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Gli eredi di Icaro a Vezzano: Hoffer, Bolle e Di Palma incantano il pubblico a Mese Montagna

sabato, 22 novembre 2014

Vezzano - Gli eredi di Icaro Hoffer, Boole e Di Palma a Vezzano. Mese Montagna ha aperto un’altra porta chiusa, dedicando una serata del suo intenso calendario ad un modo diverso di vivere la montagna e l’alta quota, ma decisamente adrenalinico, suggestivo e ricco di emozioni, ovvero un eccitante viaggio con gli eredi di Icaro. Presso il teatro Valle dei Laghi di Vezzano si è andati alla scoperta del mondo del paracadutismo sportivo estremo, ma soprattutto del fenomeno base jumping. Protagonisti tre icone di questa disciplina, ovvero Bepi Hoffer di Pergine Valsugana, James Boole inglese trapiantato a Nago e Maurizio Di Palma lombardo di nascita ma residente a Dro. Tre personaggi diversi, con un unico comune denominatore il volo, il vivere la montagna dall’alto verso il basso. Il pioniere Hoffer, uno dei precursori del volo libero e col deltaplano, spiccati da alcune pareti delle montagne del Trentino e atterraggi suggestivi dall’aereo in vetta all’Adamello, alla Cima Tosa, al Mon te Bianco, al Cervino, al Bernina, ed ancora il lancio dalla mongolfiera nel gruppo di Brenta, il base jump dall’Eiger, ha raccontato come è nata l’idea di tante sfide e come è cambiata in pochi decenni questa disciplina, orientata ora al base jumping.Mese Montagna 1

Il professionista James Boole ha trasformato la sua passione in lavoro, visto che è istruttore, cameraman e soprattutto progettista e tester delle tute alari. Grazie proprio al suo ruolo di filmaker ha proiettato al teatro di Vezzano immagini davvero spettacolari delle sue tante imprese. Basti pensare che negli ultimi 14 anni ha realizzato oltre 2000 salti ed è attualmente uno dei piloti di tuta alare più esperti al mondo.

Maurizio Di Palma, l’artista per la sua continua ricerca di nuove sfide particolari, è noto soprattutto per il suo lancio dal Duomo di Milano del luglio 2013, ma ha al suo attivo oltre 3000 salti di base jump da più di 380 exit differenti ed è considerato nell’ambiente internazionale uno dei più esperti e completi specialisti di questa disciplina. Ha saltato da exit con altezze superiori ai 3000 metri a poco più di 30 metri, girando il mondo alla ricerca di nuove interessanti basi da cui saltare con o senza l’ausilio di tuta alare. Tra questi l’Angel Fall in Venezuela, il Capitan in Yosemite, l’Eiger, il Tsaranoro, gran parte delle vette Dolomitiche; per passare ai monumenti più famosi come Torre Eiffel, Colosseo, Torre di Pisa, Duomo di Milano.

E proprio agli amici di Mese Montagna Di Palma ha voluto fare un regalo speciale. In chiusura di serata è stato infatti proiettato l’inedito del suo lancio dalla cattedrale gotica del capoluogo lombardo, che ha documentato la sua ascesa nascosta, il suo lancio ed anche i momenti della “fuga” in metropolitana, con una simpatica conclusione all’interno di un negozio mentre si stava cambiando, deviando la corsa del poliziotto che in realtà cercava proprio lui.
Fra le immagini più suggestive hanno colpito il numeroso pubblico quelle relative ai «proximity flying», l’ultima tendenza di volo rasentando i pendii, dove si raggiungono velocità anche di 250 km orari. La durata massima del volo prima di aprire il paracadute? Dipende da dove è previsto il lancio, ma può raggiungere i 2 minuti.

Durante le interviste, realizzate dal conduttore Paolo Malfer, tutti e tre hanno voluto lanciare dei messaggi precisi, cercando di far conoscere i tanti aspetti affascinanti di questo sport che trova spazio solamente per eventi tragici. «La sicurezza – ha spiegato Boole – è sempre il pensiero centrale di tutti i base jumper. Alle spalle di ogni volo c’è sempre una preparazione oculata, l’esecuzione metodica di tutte le procedure, e tante ore di esperienza. Spesso quello che fa la differenza è il sottovalutare i segnali della natura o l’ avere troppa confidenza. Come accade per gli alpinisti».

Di Palma ha poi voluto evidenziare come il Trentino sia la mecca del base jumping mondiale, che porta anche un indotto turistico, anche se a nessuno interessa promuoverlo: «Partendo dal Lago di Garda sino alle Sarche troviamo più di 25 località per staccare i piedi. Il luogo simbolo è il Becco d’Aquila sul Monte Brento, dove in 20 anni dal primo salto sono stati effettuati oltre 30 mila lanci e sono stimati circa 5 mila salti effettuati da base jumper di tutto il mondo ogni anno».

Alla domanda se hanno ancora un sogno nel cassetto Hoffer ha evidenziato che l’età non è più sua amica, mentre Boole e di Palma hanno confermato di avere ancora tanti obiettivi da voler realizzare.

DOMANI  GIANFRANCO CORRADINI A COVELO
L’apprezzata edizione 2014 di MeseMontagna prosegue domani (domenica 23 novembre) presso la Casa comunale di Covelo di Terlago (ore 18) con una serata che vedrà protagonista Gianfranco Corradini. L’alpinista e atleta trentino ora 59enne, che all’età di 22 anni, a causa di un incidente in moto perse la gamba sinistra, ma non si è scoraggiato affrontando tante sfide sportive e alpinistiche, racconterà la sua passione per la montagna e in particolar modo l’avventura fra i paesaggi, i colori e le bellissime vette della Bolivia. Seguirà la presentazione della Ciaspolonga 2015.


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