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Sunà da Mars completamente bianco: si rinnova un rito tradizionale ad Aprica

martedì, 28 febbraio 2017

Aprica – Sunà da Mars completamente bianco dopo la nevicata. L’erba chiamata da mille campanacci provenienti dai fienili vuoti e dalle affamate stalle invocheranno, dovrà aspettare ancora a crescere. I contadini dovranno raschiare la brósca nelle masù e gli armenti saranno costretti ad accontentarsi dei resti” detro le ormai vuote preséf”.Aprica sunà de mars 20

Ieri sera, davanti a un bel tramonto dorato, si è svolta sul sagrato di San Pietro la cerimonia di benedizione degli ingredienti per il match del tradizionale  ”Sunà da Mars”: farina, sale, vino, acqua. Don Claudio Rossatti, affiancato dal parroco emerito don Augusto, ha rivolto poche parole al gruppo di convenuti – i rappresentanti delle sei contrade d’Aprica e qualche turista – invitando a ringraziare il Signore per gli alimenti e gli altri doni della natura.

In precedenza, il sindaco Carla Cioccarelli aveva rivolto parole d’augurio ai rappresentanti della comunità per la grande, tradizionale festa del “Sunà da Mars” che si svolge come tradizione ogni ultimi giorni di febbraio, non mancando di rimarcare le splendide condizioni ambientali di cui possiamo godere e di cui possiamo far partecipi i graditi ospiti. Coordinata dal vicesindaco e assessore al Turismo, Bruno Corvi, la cerimonia è culminata, ovviamente, con il passaggio del campanaccio-simbolo – un enorme sampógn nero – dal rappresentante della contrada San Pietro a quello di contrada Liscedo, la più lontana dal centro.aprica suna de mars 100

Propro da Liscedo, stasera partirà il piccolo corteo dei pochi abitanti rimasti, per convergere insieme agli altri in piazza Negri (davanti al municipio), indi al campo sportivo per la festa finale. Si accoderanno alle sei contrade aprichesi Liscedo, Liscidini, Santa Maria, Mavigna, Dosso e San Pietro ben diciotto gruppi di scampanatori provenienti da mezza Lombardia e dalla Val Poschiavo.


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