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Alpeggi, dalla Regione 2,5 milioni per il Sistema Montagna

giovedì, 8 agosto 2013

Milano -Regione Lombardia, attraverso la Direzione generale Agricoltura, ha stanziato 2,5 milioni di euro per interventi a favore del sistema agro-silvo-pastorale della montagna. ”Questo importante stanziamento, previsto dalla Legge 31/2008, – dichiara l’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava – a cui si aggiungono altre Misure alimentate dal Programma di sviluppo rurale, è frutto dell’attenzione di Regione Lombardia alle zone svantaggiate di montagna. Le risorse, in particolare, saranno destinate al miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie dei caseifici di montagna, dove si trasforma direttamente il latte prodotto dal bestiame, che pascola libero negli alpeggi d’alta quota”.

UE IMPONE REQUISITI SEVERI E COSTOSI
La normativa comunitaria impone, a tutela della salute e della sicurezza alimentare e del consumatore, requisiti molto severi e costosi anche per queste strutture di caseificazione di ridotte dimensioni e gestite da secoli direttamente dai caricatori d’alpeggio e dai loro familiari.

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TUTELARE VALORE PRODUZIONI
“L’obiettivo – illustra Fava – è di tutelare l’enorme valore alimentare e tradizionale delle produzioni, dando continuità all’antica tradizione di altissimo valore ambientale, che vede i caricatori d’alpeggio, nei mesi estivi, portare (‘caricare’ in gergo tecnico) il bestiame dalle stalle di fondo valle e di pianura su nelle praterie naturali d’alta quota”.

“Nelle praterie pascolate, infatti, – spiega l’assessore – vivono molte più specie botaniche rispetto alle zone riprese da rododendri, ginepri, ontani, larici e pini mughi. Un numero enormemente superiore di farfalle e coleotteri vive nelle cenosi erbacee pascolate e i pulcini dei tetraonidi, quali il gallo forcello, il cedrone e la pernice, hanno in queste aree aperte maggiori possibilità di sopravvivenza”.

NECESSARIA COOPERAZIONE TRA ISTITUZIONI E IMPRESE
“Se pensiamo - conclude l’assessore – che in Lombardia abbiamo oltre 800 alpeggi, risulta facile comprendere come, senza questa mutua cooperazione tra Istituzioni pubbliche ed imprese, si andrebbe incontro a un grave declino ambientale, oltre che produttivo”.

Le domande pervenute sono state selezionate dalle 23 Comunità montane della Lombardia, le quali verificano la progettazione e
la conformità delle opere realizzate e controllano i tempi di esecuzione. Gli interventi sono realizzabili solo nei mesi estivi, a causa del freddo e della neve che impedisce l’accesso ed i lavori da ottobre a maggio.


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