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Trento Film Festival: avventura, alpinismo, ambiente e Cile sono i grandi temi della 64^ edizione. Il programma

martedì, 26 aprile 2016

Trento – Siamo alla vigilia del grande evento: Trento Film Festival, in programma dal 28 aprile all’8 maggio. Cominciano la grande avventura, l’alpinismo, la tutela dell’ambiente e il Cile, tutti protagonisti della 64ª edizione.trento festival 10

Alla presenza di numerose autorità e dei rappresentanti dei soci del Trento Film Festival (il Comune di Trento, il CAI – soci fondatori – il Comune di Bolzano e la Camera di Commercio di Trento) è stato presentato ufficialmente il programma della 64esima edizione del Trento Film Festival che si svolgerà dal 28 aprile all’8 maggio.

«Anche quest’anno – ha detto il sindaco del Comune di Trento, Alessandro Andreatta – il Trento Film Festival ha saputo stupirci con un programma ricchissimo, capace di coniugare l’intrattenimento con l’approfondimento, lo spettacolo e l’avventura.

«Il traguardo dei 64 anni ha portato una seconda giovinezza alla rassegna, che si conferma l’appuntamento culturale più legato alla storia, alle persone della nostra città: quello che per primo ha dato a Trento una ribalta nazionale e internazionale, quello che ha aperto poi la strada a tutti gli altri grandi eventi.

«Prodotto autentico del nostro territorio, la Trento Film Festival però sa guardare lontano, questa volta fino in Cile, e ci arricchisce a ogni edizione di sensibilità, esperienze, nuove curiosità.»

«Gli oltre 500 film provenienti da tutto il mondo che quest’anno si sono iscritti al Trento Film Festival – ha evidenziato Roberto De Martin – testimoniano il ruolo che mantiene e rafforza la rassegna a livello internazionale, considerata per autori e produttori un trampolino di lancio come poche altre manifestazioni in Italia e all’estero.

«Questo ruolo rappresenta per noi e crediamo per il Trentino Alto Adige, motivo di orgoglio, ma allo stesso tempo di sprone per offrire a tutti gli appassionati di montagna, esplorazione e avventura un programma di proiezioni cinematografiche e di eventi sempre nuovo e all’altezza delle aspettative, capace di raccontare e interpretare il profondo rapporto che lega l’uomo alle alte quote.

«Un rapporto ancestrale che fa parte del nostro essere, in quanto parte della natura e delle sue leggi. In questo senso la 64. edizione del Trento Film Festival ha posto molta attenzione al rapporto dell’uomo con la montagna e più in generale con l’ambiente naturale, con diversi eventi che invitano a riscoprire le sensazioni che si provano a contatto con la natura e a riflettere sugli impegni che ognuno di noi può assumere nella vita di tutti i giorni per la salvaguardia del pianeta.»

«I profondi cambiamenti climatici – ha continuato il presidente del Film Festival – stanno trasformando il nostro modo di vivere, il nostro approccio alla montagna, all’avventura, con un paesaggio innevato ed estivo che muta e che a volte disorienta, imponendoci un momento di riflessione, per capire cosa sta accadendo e immaginare il futuro che appartiene ai giovani e per i quali abbiamo il dovere d’impegnarci.

«Per questo motivo il festival quest’anno dedica una particolare attenzione ai giovani, a cominciare dai più piccoli, con il Parco dei mestieri, per arrivare ai più grandi, con le proiezioni cinematografiche e con le serate di alpinismo, come quella con i forti esponenti delle nuove generazioni dei mitici Ragni di Lecco. Ragni che proprio quest’anno celebrano i settant’anni di fondazione e che hanno deciso di festeggiare questa importante ricorrenza al Trento Film Festival.»

«Bolzano – ha evidenziato il Vice Commissario vicario del Comune di Bolzano, Francesca De Carlini – è da sempre punto d’incontro tra persone e culture diverse, tra città e montagna, tra le varie forme d’arte e il cinema.
«Anche in questa circostanza, il Trento Film Festival invita a guardare oltre l’orizzonte fisico e culturale.
«Un Festival che di anno in anno si rinnova nel rispetto del suo passato, della sua storia, della sua tradizione e in assoluto, di tutti quei valori che sono insiti in coloro che considerano e rispettano la montagna in quanto bene prezioso da tutelare e valorizzare.
«È anche grazie al Trento Film Festival che, soprattutto i più giovani, possono compiere un percorso di avvicinamento a quella che si è soliti definire cultura della montagna.
«Per la Città di Bolzano, Porta delle Dolomiti, la collaborazione in qualità di socio del Film Festival, ovvero di una manifestazione di rilevanza e prestigio internazionale, rappresenta motivo di vanto e orgoglio.
«L’impegno del capoluogo altoatesino in questa prestigiosa istituzione offre lo spunto per ribadire la sua vocazione montana, così come la vicina Trento, nel cuore delle Alpi.
«Luoghi fisici e geografici in cui la montagna, non solo propone occasioni di riflessione e approfondimento, ma opportunità di convivenza e condivisione tra persone e genti diverse.»

«Sono davvero tante e svariate le proposte del programma di quest’anno – ha spiegato il direttore del Trento Film Festival, Luana Bisesti – ma ognuna di esse è legata al medesimo filo conduttore: il rapporto dell’uomo con la natura e la montagna.
«L’avvincente programma di film, fiction, documentari, restauri, presentazioni di libri, incontri con autori e registi, mostre, convegni, eventi, spettacoli, Cile, grandi imprese dell’alpinismo e dell’avventura, vuole essere un vero e proprio viaggio per capire, riflettere e immaginare il nostro futuro sul pianeta, alimentando sempre nuovi temi, cercando di destare emozioni, seminando curiosità, stimolando racconti.
«Una visione, questa, rappresentata dall’immagine ufficiale della 64. edizione del festival, realizzata da Michele Tranquillini, che esce dall’iconografia classica della montagna statica e triangolare, portandoci in un mondo, vibrante e svolazzante, fatto di storie.
«Storie che Tranquillini ha rappresentato come bandierine realizzate artigianalmente attraverso un paziente lavoro di costruzione e montaggio, utilizzando materiali di riciclo tratti dalla vita di tutti i giorni e dipinte con la tecnica a china.
«Queste bandierine al vento ricordano sicuramente quelle di preghiera tibetane, di stoffa colorata appese sugli alti picchi dell’Himalaya, tuttavia il loro significato è ben diverso e il loro intento è di omaggiare i racconti del festival attraverso il suo programma cinematografico e di appuntamenti».


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