti deve costituire sempre più il nostro valore aggiunto. Il tutto per innervare e dare forza all’azione di Governo, rispondendo nel modo migliore possibile al grande investimento di fiducia che i Trentini hanno fatto in noi. Non a caso la nostra tesi ha per titolo “Il coraggio di essere protagonisti”.

Può indicarci a grandi linee le proposte per il prossimo quadriennio?

Il nostro principale dovere oggi è governare bene, perché è la strada maestra per difendere la nostra autonomia. Se vogliamo che sia capita anche fuori dai nostri confini, dobbiamo essere un esempio di buongoverno, un laboratorio per dire che una maggiore autonomia dei territori, nel Paese dei cento campanili, non è il problema ma una possibile soluzione. E allora, per una forza come la nostra, nell’attuale fase storica, è indispensabile ingaggiare e vincere questa sfida. Non ci sono altre strade.

L’apertura a giovani e nuove leve è un segnale forte in questo momento politico?

Il nostro Partito già da tempo ha fatto un importante investimento per il rinnovamento generazionale e per far crescere una nuova classe dirigente. Con l’eccezione di Dallapiccola e Rossi, la nostra delegazione in Consiglio provinciale è tutta al primo mandato. Anche nei Comuni una nuova classe dirigente è cresciuta. Oggi il nostro obiettivo è continuare lungo questo percorso, guardando al movimento giovanile – da sempre fucina di esponenti importanti del nostro partito – e anche a quello delle donne, perché oramai una politica tutta al maschile è una politica con una visione monca della realtà.

Le tappe di avvicinamento al congresso del  13 marzo, incontri congressuali e scadenze.

La fase congressuale è iniziata con il deposito delle tesi congressuali e delle candidature alla Segreteria e alla Vicesegreteria politica. Adesso ci attende un impegnativo ciclo di incontri sul territorio che durerà quasi due mesi e che ci porterà ad incontrare gli iscritti del Partito in 15 diversi luoghi del Trentino. Abbiamo iniziato l’11 gennaio a Folgaria  e concluderemo il 29 febbraio con l’assemblea della Paganella, dopo essere passati per Trento, Mezzolombardo, Riva del Garda, Rovereto, Pergine, Borgo Valsugana, Verla di Giovo, Predazzo, Malè, Cles, Tonadico, Padergnone e Tione.

Dopo le assemblee di ambito, che eleggeranno i delegati al Congresso e i rappresentanti del territorio nel Consiglio del Partito, l’ultima scadenza sarà il 9 marzo, data entro la quale dovranno essere depositate le candidature alla Presidenza e alla Vicepresidenza del Partito. Da quel momento in poi, tutte le attenzioni saranno concentrate sulla giornata Congressuale di domenica 13 marzo, che anche quest’anno sarà nella grande struttura del Palarotari di Mezzocorona.

Chi eleggerà il segretario?

Nelle assemblee precongressuali, che si svolgeranno in tutti gli ambiti del Trentino che corrispondono alle Comunità di valle, gli iscritti voteranno i rappresentanti di zona nel Consiglio provinciale del Partito e i 250 delegati che andranno ad unirsi ai 97 delegati di diritto. Il meccanismo di elezione dei delegati è abbastanza articolato per i non addetti ai lavori, ma è stato pensato per garantire la massima trasparenza e la massima democrazia interna, assieme alla tutela delle minoranze interne (per una quota minima del 35%) e alla giusta rappresentanza delle donne (per una quota minima del 30%). Saranno poi i delegati eletti con questo meccanismo, assieme a quelli di diritto, a decidere, durante il Congresso, il Segretario e il Vicesegretario politico, nonché il Presidente del Partito e il suo Vice.

di Alberto Panzeri


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