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Limiti al gioco d’azzardo, ok da Roma alle norme più rigide

giovedì, 7 settembre 2017

Quando:
14 settembre 2017@16:25–17:25 Europe/Rome Fuso orario
2017-09-14T16:25:00+02:00
2017-09-14T17:25:00+02:00

La posizione più severa della Provincia di Bolzano nei confronti del gioco d’azzardo è stata recepita dalla Conferenza Stato-Regioni. 

La tematica della limitazione del gioco d’azzardo e le relative caratteristiche dei punti di raccolta del gioco pubblico sono stati al centro della seduta odierna (7 settembre) della Conferenza Stato-Regioni a Roma alla quale ha preso parte l’assessora provinciale alla sanità ed alle politiche sociali, Martha Stocker. Su richiesta dell’assessora Stocker la Conferenza Stato-Regioni ha inserito nell’accordo nazionale relativo al contrasto del gioco d’azzardo il seguente passo: “le disposizioni specifiche in materia, previste in ogni Regione o Provincia autonoma, se prevedono una tutela maggiore, continueranno comunque ad esplicare la loro efficacia. Inoltre le Regioni e le Province autonome ai fini del contrasto delle patologie afferenti alla dipendenza da gioco d’azzardo, potranno prevedere forme maggiori di tutela per la popolazione.”

Nel caso in cui la richiesta non fosse stata accolta la Provincia di Bolzano aveva annunciato che non avrebbe aderito all’intesa. “Questo accordo va considerato un vero e proprio successo – sottolinea la Stocker – ci siamo impegnati affinché venisse assicurata una maggiore tutela della popolazione nei confronti del gioco d’azzardo ed in questo modo siamo in grado di proteggere maggiormente i giovani e le fasce potenzialmente più minacciate dalla ludopatia“. Nel 2012 la Giunta provinciale ha identificato determinate zone sensibili, ad esempio nei pressi delle scuole, ed ha quindi vietato l’apertura di sale giochi o di analoghe strutture in un raggio di 300 metri da questi edifici. “Grazie al testo approvato oggi queste decisioni potranno essere adottate anche in futuro nelle Regioni e nelle Province autonome”, ha aggiunto la Stocker.

Va sottolineato che il settore da un lato garantisce allo Stato importanti entrate erariali, che nel 2016 hanno raggiunto la ragguardevole cifra di 10,5 miliardi di euro, di cui 5,8 miliardi dai soli apparecchi slot, e dall’altro ha fatto registrare, anche in Alto Adige, un aumento dei casi di ludopatia con pesanti conseguenze sotto il profilo umano e sanitario, in gran parte a carico degli enti locali.


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