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Gli alpini trentini si ritrovano al Passo Vezzena. Domenica cerimonia nella chiesetta di Santa Rita

sabato, 1 agosto 2015

Passo Vezzena – Sarà ancora una volta lo splendido scenario di Passo Vezzena, e in particolare la ricostruita chiesetta di Santa Zita, che vedrà impegnati gli Alpini del Trentino, che ancora una volta “celebreranno” l’anniversario della ricostruzione del manufatto. Infatti, le Penne Nere trentine dopo un lungo periodo di studio, di preparazione e di lavoro, nell’agosto del 2008 inaugurarono solennemente la chiesetta, nata sulle ceneri della cappella costruita dall’esercito Austrungarico nel 1917 ed inaugurata il 15 agosto 1917, a ricordo delle vittime degli scontri bellici con più di mille morti nella sanguinosissima battaglia di Col Basson tra il 24 e il 25 agosto 1915. A fianco della cappella fu predisposto un cimitero militare con oltre 200 caduti italiani e oltre 500 austriaci. La chiesetta venne poi demolita nel periodo fascista.

Alpini Vazzena 10Il ritrovarsi insieme sui luoghi delle cruente battaglie, Alpini e Kaiserschützen, ha fatto germogliare una comune volontà di ricostruire la chiesetta di Santa Zita /St. ZitaKapelle, in suffragio delle vittime e simbolo di pace e fratellanza. Nel 2007 gli Alpini della Sezione ANA di Trento hanno deciso così di ricostruire la
chiesa, riportandola agli antichi splendori. Il progetto è stato redatto dall’ing. Pierluigi Coradello, riprendendo l’originale del progettista ingegner Adalbert Erlebach, tenente boemo, scovato negli archivi austriaci.

L’impegno è stato grande, e in poco tempo si è arrivati a completare un’opera unica nel suo genere, tanto che nell’agosto del 2008 si è potuta celebrare l’inaugurazione, alla presenza di oltre 4mila persone.

L’altipiano di Passo Vezzena ha ricoperto un ruolo importante, nel corso della Prima Guerra Mondiale, in quanto nel 1918 il passo si trovava (in territorio Austrungarico) vicino al confine fra il Regno d’Italia e l’Impero.

Infatti il confine correva in località Termine (a circa 3 km di distanza dal passo, in direzione di Asiago). Numerosi sono i manufatti rimasti, che testimoniano la presenza di truppe militari nella zona durante la prima guerra mondiale: nei pressi del passo sorgono due fortezze austroungariche, lo Spitz di Levico e il forte Verle. E la chiesetta ricostruita dagli Alpini, dedicata appunto a Santa Zita in onore dell’imperatrice Zita di Borbone-Parma.

Gli Alpini dunque saranno chiamati alle 11 di domani – domenica 2 agosto – a commemorare: in primis i tanti, troppi ragazzi dei due eserciti che proprio a Passo Vezzena morirono per i più alti ideali di Patria. Per loro ci sarà la deposizione di una corona davanti al monumento e alle bandiere, quella austriaca, quella italiana e quella europea, che fin dal 2008 a Santa Zita sventolano assieme, per sottolineare, se ancora ce ne fosse bisogno, che tutti i popoli devono guardare oltre ai propri confini, che ognuno, pur nel rispetto delle proprie specificità, può contribuire a dare un futuro di pace e di fratellanza alle nuove generazioni. A seguire la Santa Messa e al termine il rancio alpino.


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