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Duferco Sviluppo: il nuovo impianto peaker per il bilanciamento della rete elettrica. Finalità, funzionamento, sostenibilità

venerdì, 1 febbraio 2019

Quando:
14 febbraio 2019@23:25–15 febbraio 2019@00:25 Europe/Rome Fuso orario
2019-02-14T23:25:00+01:00
2019-02-15T00:25:00+01:00

Un investimento che vale diverse decine di milioni di euro (circa 60 milioni di euro), inserito nell’ambito di un più ampio progetto di sviluppo e riconversione industriale. È quello che Duferco Sviluppo, società del gruppo internazionale Duferco, intende attuare nel sito siderurgico di via Bologna a Nave, nel Bresciano, acquisito nel 2017 dall’ex Gruppo Stefana in concordato preventivo.

 

Il progetto prevede la costruzione di un impianto peaker per il bilanciamento della rete elettrica alimentato a gas naturale. Un impianto che, quindi, non opererà sul mercato libero dell’energia, ma sul nascente mercato della capacità*, con l’obiettivo di contribuire a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di energia elettrica, scongiurando il pericolo black out della rete nazionale e favorendo la crescita delle energie rinnovabili.

 

«Tali tipi di impianto sono esplicitamente previsti dalla SEN (Strategia Energetica Nazionale) e dalla recente delibera “Energia-Clima” dell’attuale governo nazionale, laddove per far fronte alla sempre più spinta variabilità del sistema elettrico nazionale, dovuta alla crescente presenza delle FER (fonti energie rinnovabili), si prevedono questi impianti come i più idonei e i meno impattanti per il necessario bilanciamento della rete elettrica. Non si tratta quindi di impianti commerciali, perché il privato investitore non ne ha la disponibilità produttiva, ma di impianti di servizio direttamente gestiti da Terna e chiamati per un basso numero di ore l’anno (non più di 800 ore) esclusivamente in momenti di emergenza della rete» ha spiegato Antonio Gozzi, presidente di Duferco.

 

Quella di Duferco è una strategia di sviluppo a lungo termine del sito industriale, da metà 2017 in capo all’azienda che si è fatta carico di circa 140 addetti. Il sito di Nave è stato scelto anche per le caratteristiche tecniche esistenti: è già dotato delle infrastrutture idonee alla realizzazione dell’investimento (metanodotto, rete alta tensione, rete idrica autonoma).

 

«Risulta, quindi, nullo l’impatto in termini di consumo del suolo e molto limitato l’impatto delle opere accessorie» ha aggiunto Antonio Gozzi.

 

Le emissioni dell’impianto peaker in via di autorizzazione sarebbero, infine, solamente il 3,5% di quelle già autorizzate per lo stabilimento Duferco Sviluppo di Nave. Il sito, inoltre, emetterà 130 tonnellate in menoall’anno di ossidi di azoto (NOx) rispetto a quanto già autorizzato, poiché il treno di laminazione della vergella è fermo e non sarà riattivato in tempi brevi.

 

L’iter progettuale e autorizzativo dell’impianto dovrebbe terminare entro giugno 2020.



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