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Short track: premiato Luca Bormolini, ideatore mascotte dei Mondiali di Bormio

sabato, 1 febbraio 2020

Bormio - Il piccolo Luca Bormolini ha gli occhi che brillano di felicità e sorride abbracciato a Stelvy, il gigantesco pupazzo che porta il suo nome – o meglio – il nome che è stato scelto per rappresentare la mascotte dei Mondiali junior di short track in svolgimento a Bormio: il nome che Luca si è inventato è quello che ha vinto il concorso indetto dal Comitato Organizzatore.

Luca è uno dei più piccoli pattinatori del vivaio Bormio Ghiaccio e la mascotte è il simpatico aquilotto simbolo della manifestazione, nata dalla collaborazione tra Comitato Organizzatore e Parco Nazionale dello Stelvio.

Luca Bormolini foto credit U S Bomiese“Volevamo un emblema ancorato al territorio e che ne sintetizzasse l’essenza – dichiara Maurizio Gurini presidente del Comitato -; in accordo con il Parco Nazionale dello Stelvio abbiamo pensato a un animale che rappresentasse la natura, la maestosità, la bellezza selvaggia dell’ambiente in cui vive. L’aquila è una presenza affermata sulle nostre montagne e ci dimostra che la coesistenza fattiva tra uomo e animale è possibile”.

Luca Bormolini (primo a destra nella foto credit Us Bomiese) a cosa ti sei ispirato per il nome Stelvy: “Da casa mia vedo sempre volare aquile e gipeto, vanno verso la Reit e proseguono oltre. Ho pensato che volano lontano, fino allo Stelvio! Mi piace vederli in cielo, sono liberi”.

Luca è stato premiato ufficialmente nel corso di una piccola cerimonia in cui sono intervenuti Maurizio Gurini, presidente del Comitato Organizzatore, Daniela Praolini in rappresentanza del Parco Nazionale dello Stelvio e Pierluigi Spechenhauser,    presidente dell’U.S. Bormiese.

“È stata una bella iniziativa perché riassume perfettamente il senso del nostro lavoro – afferma Daniela Praolini – che è quello di promuovere fra i giovani la conoscenza del territorio e la cultura dell’ambiente. Queste collaborazioni sono proficue per tutti e auspichiamo anche in futuro di avere altre occasioni per avvicinare il Parco Nazionale dello Stelvio alle generazioni future”.



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