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In Val di Fiemme confronto al femminile: il ‘Fis XC Coaching Seminar for Females’ voluto da Gabriella Paruzzi

sabato, 6 settembre 2014

Predazzo - Gabriella Paruzzi, ex fondista azzurra, medaglia olimpica e mondiale e capace pure di vincere la Marcialonga nell’edizione valida come Coppa del Mondo, al recente Congresso FIS è stata eletta presidente della commissione femminile di sci nordico.Paruzzi

La campionessa friulana non ha perso tempo ed ha organizzato il primo “FIS Cross Country Coaching Seminar for Females” della storia. L’ha fatto in Val di Fiemme, ospite del Comitato Nordic Ski Fiemme nell’accogliente struttura dello stadio del salto di Predazzo.

Tre giorni, ieri, oggi e domani, con 18 rappresentanti di 10 nazioni, fra cui una addirittura proveniente dal Canada.

“In sostanza – racconta Gabriella Paruzzi – essendo io presidente della commissione del cross country ladies della FIS, ho pensato di creare un appuntamento, un evento dove fossero coinvolte solo donne visto che la commissione è composta unicamente da donne, per avere un confronto internazionale riguardo la preparazione dei giovani sostanzialmente, perché ci siamo accorti che le donne sono coinvolte più che altro nei club e molto poco invece in ambito internazionale a livelli importanti.

La location è stata trovata qui in Val di Fiemme molto facilmente, perché la Val di Fiemme si presta molto essendo centrale rispetto a località di altre nazioni e ci ha dimostrato grande ospitalità. Spero sia un week end proficuo, è la prima volta in assoluto che si realizza un appuntamento di questo genere e sono fiera di averlo potuto organizzare. Da presidente della commissione ho cercato di spingere in questa direzione e devo dire grazie alla FIS che, attraverso Sandra Spitz, ha creduto in questo progetto. Le adesioni, per essere all’anno zero, dal mio punto di vista sono buone, per noi è già un buon successo calcolando che le donne sono restie ad abbandonare la famiglia per venire ad un appuntamento come questo, c’è una partecipante addirittura dal Canada.

Si tratta di tre giorni, nel primo di questi è stato coinvolto uno skimen per permettere alle partecipanti di capire le basi dello sci, il secondo giorno è più intenso, si è parlato di diversità di allenamenti fra maschi e femmine soprattutto in età giovanile, per questo sono stati coinvolti il tecnico tedesco Georg Zipfel e un’allenatrice norvegese, poi è stato chiamato uno psicologo dello staff della nazionale ed Erik Benedetto (fisioterapista della nazionale italiana) per lo stretching e la forza, sempre riguardo ai bambini e comunque al comparto giovanile visto che le donne sono coinvolte in questo settore.

La terza giornata è dedicata all’alimentazione con i suggerimenti  di un tecnico Enervit. Anche grazie all’alimentazione si possono creare i presupposti per una sana qualità di vita, solo con prodotti naturali, perché sappiamo che le problematiche del peso sono molto grosse fra i ragazzi. L’aspetto che forse ha creato più difficoltà nel trovare adesioni a questo evento è stata la lingua, perché tutti gli incontri si tengono in inglese”.

Sono quattro le rappresentanti italiane, la fiemmese Antonella Confortola, la bellunese Magda Genuin (che ora però vive in Spagna), la tarvisiana Antonella Muller e la lecchese Anna Rosa.

“Quello che a noi piacerebbe – sottolinea Gabriella Paruzzi – è che da qui uscissero nuovi presupposti per organizzare un’altra iniziativa come questa, magari sulla neve, per creare da oggi un susseguirsi di eventi in modo da interessare tutte le donne. Un po’ come succede ad esempio in Scandinavia, dove c’è una filosofia di vita molto diversa dalla nostra.

La donna in Italia attualmente fa molta fatica a gestire sport e famiglia”. E rimarca ancora Paruzzi: “Consideriamo ad esempio che un’atleta non diventa quasi mai mamma durante la vita agonistica, e se succede smette l’impegno sportivo in quanto ha difficoltà a gestire le due cose assieme. Purtroppo la nostra cultura non ci permette di fare questo, probabilmente nel futuro dovremmo anche pensare di essere coinvolte in maniera diversa!”. Insomma, la Val di Fiemme nello sci nordico precorre i tempi, anche al femminile.

