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Caso Daniza al Passo Tonale, appaiono striscioni sulla SS42: “Non andate in Trentino”. E’ polemica

domenica, 4 gennaio 2015

Passo Tonale (Al. Pa.) – La protesta per la morte dell’orsa Daniza, avvenuta la scorsa estate in Val Rendena, è approdata al Passo Tonale, dove nella mattinata sono apparsi striscioni nella zona della cabinovia rossa che dal Tonale porta al Passo Paradiso: “Daniza sei sempre nei nostri cuori”, poi “Fai una scelta consapevole non oltrepassare il confine, giustizia per Daniza, Trentino vergogna”, “Daniza ammazzata per il tuo inutile divertimento”.PR0OTESTA DANIZA TONALE 1

Le scritte rosse su lenzuola bianca, di un gruppo di animalisti “Ombre nel buio” con sede a Desenzano del Garda, hanno attirato l’attenzione di migliaia di turisti e sciatori che hanno raggiunto la località sciistica in una bellissima giornata di sole, pur fredda in vetta e ventosa. Non sono mancate polemiche, in particolare alcuni sciatori hanno mandato un messaggio chiaro ai manifestanti sulle scelte legate alla caccia.

L’INCHIESTA

La vicenda dell’uccisione di Daniza ha diviso il Trentino e l’Italia l’estate scorsa e ancora divide, visti gli striscioni che sono apparsi oggi al Tonale da parte di un gruppo animalista. Intanto l’inchiesta va verso l’archiviazione: la Procura di Trento ha infatti chiesto prima di Natale l’archiviazione del procedimento aperto dopo la morte dell’orsa Daniza, avvenuta nell’agosto scorso in seguito alla somministrazione di narcotico usato per la sua cattura del plantigrado.

protesta Passo Tonale

Secondo il procuratore Giuseppe Amato non sono ravvisabili responsabilità penali nell’operazione condotta dai Forestali in esecuzione di un’ordinanza della Provincia di Trento che intendeva salvaguardare gli abitanti da possibili rischi dovuti alla problematicità del plantigrado. Se le procedure per la cattura e la dose di narcotico usata sono risultate corrette, per la Procura di Trento l’unica responsabilità va addebitata al veterinario che avrebbe gestito male la fase di crisi seguita alla somministrazione del narcotico. Secondo la Procura di Trento “Il problema è insorto per la non adeguata capacità del veterinario di contrastare in modo efficace la complicanza della narcosi, sostanziatasi nella ipossiemia indotta dalla medetomidina”. In mancanza di rilevanza penale, il procuratore Amato indica una strada: “sarà la competente autorità amministrativa a dettare le opportune indicazioni”.

Alberto Panzeri


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