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Sunà da Mars: Aprica ha festeggiato secondo la tradizione. La polemica del sindaco Cioccarelli sugli esperti meteo

lunedì, 29 febbraio 2016

Aprica – Una festa secondo la tradizione. È durato poco più di due ore il  ”Sunà da Mars” che si è tenuta ieri sera all’Aprica, i cui echi continuano a risuonare tra le viuzze delle contrade di Liscedo, Liscidini, Madonna, Mavigna, Dosso e San Pietro.

La tradizione è così servita e anche la campagna può incominciare a disfarsi del gelo, anche se è più probabile che le radici dei prati e dei campi – dopo aver socchiuso occhi e orecchi – se ne siano tornate a riposare, perché preda di un freddo moderato e coperte da una bella coltre di neve.

LA POLEMICA

Quella coltre di neve che, a dar retta alle previsioni di tutta la settimana precedente, avrebbe dovuto almeno raddoppiare proprio ieri e sabato, alternata a scrosci di pioggia in basso. Una doccia scozzese psicologica, insomma, che in realtà non si è per nulla verificata nella realtà: sulle Alpi non c’è stata alcuna emergenza neve (“siamo preparati per far fronte fino ai tre metri di neve”, ha detto il sindaco Carla Cioccarelli) e niente vento. “Chiederemo i danni – continua il sindaco – non per la catastrofe naturale minacciata (che non c’è stata in minima parte), bensì per il mancato guadagno di una comunità che si regge sul turismo e per aver allertato Protezione Civile e volontari inutilmente”.

IL SUNA’ DA MARS

Tornando a Sunà da Mars, grande la soddisfazione degli organizzatori, primo fra tutti il vicesindaco e assessore al turismo Bruno Corvi, che coadiuvato dall’infaticabile presentatore ha chiamato all’omaggio del campanaccio 2016 i rappresentanti della bellezza di venticinque gruppi. Vale la pena nominarli, perché hanno onorato la manifestazione, venendo alcuni anche da piuttosto lontano.

Dopo le sei contrade di Aprica, che hanno avuto la precedenza, è toccato nell’ordine ai gruppi di: Borno, Castione della Presolana, Clusone, Doverio di Corteno Golgi, Teglio (Gent de paes), Castello dell’Acqua (i Marà), Motta di Villa, Piateda, Valsaviore (le Pisaègie), Piscé, Valposchiavo (Pro costume), Corteno Golgi (Pro loco), Teglio (Dos de la forca), San Giacomo di Teglio, Santìcolo di Corteno Golgi, Sèllero, Sovere, Vilminore di Scalve e – dulcis in fundo - Vimercate con un solo partecipante.

A parte i tanti, deliziosi e fieri bambini in costume, l’emozione più grande – almeno per noi che l’abbiamo avuta e condotta in gioventù – è stato poter vedere e accarezzare una dolce e docilissima mula, che condotta dal proprietario e da due ragazzi di colori, ha trainato per almeno un paio di chilometri la slitta con il fieno, sormontata da un’esposizione di campanacci.


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