 

“FIS XC COACHING SEMINAR FOR FEMALES” IN VAL DI FIEMME

DONNE DEL “NORDICO” ALLA RISCOSSA

 

Gabriella Paruzzi, presidente della commissione femminile della FIS, sempre in primo piano

Tre giorni in seminario per affrontare l’argomento “donne coaches”

Donne di 10 nazioni, tra le azzurre Confortola, Genuin, Muller e Rosa

Il seminario è ospitato dal Comitato Nordic Ski Fiemme

 

 

Gabriella Paruzzi, ex fondista azzurra, medaglia olimpica e mondiale e capace pure di vincere la Marcialonga nell’edizione valida come Coppa del Mondo, al recente Congresso FIS è stata eletta presidente della commissione femminile di sci nordico.

La campionessa friulana non ha perso tempo ed ha organizzato il primo “FIS Cross Country Coaching Seminar for Females” della storia. L’ha fatto in Val di Fiemme, ospite del Comitato Nordic Ski Fiemme nell’accogliente struttura dello stadio del salto di Predazzo.

Tre giorni, ieri, oggi e domani, con 18 rappresentanti di 10 nazioni, fra cui una addirittura proveniente dal Canada.

“In sostanza – racconta Gabriella Paruzzi – essendo io presidente della commissione del cross country ladies della FIS, ho pensato di creare un appuntamento, un evento dove fossero coinvolte solo donne visto che la commissione è composta unicamente da donne, per avere un confronto internazionale riguardo la preparazione dei giovani sostanzialmente, perché ci siamo accorti che le donne sono coinvolte più che altro nei club e molto poco invece in ambito internazionale a livelli importanti. La location è stata trovata qui in Val di Fiemme molto facilmente, perché la Val di Fiemme si presta molto essendo centrale rispetto a località di altre nazioni e ci ha dimostrato grande ospitalità. Spero sia un week end proficuo, è la prima volta in assoluto che si realizza un appuntamento di questo genere e sono fiera di averlo potuto organizzare. Da presidente della commissione ho cercato di spingere in questa direzione e devo dire grazie alla FIS che, attraverso Sandra Spitz, ha creduto in questo progetto. Le adesioni, per essere all’anno zero, dal mio punto di vista sono buone, per noi è già un buon successo calcolando che le donne sono restie ad abbandonare la famiglia per venire ad un appuntamento come questo, c’è una partecipante addirittura dal Canada. Si tratta di tre giorni, nel primo di questi è stato coinvolto uno skimen per permettere alle partecipanti di capire le basi dello sci, il secondo giorno è più intenso, si è parlato di diversità di allenamenti fra maschi e femmine soprattutto in età giovanile, per questo sono stati coinvolti il tecnico tedesco Georg Zipfel e un’allenatrice norvegese, poi è stato chiamato uno psicologo dello staff della nazionale ed Erik Benedetto (fisioterapista della nazionale italiana) per lo stretching e la forza, sempre riguardo ai bambini e comunque al comparto giovanile visto che le donne sono coinvolte in questo settore. La terza giornata è dedicata all’alimentazione con i suggerimenti  di un tecnico Enervit. Anche grazie all’alimentazione si possono creare i presupposti per una sana qualità di vita, solo con prodotti naturali, perché sappiamo che le problematiche del peso sono molto grosse fra i ragazzi. L’aspetto che forse ha creato più difficoltà nel trovare adesioni a questo evento è stata la lingua, perché tutti gli incontri si tengono in inglese”.

Sono quattro le rappresentanti italiane, la fiemmese Antonella Confortola, la bellunese Magda Genuin (che ora però vive in Spagna), la tarvisiana Antonella Muller e la lecchese Anna Rosa.

“Quello che a noi piacerebbe – sottolinea Gabriella Paruzzi – è che da qui uscissero nuovi presupposti per organizzare un’altra iniziativa come questa, magari sulla neve, per creare daoggi un susseguirsi di eventi in modo da interessare tutte le donne. Un po’ come succede ad esempio in Scandinavia, dove c’è una filosofia di vita molto diversa dalla nostra. La donna in Italia attualmente fa molta fatica a gestire sport e famiglia”. E rimarca ancora Paruzzi: “Consideriamo ad esempio che un’atleta non diventa quasi mai mamma durante la vita agonistica, e se succede smette l’impegno sportivo in quanto ha difficoltà a gestire le due cose assieme. Purtroppo la nostra cultura non ci permette di fare questo, probabilmente nel futuro dovremmo anche pensare di essere coinvolte in maniera diversa!”

Insomma, la Val di Fiemme nello sci nordico precorre i tempi, anche al femminile.


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