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Camera di Commercio: bollettini ingannevoli, un fenomeno in costante crescita in Trentino

martedì, 21 novembre 2017

Trento – La Camera di Commercio invita le imprese a diffidare di ogni richiesta impropria di denaro accompagnata da riferimenti alla Camera di commercio. Come già avvenuto in passato, l’Ente camerale mette in guardia dal ripetersi di un deplorevole fenomeno che ha come bersaglio il mondo delle imprese. Si tratta dell’invio di bollettini e moduli precompilati che, nominando in modo equivoco la Camera di Commercio, cercano di indurre i destinatari a sottoscrivere proposte commerciali non obbligatorie.

A seguito delle numerose segnalazioni l’Ente camerale di Trento invita a diffidare di ogni richiesta di denaro per l’iscrizione in annuari, registri e repertori o per presunte prestazioni assistenziali e previdenziali avanzate da organismi privati con denominazioni molto simili a quella della Camera di Commercio.

Tutte queste richieste si riferiscono a proposte commerciali che nulla hanno a che vedere con il pagamento obbligatorio del diritto annuale né con l’iscrizione in registri tenuti dall’Ente camerale e non sono in alcun modo riconducibili alla Camera di Commercio.

Anche l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha considerato queste iniziative come pratiche commerciali scorrette ai sensi del Codice del consumo, comminando agli autori sanzioni amministrative di centinaia di migliaia di euro e vietandone la continuazione.

Su iniziativa di Unioncamere la stessa Autorità ha predisposto il vademecum anti-inganni “Io non ci casco” contro le indebite richieste di pagamento inviate alle aziende. Il vademecum è scaricabile anche dal sito della Camera di Commercio di Trento.

Da parte loro, le imprese possono segnalare eventuali attività commerciali o azioni pubblicitarie ingannevoli all’Autorità garante della concorrenza e del mercato tramite il sito www.agcm.it oppure telefonando al numero verde 800 166 661.

Si segnala inoltre che la normativa vigente (art. 52 del Decreto legislativo n. 206 del 6 settembre 2005) garantisce il diritto di recesso entro 14 giorni dalla sottoscrizione dell’adesione per i contratti a distanza.


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