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Passo Buole: quasi 400 penne nere hanno ricordato i caduti del 1916

domenica, 5 giugno 2016

Passo Buole –  Una festa e tanti ricordi. Quasi 400 persone tra alpini e cittadini, insieme a una delegazione della Croce Nera Austriaca, sono salite a passo Buole in segno di pace, per commemorare, in occasione del raduno sezionale delle penne nere, i caduti di entrambe le parti della terribile battaglia che vi si svolse nel maggio 1916.

passo Boule AnaIl presidente dell’ANA del Trentino, Maurizio Pinamonti, non ha avuto dubbi. “Siamo qui per lavorare per la pace. Per questo alpini e Croce nera sono oggi insieme. Questo è anche il senso che vogliamo dare all’adunata del 2018″.  Svelata nei pressi della cappella sul passo la targa con la scritta: “Ricordare… capire… per un futuro di pace”.

Il sindaco Claudio Soini e l’assessore lagarino Alberto Pinter hanno ricordato che la storia sia di monito alle generazioni future, per trasformare i luoghi di guerra in simbolo di pace. “Qui sono morti lontani da casa ragazzi con davanti una vita, su due diversi fronti, per noi – ha detto il sindaco Soini – oggi li ricordiamo, senza distinzione di nazionalità. Qui si svolse una battaglia che distrusse i destini di molti e che deve essere di monito alle future generazioni. Per questo oggi vogliamo trasformare passo Buole in un luogo di pace, insieme a altri luoghi di battaglia, in vista del centenario dall’armistizio che sarà nel 2018″.

E’ stata scoperta una targa con le parole «Ricordare… capire… per un futuro di pace». Il capogruppo alense della penne Nere, Pio Laghi, e il generale Federico Bonato, comandante delle truppe alpine hanno ringraziato tutti: “La partecipazione così numerosa rafforza il senso di questa giornata”.

C’erano vessilli provenienti dal Veneto, dal Piemonte e dalla Liguria, rappresentanze di Asti, Imperia, Ivrea, Torino, Milano, Conegliano, Gorizia, Marostica, Verona e La Spezia, oltre a un fitto gruppo di trentini questa mattina a passo Buole, per il raduno sezionale degli alpini a cui hanno partecipato anche alcuni membri della Croce nera austriaca.
La Croce Nera è l’associazione austriaca fondata nel 1919 che collabora con il Ministero della Difesa austriaco con lo scopo di mantenere viva la memoria dei militari caduti nei conflitti mondiali. A tal fine censisce i luoghi di sepoltura ed effettua periodiche visite nei cimiteri e nei sacrari militari che contengono spoglie di soldati austriaci, sia in Austria che all’estero.

Corone sono state deposte ai Fusi, in località Marani, e al sacrario di San Valentino, oltre che in altri luoghi della città. E anche questo sabato, come la settimana scorsa, la pioggia non ha fermato le persone che in segno di pace hanno voluto salire fino alla cappella in cima al passo per onorare i caduti di quella battaglia di 100 anni fa e di tutte le guerre.

“Passo Buole per noi è sempre stato un luogo simbolico, fino a qui siamo sempre venuti da oltre sessant’anni – ha spiegato il presidente degli alpini trentini Maurizio Pinamonti – e quest’anno, a cent’anni di distanza, invitare la Croce nera austriaca è stato un ulteriore segnale di pace”.

Pinamonti ha ripreso il motto alpino “ricordare i morti aiutando i vivi”, per spiegare qual è il significato del volontariato degli alpini, del nostro lavoro nelle scuole, di questa giornata, dello sforzo fatto nell’ultimo anno per tenere aperto alla domenica il sacrario di Castel Dante, a Rovereto, e, più in generale, dell’importanza di ricordare le oltre mille persone cadute nella battaglia di passo Buole, a prescindere dalla divisa che indossavano.


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