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Il ministro Franceschini e il presidente Rossi all’inaugurazione al Mart della mostra “La guerra che verrà non è la prima”

venerdì, 3 ottobre 2014

Rovereto – Il centenario della Prima Guerra Mondiale è un’occasione da vivere e soprattutto scoprire le occasioni di visita sui luoghi dove si è combattuto il conflitto. Oggi sono stati svelati i progetti e la mostra al Mart di Rovereto (Trento).

“Il Trentino vive questo centenario come un’occasione importante, anche in relazione alla sua storia di oggi”. Con queste parole il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, si è rivolto al ministro alla cultura e al turMart Roveretoismo, Dario Franceschini, in occasione della conferenza di presentazione della mostra “La guerra che verrà non è la prima” allestita al Mart di Rovereto. “Una mostra straordinaria – ha commentato subito dopo il ministro Franceschini – che ci invita a cogliere i frammenti di umanità che scaturiscono dalla mole enorme di documenti e di opere d’arte proposti dal Mart che si conferma “orgoglio per tutto il Paese”.

“A Trento state seguendo una strada importante – ha detto il ministro – ossia offrire di più per attirare turisti. Non bastano le bellezze naturali e monumentali. Dobbiamo lavorare sempre di più insieme”. Un invito che, per la Provincia, sta già nelle cose che si stanno facendo su molti fronti. Rossi, sul tavolo dei relatori assieme all’assessore alla cultura Tiziano Mellarini, al sindaco di Rovereto Andrea Miorandi, alla presidente del Mart, Ilaria Vescovi con la direttrice Cristiana Collu e la curatrice dell’esposizione, Nicoletta Boschiero, ha ricordato l’impegno della Provincia, attraverso l’assessorato alla cultura, di trasformare la ricorrenza in occasione per riaffermare il valore della pace. “Lo diciamo proprio da una città che della pace è diventata simbolo – ha detto Rossi – consapevoli che pace non è semplicemente “assenza di guerra” ma impegno quotidiano al dialogo e all’attenzione a chi è rimasto indietro”. No all’indifferenza, no all’egoismo, dunque, perché “il Trentino, proprio in un momento difficile come quello attuale, deve ricordare che ci sono zone del mondo che hanno ancora bisogno”.

“Certo – ha aggiunto Rossi – nella memoria della nostra comunità sono vive le esperienze e le sofferenze di quegli anni, come è viva la consapevolezza della particolarità della nostra storia che si è nutrita di due culture diverse che hanno plasmato la nostra identità”.  In conclusione, assieme all’invito a visitare la mostra, anche quello, rivolto ai trentini affinché si sentano partecipi di questo percorso e consapevoli di poter contare su realtà come il Mart che ci vengono invidiate e che ci permettono di poter rilanciare. Ne è un esempio l’invito rivolto da Rossi a Franceschini per immaginare proprio a Rovereto un evento a chiusura delle iniziative che in Italia, e non solo, stanno prendendo vita attorno all’anniversario dello scoppio del primo grande conflitto mondiale.


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